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Re: TWC - News from Indoor War
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MessaggioInviato: 15/01/2017, 19:04 
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In un annuncio combinato fra TWC e Chikara, le due federazioni hanno reso pubblico che, con l'avvicinarsi del prestigioso torneo King of Trios, che al quindicesimo capitolo di Frontline, che si svolgerà il 20 gennaio 2017, ci sarà un match di qualificazione fra le Sick Chicks ed un team di rappresentanti della MWWC, federazione messicana di wrestling femminile. Qui di seguito le tre lottatrici che formeranno il Team MWWC.

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Hielo Caliente

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Hermana IV

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Lila Peña


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 19/01/2017, 22:50 
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Michael Edwards, addio alla TWC.


È di poche ore fa il comunicato che annuncia la rescissione consensuale tra Michael Edwards e la Total Wrestling Corporation. Eddie Jordan ha postato sull suo sito internet il comunicato in cui salutava e ringraziava la dirigenza della TWC per il compito svolto nella risoluzione del contratto. L'atleta di New York ha, inoltre, salutato tutti i suoi colleghi, lasciando però presaggire una sua possibile presenza alla prossima puntata di Indoor War, che si terrà al Barclays Center di Brooklyn, praticamente nelle vicinanze dell'abitazione del ex wrestler. Nei vari saluti si notano però grandi mancanze: una su tutte quella di Leonard Black, amico e grande confidente, in questi due anni, di Eddie Jordan. Lo stesso Virgil Brown risulta assente, anche se la giovane star del wrestling, in una delle sue recenti interviste si è scagliato duramente contro il suo ex General Manger. Il ragazzo di New York ha però concluso il comunicato con una frase al quanto enigmatica, asserendo che vi sia una possibilità di vederlo combattere contro Kevin Manson. Si attendo ulteriori sviluppi sulla vicenda.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 05/02/2017, 23:35 
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Sins of the Father

Aphelion




It's not a sin if God can't see it





Davanti ad un pianoforte a coda, Leonard Black.

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Una figura gigantesca, appena piegata, impegnata a suonare. Dietro di lui, Lucinda Fisher.

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Un accenno di pancia, la mano appoggiata sulla spalla di Leonard. L'unica cosa che si sente è la canzone che si spande nella stanza, e nessuno si muove finché il gigante non ha finito.

LB: Non ho perso il tocco.

LF: No.

Lucinda accarezza sulla testa Black, che si alza, sospirando appena.

LF: Cosa c'è?

Leonard guarda negli occhi la ragazza, per poi darle un bacio sulla fronte.

LB: Nulla.

LF: Suoni il pianoforte solo quando devi pensare.

Black sorride, abbassando lo sguardo.

LB: Pensavo al futuro. Pensavo a quando sarà nata quella cosa che tieni nella pancia.

Il gigante passa una mano sul ventre di Lucinda.

LF: E sei spaventato?

LB: Mi conosci, sai perfettamente che ho una paura matta. Ho paura di fallire, ho paura di non essere il padre adatto per mio figlio, esattamente come mio padre prima di me. Non voglio essere un cattivo padre.

La rossa da un bacio sulle labbra a Leonard, per poi rimanere a contatto con lui.

LF: Tu non sei tuo padre, come io non sono mia madre. Ancora adesso non so dove sia esattamente, nei suoi mille viaggi.

LB: Lo sai che tu sei fatta dai buoni sentimenti degli angeli, a differenza mia, vero?

Il gigante ridacchia, abbracciando la ragazza e sollevandola da terra.

LB: Non potrò liberarmi della mia paura finché non avrà diciotto anni. Oppure finché non mi dimostrerò un pessimo padre.

Black porta la ragazza fino al divano, appoggiandocela sopra, ed osservandola sorridente.

LF: Forse un modo c'è.

Il gigante rimane un secondo immobile.

LB: Cosa?

LF: Per farti passare la paura.

Leonard osserva Lucinda un istante, poi guarda verso il mobile all'ingresso.

LB: Stai pensando a quella?

LF: Se stai pensando alla scatola che hanno recuperato da casa dei tuoi, sì.

Il gigante si passa una mano sulla barba, poi si siede a fianco della ragazza, dandole un bacio sul polpaccio.

LB: Non credo di voler sapere cosa c'è dentro.

Lucinda appoggia la mano sinistra sulla spalla di Leonard, facendo brillare un anello.

LF: Ci sono io con te.

Black annuisce, appoggiando la mano su quella della ragazza, poi si alza e si dirige verso l'ingresso. Apre il cassetto del mobile, e prende una cassetta di metallo, annerita dal fuoco, chiusa da un piccolo lucchetto. Poi una piccola chiave, piegata leggermente all'impugnatura. Il gigante cammina lentamente verso il divano e si siede di nuovo, lo sguardo perso.

LF: Davvero non l'hai mai aperta?

LB: Mai.

Il silenzio scende di nuovo fra i due, finché Leonard prende la chiave e la mette nel lucchetto, provando a girarla. Nulla si muove, e Black annuisce.

LB: Il caldo. Probabilmente il lucchetto si è deformato a causa dell'incendio.

Lucinda osserva il gigante.

LF: Se vuoi davvero aprirla, non potrai più richiuderla.

Leonard annuisce, poi afferra fermamente il lucchetto con una mano, e la scatola con l'altra, ed inizia a tirare. Il metallo fa resistenza per qualche secondo, poi il lucchetto si spezza all'improvviso. Black sospira, lasciandolo cadere, poi appoggia la scatola sul tavolino davanti a sè, respirando profondamente. Lucinda si appoggia a lui, osservando la scatola quasi in religioso silenzio. Finalmente Leonard afferra il coperchio e lo solleva, svelando tre buste.

LB: Per Leonard Arthur.

Black prende la prima e la osserva, per poi appoggiarla di nuovo al tavolo.

LF: Per MaryAnne.

Lucinda prende la seconda busta, mentre Leonard ha già preso la terza.

LB: Per Jacob.

I due rimangono in silenzio, ad osservare le buste, finché Lucinda non apre quella intestata a Leonard.

LF: Vuoi che te la legga?

LB: No, devo farlo io.

Cita:
Non è un peccato, se Dio non può vederlo. Non è un peccato, se Dio non può vederlo. E come poteva Dio vedere quello che stavo facendo io? Come poteva Dio raggiungermi nel baratro in cui ero arrivato? Come poteva Dio toccarmi nel mio delirio febbricitante di solipsismo? No, non era peccato quello che stava facendo, proprio per quanto era sordido e oscuro, non era peccato. Per essere peccato doveva poter essere concepito dalla mente di Dio, e Dio non poteva concepirlo. Se Dio avesse compreso, se Dio avesse solo potuto comprendere avrebbe preso la sua anima e l'avrebbe scaraventata all'inferno. Ma no, non poteva finire all'inferno per quello. Non era un peccato. Ho peccato tante volte, in vita mia, ed ho sempre espiato le mie colpe. Ho peccato quando ho fatto in modo che l'assicurazione non coprisse le spese mediche di Catherine. Ho peccato quando ho fatto in modo che la madre di MaryAnne, quale che fosse il suo nome, venisse licenziata e dovesse trovare un lavoro in un'altra città. Ma cosa dovevo fare? Lasciare che dei figli bastardi potessero mettere in pericolo la mia reputazione? Non potevo. L'ho fatto più per la mia famiglia che per me. E mi sono confessato. Sempre. Dio mi ha perdonato. E questo non era peccato. Come poteva essere peccato? Come poteva essere peccato tutto questo? Essere nella proprio ufficio, davanti al computer, con un bicchiere di brandy in mano, un sigaro nell'altra, a guardare un video. No, Dio non può comprendere. C'è questa bionda, completamente nuda, completamente glabra, con degli occhi azzurri bellissimi, che guarda in telecamera, spaventata. Ha delle labbra stupende, aperte alla ricerca di aria. Dietro di lei, un uomo, coperto da un passa montagna, le sta stringendo al collo una corda. E gli occhi di lei, strabuzzati, sembrano supplicare aiuto, mentre le mani si feriscono nel tentativo di allentare la presa. Il viso le si arrossa sempre di più, poi diventa blu. L'ipossia arriva inclemente, mentre dal collo inizia a sgorgare sangue dalle ferite sul collo. Gli spasmi del corpo, che la fanno scuotere, mentre i piedi raschiano a terra, scivolando su delle piastrelle anonime. Quanta bellezza c'è nella morte di questa ragazza. Quanto erotismo c'è nella crudeltà di chi le ha stretto quella corda al collo? Chissà se sapeva qual era il suo destino? No, non poteva saperlo. Ed era quello il bello, la improvvisa consapevolezza di non avere speranze. La cupa accettazione mentale del dolore, mentre il corpo si contorce ancora autonomamente. Come poteva essere peccato questo? No, non era peccato il mio godimento di questa oscurità. Non è peccato, se dio non può vedere.


