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NATURAL SELECTION   
by Fabio Cesarano
 


Bentornati ad un nuovo appuntamento mensile con Natural Selection, l’editoriale di Tuttowrestling che prende in esame la divisione femminile della compagnia di Stamford.





Puntuale come un orologio svizzero il post Wrestlemania è stato teatro del tanto atteso Shake-Up, evento che ogni anno ha il compito di riorganizzare i roster dei due show principali della federazione al fine di creare nuove opportunità e faide inedite. Nello scorso numero mi ero mostrato molto impaziente riguardo l’arrivo dell’annuale sessione di spostamento degli atleti, dal momento che la divisione femminile di Raw sembrava essere molto più attrezzata rispetto a quella dello show del martedì sera. L’obiettivo logico della federazione doveva senza dubbio essere quello di rimpolpare i ranghi di Smackdown, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo, ma l’esito della sessione di scambi ha finito per creare una nuova situazione di sostanziale disequilibrio.

Se da un lato Smackdown ha colmato le sue lacune riguardanti il parco atlete a propria disposizione, ora è Raw a soffrire di una forte carenza sul versante femminile del proprio roster. La volontà di arricchire lo show blu di nuove protagoniste ha letteralmente spogliato lo show principale della WWE, che, ad oggi, sembra davvero a corto di una rosa di lottatrici tale da poter costruire una serie di storyline che possa durare per un’intera stagione. Anche da un semplice punto di vista numerico, senza tener conto delle promozioni da NXT, Raw ha ceduto alla sua controparte ben quattro atlete, ricevendo da Smackdown una sola nuova acquisizione. In particolare sembra pesare la rinuncia ad atlete del calibro di Bayley ed Ember Moon che, per quanto non abbiano particolarmente brillato nell’ultima annata dello show rosso, rappresentano comunque due buone worker che, se ben sfruttate, potranno di sicuro essere protagoniste nelle vicende femminili di quel di Smackdown. Di meno impatto sono i trasferimenti di Mickie James e Liv Morgan, che comunque privano Raw di due profili che avrebbero potuto risultare utili in corso d’opera. Di contro l’unico arrivo da Smackdown è rappresentato da Naomi, che, sebbene sia presente nella programmazione WWE da diversi anni, non può certamente essere considerata una prima scelta in grado di poter sostituire il quartetto che ha levato l’ancora da Raw per approdare nello show rivale.

La situazione è stata parzialmente migliorata dalle annuali promozioni da NXT, che hanno portato in dote allo show rosso Lacey Evans. Mi sembra chiaro che, nonostante le numerose perplessità da parte degli appassionati, la federazione intenda puntare fortemente sull’ex membro dei marines, dal momento che ha cominciato a costruire la gimmick della nuova arrivata con largo anticipo rispetto all’effettiva promozione nell’attuale show di appartenenza. Credo che tutti voi ricordiate l’innumerevole serie di apparizioni della Evans, durante le quali non faceva altro che sfoggiare la sua collezione di abiti per poi ritornare nel backstage una volta arrivata a metà della rampa che conduce verso il ring. Per quanto ripetitivi questi segmenti hanno contribuito a creare fin da subito un feeling negativo con il pubblico, che immediatamente ha cominciato a non gradire gli atteggiamenti da heel messi in atto dalla lady della WWE. La ferma volontà della compagnia di puntare sulla Evans, unita al saccheggio perpetuato nei confronti di Raw, ha subito portato l’ex lottatrice di NXT a sfidare Becky Lynch per il titolo di Raw in occasione di Money In The Bank, prossimo PPV in scaletta nel calendario della federazione. Personalmente ritengo che tale scelta sia quantomeno prematura, dal momento che Lacey ha lottato un solo match da quando è arrivata a Raw, il first contender match contro Natalya, senza poi essere più impegnata in ring, ad eccezione delle occasioni in cui ha attaccato l’attuale doppia campionessa femminile durante i match che vedevano impegnata quest’ultima ed un inutile match contro una jobber nell’ultima edizione di Raw. Dal mio punto di vista Lacey Evans ha tutte le carte in regola per diventare una delle lottatrici di punta di Raw, ma proprio per questo motivo ritengo errata la scelta di proiettarla fin da subito in una faida titolata, che potrebbe ridimensionarla sensibilmente in caso di sconfitta, piuttosto che creare una serie di vittorie che possa rendere più credibile una sua opportunità al titolo. Vista la pochezza delle partecipanti di Raw al match per la valigetta sarebbe stato più opportuno inserire la Evans nella contesa, magari facendola uscire vincitrice, al fine di poter far crescere la lottatrice anche agli occhi dei detrattori.

