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THE OTHER SIDE #64 - FU-SIO-NEEE  

by Luigi Quadri
 


FU-SIO-NEEE!!!






“We’re very open to working with anyone, we don’t exclude anyone. But it does take time to create that trust between companies. And right now AEW is still in the exploratory phase; they’re trying to establish themselves as a brand, what is that brand? They’re about one year in, and we’re starting to see what their brand is all about. Then we’ll have to see if that brand fits our brand of course.”






Se masticate poco l’inglese non c’è problema vi aiuto io: in questa frase Harold Meji, presidente della NJPW si dice aperto ad una possibile e futura collaborazione con la neonata AEW qualora ci fosse la giusta opportunità. Ma una partnership tra le due compagnie porterebbe davvero un miglioramento generale? E’ questa la domanda che mi sono posto e a cui proverò a dare una risposta in questo numero.

Partiamo da un semplice presupposto generale da cui non si dovrebbe transigere: una collaborazione deve portare benefit ad entrambe le parti, ogni volta che mi son trovato a seguire un PPV combinato ROH-NJPW non ho mai avuto questa impressione. Da una parte vedevo un roster nettamente più forte per status e starpower e dall’altra vittime sacrificali per i giapponesi che dovevano … passatemi il termine inglesizzato “look strong”. La ROH ci ha mai guadagnato qualcosa da tutto ciò? Visto lo stato in cui si trovano ora viene spontaneo rispondere di no, qualche vittoria di minore importanza ma niente di più.

Una collaborazione non deve essere obbligatoriamente volta a scardinare l’impero della WWE, l’ho detto e lo ripeto, i Bucks, Omega, Cody quando parlano che la AEW deve trovare una propria identità hanno estremamente ragione e credo sia anche quello che Meji intendesse dire nelle sue parole: una volta che la NJPW avrà compreso se la direzione della AEW è la stessa loro, a quel punto una collaborazione tra le parti diventerebbe cosa fatta. D’altronde abbiamo visto tutti la fine della TNA del 2005 quando ha provato ad imitare la WWE … non è finita bene.

E’ chiaro che parlarne ora può risultare deleterio perché bisognerebbe capire prima i parametri di un accordo tra le due federazioni, ma comunque cerchiamo di dare una visione d’insieme su cosa e chi potrebbe beneficiarne maggiormente.

AEW: Il roster della AEW è sicuramente buono: tante facce nuove al pubblico mainstream con qualche nome di richiamo e d’esperienza per far crescere i giovani e formarli nelle nuove superstar di domani. Strategia ottima, tuttavia bisogna sottolineare come la zona main event non abbia moltissime alternative di spessore: Omega, Moxley, Pac e Jericho, sono in totale quattro nomi se escludiamo i Lucha Brothers che al momento rimpolpano la categoria tag team. Avere anche saltuariamente White, Okada, Tanahashi, Naito darebbe maggiore ampiezza al roster e soprattutto maggiore qualità attorno alla cintura che beneficerebbe sicuramente di più contendenti con un pedigree di tutto rispetto.




Il rischio di un booking troppo improntato a proteggere gli atleti “ospiti” è un rischio che va calcolato ma per il momento l’AEW sembra avere intenzione di provare a costruire altri nomi papabili per la cintura, abbiamo avuto l’esempio con Allin prima e Sky dopo quindi sono sicuro che non perderebbero di vista il loro obiettivo. Seppur saltuariamente Moxley e Jericho sono ancora impegnati con la NJPW quindi ciò può fungere da ponte per aprire quantomeno un programma di scambio.


NJPW: La compagnia giapponese non ha particolare bisogno di innesti in zona main event. Okada, Naito, Tanahashi e White son ben conosciuti al pubblico giapponese e americano, ma se davvero la compagnia di Meji ha intenzioni serie sul suolo americano allora mandare in avanscoperta i suoi migliori alfieri potrebbe davvero essere la mossa giusta per ampliare il loro raggio di potenziali spettatori.

Ciò che invece potrebbe davvero far gola alla NJPW è senza dubbio il “pacchetto Elite”: Omega, Cody, i Bucks è innegabile siano stati una grande perdita per il Giappone, specialmente il Cleaner e i fratelli Jackson. Tornare ad averli a disposizione potrebbe riaccendere non solo la fiamma dei Golden Lovers e del Bullet Club. Immaginate uno scenario in cui Ibushi diventa double champion a Wrestle Kingdom e Kenny sale sul ring per congratularsi con lui e magari lo attacca, oppure lo sfida lui personalmente per l’IWGP Title. Sicuramente non penso che nessuno rifiuti un altro Okada-Omega … gli incroci sarebbero tanti e ci sarebbe la possibilità di dare a noi spettatori tanti dream match che per il momento possiamo solo immaginare.

La categoria tag sarebbe invece avrebbe veramente bisogno di più innesti attorno alle cintura che non possono gravitare sempre attorno ad Evil e Sanada o al Bullet Club, gli unici due team veramente credibili e riconoscibili. L’AEW ha forse la migliore categoria tag sul suolo americano che potrebbe andare a rimpolpare tranquillamente quella della NJPW offrendo alternative di qualità rispetto ai soliti nomi noti.

Vi ricordate la scena della fusione in DragonBall? Siamo in un contesto simile, un passo o un movimento sbagliato e il risultato non è quello sperato. Sappiamo tutti che la WWE domina sia nel suolo americano sia nel mondo, offrire un’alternativa di rilievo che porti lo spettatore ad ampliare il proprio raggio di veduta sarebbe un risultato di per sé già ammirevole. Si può fare ma bisogna lasciare da parte interessi personali o di presunta superiorità di uno o dell’altro roster pensando come unità entità, si devono offrire storyline coinvolgenti improntate a far esprimere al meglio il materiale umano disponibile e soprattutto bisogna avere il coraggio di osare anche con le cinture. Non credo che un Pentagon IWGP Intercontinental Champion, o la Jurassic Express IWGP Tag team Champion metta la NJPW in cattiva luce, anzi, come ho scritto precedentemente offrirebbe una maggior interazione tra le due compagnie, match nuovi ed accattivanti e storyline più variegate che vadano oltre il classico canovaccio dell’invasione del roster straniero per imporre la propria superiorità. D’altronde è evidente a tutti che la vittoria di NXT alle Survivor Series non porterà nulla di diverso al roster giallo-nero, con un obiettivo chiaro e riconoscibile cambia anche la percezione dello spettatore sull’intero contesto.

Chiaramente ci tengo a ribadire come queste siano speculazioni su una mera intervista che magari non porterà a nulla in futuro. Chiamatele se volete speranze di un fan di wrestling che vede un’opportunità nell’avere a disposizione un prodotto in grado di soddisfare una grande fetta di pubblico che vuole andare oltre i limiti posti dalla WWE sulla concezione di wrestling e intrattenimento.

Captain Phenomenal 1 vi ringrazia per la lettura dell’Other Side e vi dà appuntamento alla prossima edizione che troverete sempre e solo su TuttoWrestling. CIAO!!




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