Una pagina strappata giace sulle gambe di Leonard. In diagonale, nella stessa calligrafia che ha scritto le parole sulla carta, due parole enormi. "PERDONAMI". Leonard e Lucinda osservano le due buste rimaste, in silenzio. Lentamente il gigante si alza, osserva la pagina e poi la richiude nel suo involucro, appoggiandola di nuovo nella scatola. Black sospira, richiudendo il contenitore, poi si volta verso Lucinda, che sta piangendo. Leonard si inginocchia davanti a lei e la abbraccia, stringendola forte.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 06/02/2017, 13:33 
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Le immagini ci mostrano il DOI of United States, il sole è alto nel cielo.

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Alcuni passanti camminano sul marciapiede di fronte all'edificio; parcheggiata proprio vicino al marciapiede si trova una grossa Jeep color nero metallico, rilucente. Al suo interno, al posto del guidatore, troviamo Vincent Cross, intento a leggere "Mucho Mojo".

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Il Biker sfoglia le pagine del libro, guardando ogni tanto con la testa verso l'ingresso del Dipartimento. Sorride e fa cenni con la mano ad un paio di agenti che lo osservano da lontano con le braccia incrociate. Uno degli agenti fa una smorfia e torna a controllare gli altri passanti, seguito dall'altro che continua a lanciare occhiatacce a Cross. Il biker sospira, tornando a concentrarsi sul libro. Intanto dall'ingresso del DOI spunta Richard Rossen, fratello del lottatore della TWC.

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L'ex rampollo della famiglia Rossen, vestito con uno dei gessati con cui era solito mostrarsi ad inizio 2016, ha una busta molto grande sotto il braccio, raggiunge la Jeep e bussa velocemente sul vetro, per poi entrare dall'altro lato e prendendo il posto accanto a quello del fratello. Cross poggia il libro sul cruscotto.

VC: Potevi prenderti più tempo, ero arrivato quasi alla fine.

RR: Un altro minuto lì dentro e li denunciavo per tortura. Mai visto un tale macello burocratico, ti dico. Ho dovuto persino usare tutto il nostro "budget".

Rossen porge la busta a Cross, mentre inizia ad allentarsi la cravatta.

VC: Dentro c'è quello che ci serve?

RR: Sì, e no.

Il biker aggrotta le sopracciglia, guardando il fratello.

VC: Gradiresti spiegare?

RR: Ok, prima la parte peggiore: ho passato tre ore in quel posto e niente. Questo, come si chiama, Quill? Non esiste. Nada de nada.

VC: Come fanno gli Interni a non avere nulla su di lui?

Richard si sbottona il colletto, ed emette un sospiro di sollievo.

RR:
Ne so quanto te. Ugh, mi ero dimenticato quanto fossero scomodi questo tipo di vestiti.

Cross guarda pensieroso fuori dal finestrino. Richard intanto inizia ad aprire la busta.

RR: Non hai ancora sentito la parte positiva. Ringrazia il mio genio.

Il biker si gira verso il fratello, che gli passa alcuni documenti.

RR: Ho fatto un altro tipo di ricerca: come ti ho detto, Quill non esiste per nessuno stato come contribuente o residente, è vero, però da quello che mi hai detto ha incontrato il tuo avvocato chiacchierone molto tempo fa.

VC: Questo cosa c'entra con il resto?

Cross inizia ad esaminare le carte, mentre Richard si guarda nello specchietto retrovisore.

RR: Beh, mi sono concentrato su di lui. Mi hai detto che è stato adottato, ed i Keenan sono stati bravi a nascondere i documenti di adozione in qualche remota cassaforte nella loro villa, ma una cosa che non potevano nascondere erano le loro cause legali. Quando sei ricco e democratico puoi star certo che un governo rosso terrà con sé qualsiasi documento tu non possa raggiungere senza destare troppi sospetti.

Vincent continua a sfogliare i documenti.

VC: Sono solo cause legali, queste, non è che ci aiutino. Certo, Aaron ha preso parte a molte di esse in molti ruoli, ma non vedo niente di collegabile. Cosa sospettavi, una vendetta di qualche tipo da parte di Quill?

RR: No, figurati. Quei documenti li ho dovuti prendere per non far fare troppe domande, avevo finito i soldi. Molto meglio fingere di essere interessati alla carriera dei Keenan nella legalità. Ora smettila di interrompermi. Dicevo: il tuo avvocatino sarà pure stato adottato dalla famiglia perfetta, ma non è stato tutto rose e fiori.

Rossen passa un paio di fogli al fratello.

RR: Ed indovina un po' perché.

Cross sbarra gli occhi, prende i fogli e butta velocemente gli altri dietro la sedia, causando un sospiro da parte del fratello. Il biker inizia a leggere velocemente i fogli, poi il suo sguardo si fissa su un punto. Passano alcuni secondi, Richard incorcia le braccia con un sorrisetto sul viso. Ed ora il lottatore della TWC alza gli occhi dal foglio, tornando a rivolgersi al fratello.

VC: Questo è decisamente quello che ci serviva, Richie.

Rossen si allaccia la cintura.

RR: Ora metti in moto.

VC: Sì, adesso ce ne possiamo andare.

RR: No no, abbiamo un ultimo posto da visitare.

Cross sbatte le palpebre. Il fratello ride per un secondo.

RR: 935 Pennsylvania Avenue, subuto. Sì, dobbiamo andarci, ci sarà molto utile. Fidati di me, Reggie.

VC: Non chiamarmi mai più Reggie.

RR: E tu non chiamarmi mai più Richie.

Cross alza lo sguardo al cielo, poi mette in moto e parte.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 09/02/2017, 23:31 
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Tomorrow evening, on Friday Night Indoor War. Esagon Junior, il mefistofelico e ingovernabile wrestler messicano, torna a calcare il ring della Total Wrestling Corporation dopo una lunga assenza dai combattimenti made in TWC. Quali tiri mancini sono in programma stavolta? Chi verrà preso di mira ingiustamente dal Titubante Lestofante? Per questa e altre risposte riguardanti il misterioso individuo mascherato che da un anno infesta la federazione di New York, vi aspettiamo domani sera, live dal Barclays Center di Brooklyn, New York. Noi non mancheremo. E voi?

#TWC #FridayNightIndoorWar #EsagonJr. #TitubanteLestofante #MuchoRudo


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Re: TWC - News from Indoor War
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A seguito dei fatti accaduti nel Main Event di Friday Night Indoor War #43 il General Manager Virgil Brown ha sancito per Indoor War #44 due imperdibili match incrociati tra i partecipanti al match per il titolo del mondo ad Alpha Horizon. Vedremo infatti contrapposti Nick Carroll e Travis Miller in un match che sarà arbitrato da Shawn Gates e lo stesso Gates in un match contro il campione del mondo Andy Moon. Serata scoppiettante a New York! #IW44 #Tonightisthenight


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Re: TWC - News from Indoor War
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Buone notizie per tutti i fan dei cameraman del mondo. Lorice Madrgunovic, Senior Crew Cameraman della TWC, è stato rinvenuto in uno sgabuzzino. L'uomo, rapito da ignoti, è stato privato dei vestiti, del suo equipaggiamento di ripresa, leccato ripetutamente e legato. Insieme a lui sono stati rinvenuti un pollo di gomma, una pallina da tennis rovinata ed un osso giocattolo. Non sono giunte altre notizie precise sul suo stato di salute, ma pare sia stato trattato con il vaccino antirabbico. Ulteriori informazioni verranno aggiunte quando disponibili.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 14/02/2017, 8:54 
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La prossima settimana, a Friday Night Indoor War, presso il Barclays Center, New York City, New York, il TWC Diamond Champion Sean Morgan presenterà il Talk with The Orphan con Fred Franke in qualità di ospite speciale. Che cosa succederà quando, a solamente due settimane dal loro nuovo e avvincente scontro che si terrà a Alpha Horizon, presso il monumentale Madison Square Garden, e che sarà valido per il TWC Diamond Championship, i due ex amici ai tempi del Dawn of the Empire, ora acerrimi nemici, si incontreranno all'interno della stessa arena, sul medesimo ring, faccia a faccia? Lo scopriremo la prossima settimana, in un nuovo attesissimo episodio di Friday Night Indoor War!