L’attuale situazione del roster di Raw si presenta estremamente desolante, credo che la sola Alexa Bliss, che pur non essendo fenomenale sul ring presenta comunque una gimmick collaudata, possa essere considerata una buona soluzione per la costruzione della divisione. Nomi come Natalya, Alicia Fox, Dana Brooke o Tamina non possono di certo rappresentare profili spendibili nelle faide principali o titolate, mentre credo che si potrebbero sfruttare meglio performer come Ruby Riott e Sarah Logan che, se supportate da scritture decenti e solide, potrebbero essere proposte nelle zone più nobili del roster. Ovviamente non ho dimenticato che Raw può contare anche su due lottatrici come Ronda Rousey e Sasha Banks, ma attualmente il futuro delle due wrestler è quantomeno nebuloso e quindi in quel di Stamford non possono certo essere sicuri che l’esperienza delle due in WWE sia destinata a continuare. La situazione di Ronda Rousey appare di più facile lettura, ma non per questo risulta essere più facilmente risolvibile. Già da molto tempo si vociferava che Ronda avrebbe preso una pausa dagli show WWE subito dopo Wrestlemania, tuttavia le motivazioni e la durata di questo periodo erano sconosciute. A chiarire il tutto ha pensato la stessa Rousey che ha dichiarato di volersi fermare per un periodo di tempo indefinito per provare a mettere su famiglia con il marito Travis Browne, ponendo un grosso punto interrogativo riguardo il suo ritorno negli show della federazione. Se Ronda dovesse riuscire nel suo intento, cosa che le auguro di tutto cuore, credo che la possibilità di non vederla più in azione sul ring sia davvero alta, considerando le cure costanti delle quali necessita un bambino nei suoi primi anni di vita e la possibile mancanza di motivazioni da parte dell’atleta a tornare sul quadrato.

Più complessa ed intricata risulta essere la situazione di Sasha Banks che, dopo aver perso i titoli di coppia in quel di Wrestlemania, ha deciso di disertare gli show della WWE a causa del trattamento che la federazione le sta riservando. Tale decisione ovviamente ha profondamente scosso la dirigenza della WWE, che sicuramente non si aspettava tale comportamento da parte di una lottatrice cresciuta nella federazione ed ampiamente fidelizzata. Sasha, pur non essendo nuova ad esternare il proprio malcontento, non aveva mai manifestato una tale insofferenza nei confronti della sua situazione lavorativa, e per questo motivo la compagnia non ha potuto fare altro che invitarla a riflettere in questo periodo di volontaria astensione dal lavoro. La scelta della Banks non è di certo passata indifferente agli occhi di appassionati ed addetti ai lavori, che hanno finito per creare due partiti contrapposti riguardanti la situazione di Sasha. Personalmente ho trovato molto spiacevole, da parte dei detrattori della lottatrice, il negare le abilità e l’importanza del ruolo che l’atleta di Boston ha ricoperto durante gli ultimi anni in WWE. Appare innegabile che la Banks possa piacere come non piacere, ma trovo in malafede la negazione dell’importanza che ha rivestito nella consacrazione dell’intera divisione femminile. Ignorare l’apporto di Sasha alla credibilità del wrestling femminile significa rimuovere i match a cinque stelle disputati quando era ancora a NXT. Ridurre l’importanza della Banks nell’economia delle vicende del wrestling femminile finisce per sminuire anche atlete come Bayley o la tanto amata Becky Lynch, che hanno, anche in misura minore rispetto a Sasha, combattuto la stessa battaglia della Boss contribuendo ad elevare esponenzialmente lo status del wrestling femminile. Se l’ultima Wrestlemania ha visto un main event tutto al femminile è anche merito del lavoro di Sasha Banks che, piaccia o meno, ha posto le basi, insieme ad altre atlete logicamente, che hanno contribuito alla scelta della federazione di puntare anche sulla divisione femminile. Personalmente capisco le ragioni della Banks, tuttavia non credo che questo comportamento possa in alcun modo giovare all’ex campionessa del roster femminile. Di sicuro il main roster non ha dato alla Banks le stesse soddisfazioni raccolte nel territorio di sviluppo, ma non mi pare che tale comportamento abbia riguardato soltanto lei. Quante volte ci siamo soffermati sull’incapacità del main roster di valorizzare i grandi talenti costruiti con tanta cura e fatica nelle officine di NXT? Quante volte abbiamo visto rovinata la gimmick o la psicologia di uno dei pezzi di novanta dello show giallo in nome delle logiche generaliste dei programmi principali? Sasha Banks è una delle tante risposte affermative alle domande che ci siamo posti tante volte, tuttavia, al contrario di alcune sue colleghe, l’ex tag team partner di Bayley ha spesso avuto un posto in prima fila nelle vicende del proprio roster di appartenenza. Ha conquistato il titolo diverse volte, sebbene lo abbia sempre perso dopo poco tempo, e più in generale è divenuta uno dei volti maggiormente riconoscibili della divisione femminile. Per quanto sia comprensibile la frustrazione per le modalità di utilizzo credo che Sasha si sarebbe dovuta mostrare più professionale, accettando, seppure a malincuore, le scelte di booking proposte dalla federazione. La Banks è una dipendente della WWE è come tale riceve un compenso per il lavoro svolto, rifiutarsi di presentarsi al lavoro non fa altro che porla sotto una cattiva luce anche in ottica di contatti futuri con altre realtà lavorative. Creare un braccio di ferro con la federazione, che di sicuro si opporrebbe alla richiesta di rilascio, non farebbe altro che tenerla lontana dalle scene per moltissimo tempo, in uno scenario che risulterebbe simile a quello che ha riguardato Neville. Forse sarebbe meglio seguire l’esempio di Dean Ambrose che, nonostante avesse palesato a gran voce il proprio disappunto per le scelte del team creativo, ha continuato a lavorare fino alla naturale scadenza del proprio contratto. Inoltre, considerata anche la situazione di Raw, non credo che Sasha sarebbe rimasta lontana dalla zone alte per molto tempo dopo lo Shake-Up. Magari non sarebbe arrivata a conquistare il massimo alloro del suo show di appartenenza, ma di sicuro avrebbe partecipato attivamente alla costruzione di una divisione che, ad oggi, sembra davvero bisognosa di una performer valida e carismatica come la lottatrice proveniente da Boston.

Anche alla luce di queste situazioni che riguardano due dei pezzi da novanta dello show principale della WWE, lo Shake-Up avrebbe dovuto portare in dote a Raw almeno uno dei pezzi pregiati dello show del martedì ed in particolare Charlotte Flair. La Flair ha ormai affrontato tutti in quel di Smackdown, quindi restare per un'altra intera annata nello show blu non farà altro che riproporre match con avversarie già affrontate altre volte finendo per generare un effetto di già visto che ho sempre considerato estremamente pericoloso in un ambito dinamico come dovrebbe essere il wrestling.

Va da sé che Smackdown si è notevolmente rafforzato, riuscendo a tenere le lottatrici più importanti e rubando allo show del lunedì sera alcune lottatrici interessanti. Inoltre NXT ha portato alla corte dello show blu un’ottima lottatrice come Kairi Sane, che è stata subito messa in tag team con Asuka. Questa scelta non incontra il mio gradimento, dal momento che l’unica affinità che sembra legare le due partner è quella di essere entrambe giapponesi. Kairi Sane ha una gimmick molto particolare, particolarmente complessa per il main roster, e temo che la vicinanza con Asuka possa appiattire un personaggio interessante ed una wreslter veramente valida. Inoltre ho davvero difficoltà a capire per quale motivo le due debbano essere rappresentate da Paige, evidentemente per colmare il gap linguistico delle due nipponiche, che è stata affiancata alle due lottatrici del sol levante senza uno straccio di spiegazione. Nonostante il rinnovato parco atlete la situazione per il titolo riguarda ancora Becky Lynch e Charlotte Flair, anche in questo caso non concordo sulla scelta di far continuare la faida tra le due. Innegabilmente le due atlete riescono a mettere in piedi delle contese sempre interessanti, ma credo che oramai il feud duri davvero da troppo tempo e, di conseguenza, l’interesse nei confronti dell’ennesimo match fra le due è davvero a livelli minimi. Considerato che personalmente, come detto prima, la Flair non dovrebbe nemmeno più far parte del roster di Smackdown, avrei trovato più saggio trovare una sfidante di transizione in occasione di Money In The Bank, magari scelta fra Bayley ed Ember Moon, in modo da far mantenere la cintura blu alla Lynch in previsione di una storyline più complessa che riguardi i mesi estivi.

Ovviamente un’analisi esaustiva dello shake-up tenutosi nelle scorse settimane non può certamente prescindere dalla scelta della federazione di non separare le coppie di wrestler sposate. Tale politica ha finito per influenzare pesantemente le scelte della WWE circa gli spostamenti da effettuare, soprattutto nell’economia della divisione che analizzo, creando un complesso effetto domino. La scelta di portare Naomi in quel di Raw di sicuro è subordinata alla volontà di far sbarcare nello show rosso i gemelli Uso, dal momento che la stessa Naomi è sposata con Jimmy Uso, così come il tardivo spostamento di Aleister Black alla corte di Smackdown ha automaticamente fatto tornare nello show blu anche la consorte Zelina Vega. In questo caso la scelta ha finito per coinvolgere anche l’ignaro Almas, legato in kayfabe proprio alla moglie del lottatore olandese. Anche in questo caso i maligni hanno auspicato che tale scelta sia stata dettata, più che altro, dalla volontà di favorire la serenità di Charlotte Flair, che in questi ultimi mesi ha palesato la sua relazione sentimentale con lo stesso Almas. Personalmente avallo questa scelta da parte delle federazione, credo che la faticosa vita on the road degli atleti WWE possa davvero essere di grosso ostacolo ad una sana vita sentimentale. Per tale motivo trovo favorevole che atleti legati da una duratura relazione affettiva possano condividere la vita lavorativa, al fine di non rendere complessa ed alienante la propria realtà sentimentale.