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 16/02/2017, 15:00 
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Il collegamento si apre direttamente fuori da un Haru Sushi di New York.

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Il ristorante giapponese, semi vuoto, sembra non essere addobbato per San Valentino, a parte per un piccolo cuore rosso sulla porta, che recita "I Love You". Quando ci ritroviamo al suo interno, vediamo le Sick Chicks, sedute ad un tavolo al centro della sala.

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Viola Lestrade, jeans blu ed una camicetta nera, osserva il suo piatto, le bacchette in mano, poi prende del sushi al salmone e lo intinge nella salsa di soia, mangiando poi in un solo colpo il tutto.

VL: Non ti ho ancora ringraziata per essere venuta.

Beverly, in pantaloni di pelle e gilet di jeans, sorride e prende tra le bacchette del sushi al tonno.

BB:Dovrei essere io a ringraziare te per avermi invitata.

VL: Dai, sono sicura di averti rubato a qualche ammiratore con gli occhi azzurri.

Viola osserva Beverly per un istante, poi la indica con una bacchetta.

VL: Com'è che si chiamava il tuo ex?

Beverly mangia il pezzo di sushi preso in precedenza e poi risponde.

BB:Barry, Barry Quinn, un amicone di Lance Murdock. Per me era poco più di uno strumento per agganciarmi con la twc. Se fosse così dovrei ringraziarti per il rapimento, i ragazzoni dagli occhi azzurri sono buoni per divertirsi una notte, al massimo due, poi vengono a noia. Con te invece non potrei mai annoiarmi.

Beverly afferra un altro sushi e lo gira lentamente nella salsa di soia osservando Viola negli occhi.

BB:Meglio i tuoi occhioni verdi che quelli azzurri di uno sconosciuto.

Viola ridacchia, prendendo un cono di riso.

VL: Così arrossisco.

La mora addenta il cono, sostenendo lo sguardo di Bev.

VL: Povero Barry, essere sfruttato così. Anche se c'è da dire che ne può valere la pena, per una ragazza come te.

Viola sorride, arricciando dolcemente il naso.

VL: Davvero non hai nessuno con cui passare San Valentino? Non dirmelo solo per non farmi sentire in colpa.

Bev tira fuori il sushi dalla salsa di soia e lo lascia brevemente a scolare per poi mangiarlo in un boccone. Scrolla le spalle mentre mastica e butta giù mentre si allunga per afferrare la bottiglia di sake.

BB:Ci è rimasto abbastanza male, però era meglio così. Comunque no, nessuno di interessante per lo meno. Non è facile per me trovare una persona con cui riesca a passare molto tempo senza annoiarmi.

La rossa versa il sake nel suo bicchiere.

BB:Non puoi capire che noia era stare con Elektra, non potevamo essere più diverse. Lei ama il silenzio e la tranquillità, io nella quiete vado fuori di testa. Tutte le storie per portarla fuori a ballare... Eppure sopportavo tutto, perché era mia amica, e le volevo davvero bene. Adesso però basta, è il mondo che deve piegarsi a Beverly Bailey, non il contrario.

Bev sporge la bottiglia verso l'amica.

BB:Gradisci?

VL: Non ho mai rifiutato un alcolico in vita mia.

La Lestrade prende la bottiglia, per poi versarsi la bevanda.

VL: Anche io ho passato lunghi anni della mia vita a fare quello che voleva Lucy. Sono andata così tante volte nello stesso locale che mi sono fidanzata con la cameriera.

Viola ridacchia accarezzando la mano della rossa.

VL: E sinceramente non so come si possa non fare quello che vuoi tu. Da dove vengo io una ragazza bella come te decide sempre quello che si fa. E se ti serve un'amica per andare a ballare, anche solo per la meraviglia che devi essere mentre balli, io ci sono.

La mora piega la testa di lato.

VL: Cosa ne dici?

Beverly sorride accarezzando il dorso della mano di Viola, posizionata sopra la sua, con il pollice.

BB:Non potrei chiedere di meglio.

VL: Ci pensi Bev, che avremmo potuto non incontrarci mai? O che avremmo potuto finire per non capirci e diventare rivali? Non che mi dispiacerebbe passare mezz'ora ad essere aggrovigliata con te, comprendimi, ma sarebbe stato un peccato orribile non poterti conoscere come la persona fantastica come sei.

La Lestrade beve un sorso di sakè.

VL: Sarebbe un posto molto peggiore la TWC, non ci fossi tu a portare un po' di luce.

BB:Hai ragione sulla mia luce, sono il sole della twc, il sole che illumina Frontline. Ma questo sole non sarebbe niente se non avesse una Terra come te a girargli attorno. Io non credo che non ci saremmo mai incontrate, o che saremmo diventate rivali. Noi siamo destinate a fare grandi cose, il mondo non avrebbe potuto fare a meno di metterci assieme. In un modo o nell'altro ci saremmo comunque trovate, ne sono certa.

VL: Quindi sei la mia stella?

Viola sorride di nuovo.

VL: Spero che guardarti troppo a lungo non mi faccia male agli occhi.

La mora prende di nuovo il cono di riso e da un altro morso.

VL: Ed è vero. Siamo destinati a fare grandi cose.

Viola si guarda intorno.

VL: Ho appena pensato una cosa. Secondo te rischiamo di incontrare Ayumi qui dentro? Sai, dopo che non si è presentata per l'ennesima volta ad Indoor War, potrebbe aver cercato i suoi simili.

BB:Sicuramente si troverebbe meglio con dei coltelli in mano che su un ring ma ne dubito.

VL: Sai che mi spiace sinceramente per Alice? Non si merita un'amica del genere.

BB:A me spiace non concordare con te ma non mi dispiace per niente. Se l'è scelta lei, ed onestamente, credo che Alice sia anche peggio. In fondo fanno un'ottima orribile coppia.

VL: Stella mia, non devi essere così dura. Alice ha solo diciassette anni. È ancora giovane. Ho visto persone molto più vecchie di lei molto meno mature.

Viola bacia la mano che sta accarezzando.

VL: Ed è in compagnia delle persone sbagliate. Pensa se crescesse in nostra compagnia, come nostra amica. Sarebbe una persona meravigliosa, anche se non quanto te, ovviamente.

BB:Su questo posso darti ragione, volpetta. E farla crescere è quello che ho cercato di fare negli ultimi mesi. Stare nelle Sick Chicks sarebbe una manna per lei, sfortunatamente abbiamo tutto il mondo contro, nessuno riesce a capire le nostre intenzioni. Noi però lo facciamo, ci capiamo perfettamente l'una con l'altra, ed è questo ciò che conta. Ed alla fine forse è meglio così, solo noi due e Jessica, si ha più intimità.

Bev passa lentamente un dito sul braccio di Viola.

BB:Ma ora che ci penso, io non avevo di meglio da fare a San Valentino, ma tu? Non dovresti essere a festeggiare con Arthur?

VL: Non mi dispiace l'intimità.

Viola si rabbuia un istante.

VL: Arthur è al polo sud per un servizio di National Geographic. È partito il due e torna a Marzo. Non potevo dirgli di restare per San Valentino e fargli perdere un servizio così grosso. Soprattutto considerando che anche io sono via spesso per lavoro.

Viola riprende subito a sorridere.

VL: Ma sono molto fiera di lui. Potrebbe stare sfondando seriamente.

Bev sorride ed alza il bicchiere di Sake in aria.

BB:Se tu sei felice lo sono anche io, deve essere parecchio importante. Ci vuole un brindisi. Ad Arthur!

Viola alza il bicchiere a sua volta.

VL: Ad Arthur.

La Lestrade beve in un colpo il contenuto del bicchiere.