Tornando in tema del prossimo appuntamento in PPV della WWE, vorrei soffermarmi sul ladder match che metterà in palio l’agognata valigetta che, lo ricordiamo, permette a colei che la possiede di poter usufruire di un match titolato in qualsiasi momento di qualsiasi appuntamento targato WWE. Questo match, solitamente, ha la funzione di focalizzare l’attenzione verso qualche atleta in fase di ascesa, oppure di rilanciare qualche lottatore che vive un momento di appannamento. In ogni caso il possessore della valigetta staziona stabilmente nelle storyline fino al momento dell’incasso, e quindi scegliere a chi affidare la vittoria è un procedimento delicato e quanto mai importante. La già citata pochezza dell’attuale roster di Raw ha fatto in modo che le quattro candidate dello show rosso non siano onestamente all’altezza della vittoria, salvando magari Alexa Bliss per i motivi già citati sopra. In tutta onestà credo che nessuno si auspichi una vittoria di Natalya o di Naomi, né tantomeno un’affermazione di Dana Brooke. Più interessante la rosa delle quattro partecipanti provenienti da Smackdown che, ad eccezione di un’involuta Carmella, potrebbero ben figurare come miss money in the bank. In particolare vedrei bene, per motivi diversi, sia Mandy Rose che Bayley come portatrici della valigetta, mentre credo che Ember Moon sia meno adatta per una questione di gimmick. Mandy Rose tecnicamente sarebbe la candidata perfetta, essendo heel il possibile incasso sarebbe maggiormente nelle sue corde. Inoltre potrebbe portare ad un importante sviluppo nel rapporto con Sonya Deville, che già si era complicato nelle settimane antecedenti a Wrestlemania per poi rasserenarsi nel periodo immediatamente successivo senza alcun motivo apparente. Sarei interessato anche ad una vittoria di Bayley, che potrebbe portare ad un progressivo turn heel di una hugger quasi corrotta dalla natura stessa della valigetta. Potrebbe essere un buon viatico per un turn che in molti si auspicano da moltissimi mesi, al fine di rilanciare una Bayley che sembra sempre limitata da una gimmick troppo ingombrante e male utilizzata nel main roster.

Tenuto conto di quando detto finora la divisione femminile di Raw è destinata a proporci faide poco interessanti che coinvolgeranno atlete poco valide per i mesi a venire? Se le cose restassero così probabilmente si, tuttavia per dare un giudizio definitivo sarà fondamentale capire come possa evolversi la situazione che si è venuta a creare intorno a Sasha Banks oltre a capire a quale roster verrà assegnata Becky Lynch una volta che avrà finito di detenere le due cinture di campionessa. Se l’irlandese dovesse restare in forza allo show rosso allora la situazione potrebbe risollevarsi sensibilmente, in caso contrario Smackdown finirebbe per aumentare il divario con Raw finendo per avere una divisione femminile veramente valida. La situazione del roster femminile di Raw potrebbe essere salvata anche tramite la wild card rule, introdotta questa settimana dal chairman Vince McMahon in persona. Tuttavia ritengo che tale soluzione, che lo ricordiamo permette agli atleti di potersi esibire anche al di fuori del loro show di appartenenza, non possa risolvere l’attuale empasse in cui versa la divisione in rosa dello show rosso. Far esibire, saltuariamente, un’atleta dello show rivale non potrà mai funzionare a lungo termine, la divisione femminile di Raw ha bisogno di una buona struttura di booking supportata da lottatrici capaci e carismatiche per poter funzionare in maniera soddisfacente. Certo la possibilità di far combattere qualche atleta di Smackdown potrà di sicuro regalare qualche buon match, ma la nuova regola, in tutta onestà, mi sembra solo un disperato tentativo di far innalzare gli ascolti oramai in picchiata. In ogni caso sono totalmente contrario alla wild card rule che, secondo me, finirà per generare solamente una grande confusione nella testa degli appassionati, già disorientati dalla grande sequela di scambi avvenuti nelle settimane successive allo Shake-Up.

Natural Selection termina qui, spero abbiate gradito questo appuntamento e vi rinnovo l’invito per il prossimo mese sempre sulle colonne di tuttowrestling.com




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