VL: La cosa peggiore è il dover fare sempre il mio letto. Almeno una volta su due rifacevamo il suo.

La rossa gira il dito nel vassoietto della salsa di soia.

BB:Se vuoi posso darti una mano a rifare il letto la mattina, o trovartene un altro.

Bev si lecca il dito guardando Viola.

VL: Sarebbe molto... gentile da parte tua.

La mora sorride.

VL: Sai che non so nemmeno se vivi da sola oppure no?

BB:Di tanto in tanto ho occasionali compagni di letto a farmi compagnia ma vivo sola soletta. Magari prendo un gatto, anche se credo che un volpino sarebbe meglio.

VL: Lo sapevi che i volpini sono molto affezionati alle loro case? Difficilmente riesci a farli dormire in posti diversi da lì, a meno di non stare abbracciati con loro tutta la notte, in modo da fargli sentire il calore del proprio corpo.

BB:Interessante. Non deve essere male stare abbracciati tutta la notte con un bel volpino, sarebbe un prezzo che pagherei più che volentieri.

Viola appoggia la mano sinistra sulla destra di Beverly.

VL: Sono più che sicuro che qualsiasi volpino impazzirebbe all'idea di stare abbracciato a te. Specialmente se ci fosse una dose di coccole compresa.

Beverly appoggia la mano sinistra sopra quella di Viola.

BB:Ed allora che ne dici di fare quella notte questa notte? Meglio far abituare il volpino il più in fretta possibile.

VL: Non so se troviamo un negozio di animali aperto a quest'ora, la sera di San Valentino.

BB:Non ne abbiamo bisogno, abbiamo qui tutto quello che ci serve.

Le due rimangono a guardarsi in silenzio per qualche secondo. All'improvviso Beverly si sporge, afferra il mento di Viola con una mano e le stampa un bacio sulle labbra. Poco dopo si stacca e torna a sedersi. Unisce le mani e ci poggia sopra il mento, guardando maliziosamente Viola.

BB:Allora, che ne dici? Vuoi essere la mia valentina?

VL: Aspetta, credo di non aver capito bene.

Viola si sporge a sua volta, dando un più lungo bacio alla francese alla rossa.

VL: Ok, tutto chiaro.

La mora sospira, osservando Beverly.

VL: Dio, quanto tempo che aspettavo questo momento. E rossa, io sono tutto quello che vuoi che io sia.

BB:Ti prometto che l'attesa ne varrà la pena. Sai, non è facile per una che è sempre stata etero. E mettiamo subito in chiaro le cose: a me non piacciono le donne, a me piaci tu. Più tempo passavamo assieme più mi sentivo in sintonia più ti desideravo. Credo di avere chiaro ora che ti desidero in ogni modo.

Viola sorride.

VL: Non mi interessa cosa ti piaccia.

La mora si allunga sul tavolo, baciando di nuovo Beverly.

VL: E, probabilmente in questo momento non mi fermerei nemmeno tu lo facessi solo per interesse.

Viola accarezza il collo all'amante.

VL: Per quanto riguarda la notte di adattamento, spero tu non stia sperando di dormire.

BB:L'importante è che tu senta il calore del corpo di questo sole, no? Dormire non era una clausola obbligatoria.

VL: E tu non sai quanto ho freddo.

Viola sorride, osservando la rossa.

VL: Andiamo, stella mia? Vorrei fare una passeggiata mano nella mano. Cosa ne dici, mia giovane dea?

BB;Ne sarei onorata.

VL: Molto bene, stella.

Viola si alza dal posto e dà un altro bacio a Beverly per poi andare a pagare mentre le immagini si chiudono.


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Re: TWC - News from Indoor War
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Ci troviamo nell'appartamento di Hell's Kitchen di Lance Murdock. Qui vediamo il Diavolo, in pantaloncini e canottiera twc, prendere ripetutamente a pugni un sacco da boxe appeso al soffitto del salotto in disordine.

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Il volto deformato dalla rabbia, il corpo che cola sudore, le nocche che iniziano a lacerarsi e a sanguinare nel colpire il sacco senza protezioni. Il sacco è fortemente usurato e trema pesantemente sotto i colpi di Lance. All'improvviso il campanello suona e Lance sferra un ultimo pugno più intenso per poi fermare il sacco. Frustrato afferra un asciugamano che getta attorno al collo ed apre la porta...

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Lance accenna una smorfia sorpresa per qualche istante prima che la frustrazione faccia capolino sul suo viso. Nel frattempo Chris Drake, con sguardo serio, lo fissa dritto negli occhi, e dopo alcuni secondi di silenzio prende la parola.

C.Drake: Ciao Lance, è da un bel po' che non ci si vede.

LM:Non abbastanza. Che diavolo ci fai in casa mia?

C.Drake: Mi sembra abbastanza scontata la risposta. Non so se te ne sei accorto, ma c'è mia sorella che sta tentando di rovinarti la vita...

Chris sospira.

C.Drake: Posso?

The Predator indica con lo sguardo l'interno dell'appartamento. Lance sposta lo sguardo in alto e si fa di lato, facendo gesto a Drake di entrare.

LM:Fa pure, ma non ti aspettare che ti offra qualcosa. Sì, tua sorella è particolarmente fastidiosa, non è certamente una novità. Cosa vorresti fare a riguardo?

Chris si affaccia nell'appartamento.

C.Drake: Tranquillo Lance, che poi il massimo che tu possa offrirmi in questa topaia sarebbe un tortino al ratto accompagnato da succo di cloaca, senza offesa eh.

The Predator entra nell'appartamento seguito da Murdock che chiude la porta alle loro spalle con fare frustrato e si dirige insieme all'ex collega nel salotto. Una volta li i due si siedono rispettivamente su una poltrona e su un divano, e dopo qualche secondo è Drake a prendere la parola.

C.Drake: Bene, mi hai chiesto cosa voglia fare a riguardo di mia sorella, domanda semplice semplice Lance.

Chris prende una piccola pausa.

C.Drake: Se avessi voluto fare qualcosa l'avrei già fatto. Vedi Lance, dopo Zero Hour non me la sono passata bene, e per il secondo anno di fila ho avuto un Natale davvero pessimo passato tra alcool e autocommiserazione, e l'unica cosa che mi passava per la mente era comprare un biglietto per il primo Indoor War dell'annata, mischiarmi tra il pubblico e al momento opportuno scavalcare le transenne e massacrare Rick Frye per poi confrontarmi con Alisa. Piano impeccabile, e se l'avessi portato a termine probabilmente oggi tu saresti un due volte TWC Diamond Champion.

Lance digrigna i denti, frustrato.

C.Drake: Non prendertela con me visto che sono un bel po' di mesi che qualcuno sta vivendo a scrocco a casa mia, una certa leggenda del business con cui condivido il FWP World Tag Team Championship, Kid The Wizard.

The Predator sospira.

C.Drake: Premetto che Wiz è un rompipalle che si diverte a farmi incazzare, ma quando si tratta di questioni serie è la persona più affidabile di questo mondo, ed è stato proprio lui a farmi desistere dal fare una cosa che non avrebbe risolto nulla in questa situazione e che mi avrebbe cacciato in guai legali per aggressione.

Chris accenna un sorriso amaro.

C.Drake: Wiz mi ha fatto notare una cosa molto importante, ovvero che il rapporto che c'è ora tra me e Alisa è simile in molte sfaccettature a quello che c'era tra Wiz stesso e Samantha con entrambe le ragazze che si sentono ferite da qualcuno a cui tenevano e che hanno cercato la vendetta a modo proprio. Alla luce di ciò e alla luce della redenzione che Samantha ottenne poco prima di essere uccisa, Wiz mi ha consigliato di lasciar correre fin quando Alisa non si renda conto degli errori che sta commettendo e fin quando non sarà psicologicamente pronta per un vero confronto con me, ed è qui che entri in gioco tu.

Scambio di sguardi tra i due.

C.Drake: Distruggi Rick Frye.

LM:Drake, a me non importa assolutamente nulla di KTW, Alisa, Samantha e tutta la tua banda di degenerati. Tutto quello che mi interessa è Lance Murdock e far sì che sia riconosciuto come il migliore. Non ho minimamente bisogno dei tuoi consigli o di fare i tuoi porci comodi. La faccenda tra me e Rick Frye riguarderà solamente noi due, e nessun'altro.

C.Drake: E invece li farai eccome i miei porci comodi.

Chris mostra un sorriso beffardo.

C.Drake: Vedi Lance, nel soddisfare i miei porci comodi così come tu li definisci, passa anche la tua volontà di essere riconosciuto come il migliore, e non penso che il migliore perda un match con l'ultimo arrivato in TWC. Certo, Rick Frye ne ha di esperienza e conosce il ring molto bene, io stesso mi ci sono allenato svariate volte prima che quella tragedia conosciuta come Guardians Of Truth venisse addirittura pensata e so di cosa parlo, ma comunque nella prima volta nella sua carriera si trova in una grande promotion dove potrà contare solo su se stesso. Non per nulla c'è mia sorella che cercherà sempre di sopperire laddove Rick non arriverà, e stesso discorso a parti inverse, Rick che convince Ellie a mettere in palio in contratto TWC la dice lunga sui diabolici stratagemmi che quei due riescono a mettere in atto cooperando.

The Predator posa i gomiti sulle ginocchia e si sporge verso Murdock con sguardo serio.

C.Drake: Tu hai detto che non ti interessa nulla di me e della gente che mi circonda, e stai pur tranquillo a me di te, di Elektra, dei tuoi fallimenti, dei tuoi successi, non è che non mi interessa nulla, proprio non me ne frega un cazzo.

Chris si prende un attimo di pausa.

C.Drake: Detto ciò sai che non ti reputo stupido, e dovresti aver capito che nonostante mi sia costata il contratto TWC, mi abbia fatto credere di essere in coma facendomi soffrire come un cane bastonato per mesi e mi abbia tradito in mondovisione, rivoglio mia sorella indietro, e quale modo migliore se non vedere abbattere colui che adesso le da forza e la sprona a continuare a essere la stronza che è diventata? Tu hai la possibilità di farlo, io no, e se ti ho raccontato tutto ciò e se sono qui a parlare con te è perché tu, Lance Murdock, a oggi non hai la minima possibilità di distruggere Rick Frye.

Lance sbuffa.

LM:Per piacere, posso disintegrarlo ad occhi chiusi, non ho minimamente bisogno del tuo aiuto.

C.Drake: Ne sei sicuro? No perché sono tre puntate che incroci la tua strada con i Whisperers e sono tre puntate che sistematicamente finisci per prenderla in culo.

LM:Perché io ho ancora un onore, e non ho intenzione di picchiare una donna se non in una contesa regolare sul ring. Già ne ho abbastanza della gente che mi dà addosso per ogni motivo, non desidero dargli altro materiale su cui sfogarsi.

Chris mostra un sorriso ironico e alza un sopracciglio.

C.Drake: Posso rimangiarmi la parte in cui dico che non ti reputo stupido?

Lance osserva confuso Chris.

C.Drake: Come puoi minimamente pensare che sia venuto qui per spronarti ad aggredire mia sorella? Se ti vedessi fare una cosa del genere probabilmente ti ucciderei, e credimi quando ti dico che non sto usando un eufemismo.

The Predator assume uno sguardo serio, impenetrabile, di ghiaccio.

C.Drake: Alisa deve essere solo arginata, a te spetta il compito di capire come, e fatto ciò avrai una possibilità di non essere umiliato da Rick Frye. Certo, perderesti ugualmente nove volte su dieci con lui, ma almeno non ne usciresti come un uomo finito.

Chris si alza dal divano.

C.Drake: Il tuo reale problema è qui Lance...

The Predator indica con una mano il salotto.

C.Drake: Guardati intorno Lance, senti che puzza di chiuso e sudore c'è qui dentro, osserva il disordine in cui vivi, guarda le nocche delle tue mani che non la smettono di perdere sangue. Questo appartamento e il tuo attuale aspetto esteriore rispecchiano esattamente la confusione e il degrado che c'è dentro la tua testa attualmente, e stai tranquillo che anch'io ci sono passato dopo aver perso con Simon B. a The End Is Near. Allora ci pensò Alisa a mettere ordine nella mia vita, tu invece sei solo, completamente solo e potrai contare solo su te stesso.

Anche Murdock si alza, per niente convinto dalle parole di Drake.

C.Drake: Per una volta nella vita smetti di essere quello che non sei, svesti i panni del salvatore che tanto ti stanno stretti e pensa solo a salvare te stesso, e magari nel fare ciò riuscirai anche a fare un favore a me.

Lance si dirige verso la porta che dà all'esterno e la apre, indicando la via a Drake.

LM:Ne ho avuto abbastanza delle tue stronzate, Drake, fuori. Tu non sai assolutamente nulla di me e vieni qui in casa mia per mancarmi di rispetto, lo trovo assolutamente disdicevole. Adesso vattene prima che mi faccia perdere la pazienza più del dovuto, se ancora non l'avessi capito la tua parola vale meno di zero per me.

Chris alza un sopracciglio.

C.Drake: Troppo orgoglioso per ammettere i propri fallimenti, tipico.

The Predator raggiunge la porta ma invece di uscire si ferma davanti a Lance Murdock.

C.Drake: Hai ragione quando dici che non so nulla di te, e se le mie parole ti sono sembrate una mancanza di rispetto è forse perché tu stesso sei il primo a non aver più rispetto per te stesso. E puoi anche dire che la mia parola vale meno di zero per te, ma sono sicuro che alla fin fine ti faranno ragionare e ti faranno prendere provvedimenti sul come fermare i Whisperers, o almeno spero che sia così visto che dai loro fallimenti passa la possibilità di poter riprendermi mia sorella. Buona fortuna, ne avrai davvero bisogno.

LM:Smettila di dire stronzate, io ho tonnellate di rispetto per me stesso. L'unico modo che hai per aiutarmi è uscire dal mio appartamento e non farti più vedere. Ti auguro una pessima serata.

Chris accenna un sorriso beffardo per poi uscire dall'appartamento. Lance sbatte la porta e scuote la testa. Getta l'asciugamano sul divano e torna a tirare pugni al sacco.


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 22/02/2017, 16:15 
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Broken Glass II

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The Night when I Couldn't Sleep

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Nipples

Spoiler:


Viola Vixen ha scritto:
Ciao Viola,
è un po' che non ti scrivo. Sono stata impegnata e volevo prendermi il giusto tempo per scriverti. Ieri mi ha telefonato Patricia. A quanto pare si sposerà domani. Ti ricordi ancora quando hai smesso di credere nei matrimoni? Chissà, magari quando rileggerai queste parole te lo sarai dimenticato. Quel numero è ancora nel cassetto, lo sai. Se hai bisogno chiamalo, ti prego. Spero tu stia bene e sia felice. Oggi sono sei mesi da quando abbiamo incontrato Arthur. Lo so perché ho controllato la data dell'ultimo scritto. Non so perché mi colpisca questa cosa, ma volevo che lo sapessi. Sii forte.

Con affetto,
Viola


Viola si osservò allo specchio. Non le piacevano i suoi capezzoli. Troppo piccoli e rosa. Certo, quando erano turgidi diventavano buffi da guardare, ma se avesse potuto cambiare qualcosa, avrebbe cambiato quelli. Sospirò, allontanandosi dallo specchio. Tornò nella sua stanza, osservando Mariah che dormiva di traverso nei loro letti, avvicinati per farne uno solo. Sorrise, osservandone il petto nudo che si alzava e si abbassava a ritmo con il suo respiro. Non le piacevano nemmeno i capezzoli di Mariah. Troppo, troppo grossi. Come non le piacevano i versetti che faceva mentre la scopava. Sembrava si pentisse ad ogni colpo di essere andata con una donna. Peccato fossero due giorni che si faceva scopare due volte al dì.

Viola Vixen ha scritto:
Ti prego, ricordati di non pubblicare mai queste cose. Finiamo in prigione prima di subito.


Sospirò e si sedette a fianco della ragazza. Le sarebbe piaciuto dormire ancora, visto che erano le tre di notte di mercoledì, ma la puttanella occupava tutto il posto. Guardò il suo telefono, sospirò di nuovo e recuperò una borsa. Ci infilò dentro un paio di mutande e un reggiseno, un paio di calze di spugna, un salviettone e un deodorante, poi la buttò in corridoio. Si infilò sulla pelle nuda una felpa a collo alto ed un paio di jeans, prese delle All-Stars basse, la sua borsetta e le chiavi dell'auto ed uscì di casa. Cercò di fare meno rumore possibile scendendo le scale. Non voleva incontrare nessuno di indesiderato. Raggiunta la macchina, si sedette al posto del guidatore, appoggiando borsa e borsetta su quello del passeggero. Guardò il suo telefono per un po', poi andò in rubrica e chiamò un numero.

Viola Vixen ha scritto:
A volte mi chiedo perché sono così stronza.


Uno squillo, due squilli, tre squilli, quattro squilli, cinque squilli.

Arthur: Pronto?

Stava chiaramente dormendo.

Viola: Ciao Arthur, stavi dormendo?

Arthur: No, assolutamente. Dimmi tutto.

Viola: Ti disturberei se passassi?

Silenzio un istante.

Arthur: Ho perso la cognizione del tempo. Che ore sono?

Viola: Le tre meno due.

Silenzio di nuovo.

Arthur: È successo qualcosa?

Viola: Ho solo voglia di vederti.

Altro silenzio.

Arthur: Passa pure. Quando arrivi?

Viola: Dieci minuti.

Arthur: Ti aspetto.

Viola Vixen ha scritto:
A volte mi chiedo come facciano ad essere ancora vive. E ad avere persone con cui parliamo.


Appoggiò il telefono nel portaoggetti, poi mise in moto. Era a meno di cinque minuti di macchina da Arthur, ma ci mise volutamente di più per dargli il tempo necessario a sistemarsi. Quando suonò il campanello lui le aprì subito. Salì a piedi fini al suo piano, e attese compitamente che le aprisse la porta. La accolse con una maglietta rossa di Skyrim e dei pantaloni della tuta.

Arthur: Ciao.

Viola: Ciao.

Silenzio.

Arthur: Entra pure.

Si girò e si incamminò verso la cucina. Viola lo seguì, osservando la casa con le luci tutte accese.

Viola: Cosa facevi?

Arthur: Niente, stavo finendo di guardare un episodio di Breaking Bad su Netflix.

Viola: Mi spiace per averti interrotto.

Arthur: Figurati. Vuoi una birra?

Viola: Se me la offri sei gentile.

Arthur si girò verso il frigo, aprendolo, e lei si sfilò la felpa, gettandola sul tavolo. Quando lui si girò lei lo afferrò e lo spinse contro il frigo, baciandolo e prendendogli una mano, per poi portarsela al seno. Dopo qualche istante le loro labbra si staccarono.

Arthur: Ti serve un posto per dormire, vero?

Viola: Già.

Arthur sospirò, poi la afferrò per le spalle.

Arthur: Non hai bisogno di farti scopare se hai bisogno di un letto.

Viola Vixen ha scritto:
Credo di non essere mai arrossita così tanto.


Viola: Sei sicuro?

Arthur: Ma figurati. Ti lascio il mio letto, io vado in poltrona.

Viola: Hai un letto matrimoniale, ci stiamo in due.

Arthur: Ti ho detto che non devi farti scopare.

Viola: Mi piace dormire in compagnia.

Si appoggiò di nuovo a lui.

Viola: E poi sei caldo, mi piace.

Arthur: Va bene.

Viola Vixen ha scritto:
Però è arrossito anche lui.


Si spogliò completamente davanti a lui, e poi si infilò nel letto. Lui entrò nel suo posto, dandole la schiena. Sorrise, andandosi ad appoggiare contro di lui. Rimasero in silenzio per un po'.

Viola: Ma a te piacciono i miei capezzoli?


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Re: TWC - News from Indoor War
MessaggioInviato: 24/02/2017, 15:38 
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Ci troviamo all'interno del Cross-Road, il pub gestito da Vincent Cross e Ben Roberts, al momento chiuso. Seduti ai lati opposti del tavolino troviamo Temperance e Richard Rossen intenti a scrivere su una serie di documenti. La ragazza ha accanto a sé una calcolatrice.

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TMP: Ed ora ci serve il resoconto del bilancio di Ottobre. Me lo passi?

RR: E' il primo foglio sulla pila. Bello il nuovo taglio.

La ragazza prende il foglio ed inizia ad esaminarlo. Richard non stacca gli occhi dai propri fogli.

RR: Mi sa che fate rientrare troppo poco le spese per le band.

TMP: Le serate non si organizzano da sole. Grazie per il complimento, comunque.

RR: Penso che possiamo recuperare il tutto facendolo entrare nelle spese di produzione.

TMP: Noi non abbiamo spese di produzione.

RR: Adesso ce le avete.

Sul volto del Rossen appare un sorrisetto.

NH: Sento odore di illegalità!

Nella stanza entrano, dalla porta sul retro, Noah e Spoony. Il secondo ha in mano una videocamera.

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Il ragazzo passa velocemente accanto ai due dando un bacio sulla testa a Temperance, prima di andare dietro il bancone, mentre Spoony mette sul tavolino davanti al bancone la telecamera e la accende. Rossen e Temperance interrompono il loro lavoro per osservarli.

RR: Non è "illegalità", è "gestione più creativa della spesa".

SPN:
Se andiamo in prigione ti vendiamo in dieci secondi, ricordatelo.

Anche Spoony si porta dietro il bancone, e i due amici di Vincent Cross iniziano a prendere delle bottiglie.

TMP: Devo chiamare Ben per caso?

SPN: Non preoccupatevi, non accadrà niente. Anzi, diventeremo ancora più famosi.

RR: Non lo siamo già abbastanza?

SPN: No!

Spoony e Noah si assicurano di guardare bene in camera, dopo aver posto le bottiglie sul bancone.

SPN: Già me lo vedo: "Giravolte impossibili con le bottiglie in coppia!", andrà più virale di un video sui gattini, fidatevi.

Temperance si passa la mano destra sulla faccia.

TMP: Caro il mio Mister No, perché lo segui in queste cose?

NH: Che ti posso dire? A me diverte.

TMP: Ugh.

SPN: Ok, al mio "tre", ragazzo. Uno, due... tre!

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I due contemplano i cocci rotti sul pavimento.

SPN: Mi sa che dobbiamo tagliarla.

NH: Mi sa anche a me.

Il Guru si sistema gli occhiali da sole sul viso.

SPN: Ma non tutto è perduto. Gli epic fails vanno ancora più virali!

TMP: Ma siete seri?

VC: Nessuno di voi vuole che quella roba vada su internet.

I presenti si voltano verso Vincent Cross, appena entrato dalla porta sul retro.

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VC: Specialmente considerando che Ben la potrebbe vedere.

TMP: Soprattutto questo.

Spoony deglustice.

SPN: Ah. Già.

VC: E per punizone il solo a pulire sarai tu, Spoony.

SPN: Cosa? Noah è colpevole quanto me.

Il ragazzo fa spallucce.

NH: Io ti ho solo assecondato.

SPN: Quale sarebbe la differenza?

RR: Che tu sei un coglione a trent'anni e lui lo è a ventuno. Sono ventuno giusto? Non importa. Il concetto è quello.

Il Guru sbuffa e si china per iniziare a raccogliere i cocci di vetro. All'improvviso però bussano alla porta.

SPN: Oddio è lui, nascondetemi!

Noah si fionda subito al tavolino dove siedono Temperance e Richard.

NH: Qualsiasi cosa io sono sempre stato seduto qui.

TMP: Ma certo.

RR: Ovvio.

SPN: Siete delle persone orribili.

Cross, trattenendo una risata, va all'ingresso del locale.

VC: Chi è?

All'altro lato della porta risponde una voce bassa e roca.

???: Forse l'ultima persona che ti aspetteresti.

Vincent Cross aggrotta le sopracciglia. Le altre quattro persone presenti nella stanza si voltano verso di lui, ottenendo in risposta il suo stesso sguardo perplesso. Passano alcuni secondi prima che il Biker si decida ad aprire la porta.

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Quill: Jack aveva definito questo posto una bettola. Pensavo che i posti in cui ha trascorso la sua infanzia lo avessero reso troppo raffinato. Tuttavia, forse non aveva tutti i torti.

Il mentore di Jack Keenan lancia una fugace occhiata oltre la soglia della porta.

Quill: Tranquilli, fra pochissimo potrete tornare alla vostra festicciola. Vorrei solo scambiare un paio di parole con il padrone di casa.

Richard Rossen fa un saluto con la mano.

RR: E' lui, quindi? In televisione la sua voce suona peggio.

VC: Voi tornate a fare quello che stavate facendo. Se ho problemi, sentirete le urla di un vecchio.

Cross si fionda subito fuori, chiudendo la porta alle proprie spalle.

VC: Fai alla svelta. A meno che Jack non sia qui, nascosto.

Quill: Puoi stare tranquillo, Jack non è qui. Anche se so che, tutto sommato, è quello che vorresti.

Cross rimane impassibile; Quill non è da meno.

Quill: Pensavo mi avresti invitato ad entrare, se ti preoccupa tanto l'idea di essere attaccato alle spalle... ma capisco di non essere il benvenuto. A tua garanzia, non ti chiederò di fare quattro passi.

Quill si stringe nelle spalle.

Quill: Non che io abbia bisogno di dare garanzie. Penso tu capisca meglio di me che, se Jack avesse saputo che avevo intenzione di venire qui, avrebbe cercato di fermarmi.

VC: Hai ragione. Non a torto, considerando i nostri rapporti. E non intendo solo quelli tra me e te.

Cross si gratta la nuca per un paio di secondi.

VC: Tralascerò i tuoi commenti sul locale e qualsiasi altra cosa non importante. Dimmi cosa vuoi, Quill. Se vuoi essere presente al match, scordatelo. E' una cosa tra me e lui.

Quill: Complimenti per il patetico tentativo di sembrare intimidatorio. Credimi, se deciderò di essere presente al match, mi vedrai lì. Ti sei già giocato il jolly tentando di allontanarmi a forza da Jack; non succederà di nuovo.

Quill scuote il capo.

Quill: Ovviamente non sono qui per dirti questo. Non sprecherei il tempo di nessuno per qualcosa di tanto scontato. No, se sono qui è perché voglio chiederti una cosa, Vincent Cross. Da uomo a uomo.

Il mentore di Keenan fa un passo verso il biker, che rimane impassibile.

Quill: Vorrei che tu rispondessi sinceramente. Non a me, non a Jack Keenan, non a chiunque vedrà questo video, ma a te stesso. Perchè tutto questo? Perchè hai scelto come unico obiettivo della tua vita quello di mettere in discussione il rapporto fra me e Jack?

VC: E se ti dicessi che non lo so?

Occhiataccia di Quill a Cross. Il biker incrocia le braccia.

VC: Voglio essere sincero con te, "Quill".

Il biker fa cadere le braccia lungo i fianchi, sospirando .

VC: Quando penso a Jack tutto diventa molto confuso e grigio, esattamente come lui. Potrei dirti varie cose: che è un lottatore eccezionale; che probabilmente potrebbe farmi appassionare a tutto se me lo descrivesse nel modo giusto, persino l'Idaho; che un giorno sarà ricordato come il più grande campione che questa federazione ricordi, quello che preferisci. Ma devo anche dirti che penso che la tua strada non sia quella che deve percorrere. Ha scelto di percorrerla perché era debole e confuso e che è successo? Li ha abbandonati, i Keenan. La sua famiglia. Ha abbandonato quello in cui credeva.

Cross si passa la mano sinistra sulla faccia.

VC: Una volta in molti credevano in Jack Keenan. C'era un periodo in cui Nick lo apprezzava. Nick Carroll, intendo. Ora non si possono neanche vedere senza essersi insultati prima. Leon credeva in Jack Keenan, ed ora è pronto a fare a lui quello che ha fatto a Kevin. Jack Keenan è diventato uno scarto, una persona da evitare. Non incute neanche più timore, solo disgusto. Io sono probabilmente l'unico suo collega che condividerebbe qualcosa con lui. Voglio che cammini da solo, vecchio. E non che debba sempre guardarti negli occhi prima di starnutire. E' forse chiedere troppo?

Quill: Descrivi Jack come lo farebbe E.L. James.

VC: Dio, questa potevi davvero risparmiartela.

Quill sbuffa, soffocando una risatina roca.

Quill: Molto toccante, Vincent Cross. Dico davvero. Perciò, per un momento escluderò l'ipotesi in cui tutto quel che hai fatto è servito per tenerti sulla cresta dell'onda e godere di un po' di luce riflessa, come potresti aver fatto anche con Simon B, Carroll e Manson solo nell'ultima manciata di mesi. Però il tuo discorsetto non è servito per risolvere il mio dubbio: se tu pensi veramente tutto questo o se trovi semplicemente più rassicurante aggiungerti alla opinione comune. Per questo vorrei farti una seconda domanda.

Quill punta il suo sguardo in quello di Cross, i suoi occhi sono freddi come un iceberg.

Quill: Pensi di conoscere davvero Jack Keenan?

Cross sospira.

VC: No.

Il biker porta le mani sui fianchi.

VC: Mettiamola così, Quill: entrambi vogliamo bene a Jack esattamente nella stessa maniera, solo che siamo in netto contrasto su quello che crediamo sia il meglio per lui. A questo punto vorrei che trovasse da sé la propria strada.

Quill inclina leggermente il capo a sinistra.

VC: E la tua carta è un po' un colpo basso, dico davvero. E' ovvio che tu conoscendo Keenan da quando era praticamente in fasce abbia un vantaggio su di me, ma io non mi smuovo. Conosco Jack Keenan da molto meno tempo di te, ma penso di conoscere la differenza tra il Jack Keenan di adesso e quello che mi ha salvato dal carcere.

Quill: Un colpo basso? No, è solo un tentativo di vedere quali siano davvero le tue convinzioni. Devo dire che mi aspettavo qualche certezza in più da parte tua, considerando che negli ultimi mesi l'unico obiettivo della tua vita è sembrato essere quello di "salvare" Jack Keenan. Spero di non causare una crisi esistenziale con questo ma... esattamente, da cosa lo vorresti "salvare"?

Quill prende una lunga boccata d'aria.

Quill: Dici a te stesso di conoscere la differenza fra il Jack Keenan di adesso e quello di un paio di anni fa. Sai qual è la vera differenza? Quel Jack Keenan era un represso. Cercava di tenere dentro di sè, per quanto possibile, le sue pulsioni ed il suo istinto. Era ovvio che prima o poi sarebbe esploso. E nonostante quel tentativo di repressione, in quel periodo costringeva Krakatoa a darsi alla macchia; colpiva Samatha Hart, una donna, in diretta nazionale; cercava di distruggere il rapporto fra Lance Murdock e Jeffrey Bennett; andava vicino a causarti una commozione cerebrale sbattendoti contro un muro. Tu hai detto che per causa mia si è allontanato dalla sua famiglia, ma la verità è che lo aveva già fatto.

Il mentore di Jack Keenan muove un altro passo verso il biker.

Quill: Ma soprattutto, in quel periodo Jack Keenan è tornato a cercarmi. E' quello che nessuno tiene in considerazione: non sono andato io da lui, è stato lui a venire da me.

Una ruga di espressione attraversa per intero la fronte di Quill.

Quill: Per questo mi fa tanto ridere sentire chiunque sputare sentenze sul fatto che io comando a bacchetta Jack Keenan. Non c'è niente di più lontano dal vero. Jack Keenan fa solo e soltanto quello che Jack Keenan vuole. Il mio ruolo è un altro: io devo occuparmi di controllare che convogli la sua frustrazione verso obiettivi mirati e non indiscriminatamente contro qualunque cosa si trovi davanti. Io devo controllare che Jack Keenan non passi il segno.

Cross aggrotta le sopracciglia in un modo che difficilmente potrebbe essere più eloquente.

Quill: Difficile da credere? Certo. Ammetto tranquillamente che i miei metodi non sono i più ortodossi. Prova però a chiederti questo: cosa pensi sarebbe in grado di fare Jack Keenan, se vedesse che gli sforzi per raggiungere i suoi obiettivi venissero continuamente vanificati? In fondo, sappiamo entrambi quanto Jack sia ambizioso. La prima volta che si è sentito frustrato in questo, è tornato da me. Cosa credi che sarebbe successo se io non ci fossi stato?

Quill sospira.

Quill: Che tu mi creda o no, Cross, io so di essere la cosa migliore per Jack Keenan... e tutto sommato, penso che anche tu dovresti capirlo. In fondo, hai minacciato di rivelare i miei trascorsi con la legge in diretta nazionale, no?

VC: Ad essere sinceri, ero parecchio nervoso in quel momento. Non lo avrei fatto, e lo sai.

Il biker torna a mettersi le mani sui fianchi, guardandosi attorno.

VC: Ho imparato che le certezze e le convinzioni devono scontrarsi con la realtà, ma non la vedo così negativamente su Jack come la vedi tu. Il problema è quello: è ambizioso. Troppo ambizioso. Vorrei che la prendesse con più tranquillità. Non sta deludendo nessuno, neanche se stesso. Ha combattuto incontri durissimi, ha fatto cadere gente da metri e metri di gabbie, ha adottato una tattica innovativa contro Sigfried a Homeland. I suoi meriti li ha avuti.

Il biker scuote la testa.

VC E non modificare i fatti. Sarà pur venuto a bussare alla tua porta, ma ti sei ripresentato tu per primo da lui. E hai continuato a farlo. Tu volevi che Jack tornasse da te, perché sai che ha bisogno di qualcuno che lo regga quando cade. Jack non è mai stato uno stinco di santo, e neanche io lo sono, ma non sopporto di vederlo costantemente sull'orlo di avere un crollo di nervi perché non riesce ad avere quello che vuole. Presto o tardi ricorrerà ai mezzi che tu stai cercando di impedire che usi perché non gli hai ricordato che non può abbassarsi a tanto.

I due adesso si fissano, restando in silenzio per alcuni secondi.

VC: Ho paura, Quill. Non puoi biasimarmi.

Quill: E la hai perchè ti stai avvicinando sempre più alla verità.

Quill punta il dito verso il petto di Cross.

Quill: Tuttavia, ti manca il coraggio di affrontarla davvero, quindi ti nascondi dietro a bugie come quella secondo cui sarei stato il primo a ripresentarsi da Jack. Fai pure, non voglio certo strapparti alle tue sottili speranze. Non puoi negare però che stai iniziando quasi ad accettare la cosa: non sono io ad aver bisogno di Jack Keenan, è Jack Keenan ad aver bisogno di me.

VC: Piano con le parole.

Cross alza la mano sinistra.

VC: Jack ha bisogno di te quanto ha bisogno di me, vecchio. Invece di cercare di dimostrare a tutti i costi che lo stronzo sono io, cosa smentita dalla realtà dei fatti, pensa che entrambi vogliamo la stessa cosa: il bene di Jack Keenan.

Cala di nuovo il silenzio.

Quill: Dici che non avresti mai parlato del mio passato con la famiglia Keenan a Indoor War. Bene, parliamone adesso. Suppongo che ora tu sappia che mi è stato dato un ordine restrittivo nei confronti di Jack perchè un ragazzo, una sera, è stato portato in ospedale d'urgenza con una frattura alla tempia. Pensi che sia stato io a dargliela?

VC: No. Odio ammetterlo, ma gli vuoi troppo bene per avergliela inflitta. E qualcosa mi dice che quel ragazzo con la ferita alla tempia non era Jack.

Quill: Bingo.

Quill sorride, scoprendo i denti.

Quill: Vuoi il bene di Jack? Sì, penso ci siano pochi dubbi su questo. Ma già quel che ti ho appena raccontato dovrebbe farti capire che con i tuoi metodi potresti ottenere il contrario di quello che cerchi.

Quill abbassa il tono di voce e si avvicina ancora di più al biker.

Quill: Oppure hai bisogno di un'altra prova?

VC: Dove vuoi andare a parare, vecchio?

Quill: Intendo semplicemente dire che le mele non cadono mai troppo lontane dall'albero.

Vincent Cross alza un sopracciglio.

Quill: Vuoi sapere perchè so di capire molto meglio Jack Keenan rispetto a chiunque altro? Perchè conoscevo il suo padre naturale. Jack alle volte sembra la sua fotocopia.

Quill sospira.

Quill: E vorrei evitare che faccia la sua fine.

Cross inarca un sopracciglio.

VC:
Spiega. Voglio la verità.

Quill: A questo punto direi che è inevitabile.

Il mentore di Jack Keenan si volta verso la telecamera e punta lo sguardo nell'inquadratura.

Quill: Ma non davanti a questa.

Il braccio di Quill va a coprire l'obiettivo.

[fine trasmissioni]


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Re: TWC - News from Indoor War
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-Ciao. Qui sono le tre di notte, e non riesco a dormire. Di là che dorme c'è Beverly, per questo parlo sottovoce. Dovresti vederla, dorme come un angioletto. Non so nemmeno che ore sono lì da te. Non so perché non riesco a dormire, cattivi pensieri, credo. È quell'ansia che hai quando sta per succedere qualcosa di brutto, ma io non so cosa sta per succedere. Ho passato due ore a girarmi nel letto, e a pensare a te, alla TWC, a Lucy, a quello che hai fatto e che è successo. Non so. Lo sai che non sono mai stata brava a capirmi. Capisco bene gli altri, ma non riesco propio a capire quello che mi gira in testa. Vorrei tu fossi qui. Mi manchi, mi manchi tanto. Ti amo.

-Sono le dieci di mattina, qui. O per lo meno, la base è sull'ora di Greenwich. Qui ad un kilometro c'è una base australiana, e ci sono dodici ore di differenza fra di noi. I misteri del polo. Non devi fare cattivi pensieri, non succederà nulla di brutto, lo sai. Sono un po' geloso che tu ti sia trovata una fidanzata proprio mentre ero via. Anche tu mi manchi. Ti amo.

-Ho trovato la tua riserva di biscotti.

-Maledizione. Come hai fatto?

-Ho viso che il cassetto era troppo profondo. Perché hai un doppio fondo in cucina?

-Non lo so, era già compreso nella cucina. Tra l'altro, cosa ci fai in casa mia?

-Cercavo dei biscotti. Adesso vado via, non vorrei Bev si svegliasse mentre non ci sono.

-Sei una golosa. Mi aspetto di trovarci un altro pacchetto in quel doppio fondo.

-Vedremo. [rumore di biscotti che vengono masticati] Dovresti fare pace con Leonard.

-Stai scherzando, vero?

-[rumore di biscotti che vengono masticati] Sono seria. Non possiamo continuare ad ignorarci così.

-Ma tu vuoi punirlo perché non ha protetto Lucy.

-Io sono io, in definitiva.

-Mi ricordi perché mi sono innamorato di te?

-Perché ti mando foto nuda alle tre di notte? Magari mentre sto mangiando dei biscotti?

-Non sembra un cattivo motivo, ma non credo sia quello.

-Stai dicendo che la foto non ti è piaciuta?

-Tutt'altro. Ma credo di essermi innamorato di te per altro oltre alle tue tette, per quanto mi piacciano.

-Continuo a non capire perché tutti apprezzino così tanto le mie tette. Non sono così belle.

-Sono fantastiche, ma tu sei meglio.

-[rumore di biscotti che vengono masticati] Ti amo.

-Ancora biscotti? Hai intenzione di finire il pacchetto?

-Perché no?

-È da un kilo!

-Sai perfettamente che non so assolutamente cosa significhi.

-Certo che sai cosa significa. Ti ho insegnato a fare la conversione.

-[rumore di biscotti che vengono masticati] Lo so, ma mi piace farla fare a te.

-Sono due libbre e due. È tipo un sessantesimo del tuo peso.

-Quindi non posso mangiarlo tutto? [rumore di biscotti che vengono masticati]

-Se non vuoi diventare un peso massimo, no.

-Pensavo fossi un tipo da BBW.

-No. E non la sei nemmeno tu.

-Questo è vero. Va bene. Niente più biscotti per oggi. Promesso.

-Brava. Passati un po' i cattivi pensieri?

-Scusa se non ti ho risposto subito, ma Beverly ha avuto un brutto sogno, e si è agitata nel sonno. Sì, sto un po' meglio, ma non vedo l'ora di vederti di nuovo.

-Anche io non vedo l'ora di vederti. Manca ancora poco. Prova a dormire un po', e fatti sentire di nuovo appena ti svegli, che noi oggi non usciamo dalla base.

-Sì, ci provo.

-Brava.

-Grazie. Ti amo.

-Ti amo.


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