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IMPACT PLANET #416  

by Aldo Fiadone
 


Noi fan del wrestling siamo gente complicata. Desideriamo l'innovazione, alternative, addirittura urliamo all'ipotesi di rivoluzione e poi, quando ognuno di questi elementi arriva, scappiamo perché consci che ci fanno solo tanta paura.





Paura è la parola chiave che descrive il mio stato nel momento in cui penso a quello che sarà il main event di Hard To Kill, il prossimo PPV di Impact Wrestling che si terrà il 12 gennaio 2020 in quel di Dallas, TX.
Tessa Blanchard vs Sami Callihan, Capitolo 3.
I due, che si sono già affrontati a Dallas per la piacevole Slammiversary XVII e nello speciale sull'Impact Plus di un mese più tardi valido per la #1 contendership al titolo mondiale, ora daranno vita a questo ennesimo atto in cui ci sarà in palio il World title attualmente detenuto dal leader degli oVe.




Prima di entrare nel dettaglio, vi ricordo che per qualunque chiarimento, critica o altro, potete contattarmi attraverso la mail aldofiadone@gmail.com. Sarà mio piacere poter interagire con ognuno di voi!

I due precedenti sono stati assolutamente piacevoli e contro ogni aspettativa, ma allora vi chiederete perché ho tutta questa paura?
Non sono un fan degli intergender match, ma uno strappo alla regola una tantum può starci. Il primo faccia a faccia tra Callihan e Tessa per esempio ha rappresentato perfettamente il concetto rivoluzionario che la compagnia ha avuto in mente per diverso tempo. Uno cscontro che avrebbe potuto chiudere di per se il cerchio, invece Don Callis e Scott D'Amore hanno voluto insistere sulla questione per accogliere il vasto pubblico che sembra impazzire nel sentir nominare o nel vedere dal vivo l'ex Knockouts Champion.
Le qualità di Tessa non sono di certo innegabili, la donna perfetta in questo mondo straordinario che è il pro wrestling.
Un elemento mozzafiato con un personaggio “tosto” e reale a tutti gli effetti, condito poi da una più che buona attività sul ring che da vita a un pacchetto completo e apprezzabile sotto tutti i punti di vista; ma non basta... si perché nonostante possa sembrarvi un discorso ignorante, buzzurro o altro, nel 2019 mi è molto difficile credere al fatto che una donna, per quanto cazzuta sia, possa sconfiggere un campione dei pesi massimi del calibro di Sami Callihan e strappargli addirittura il titolo.
Chiedo scusa alle donne che probabilmente leggeranno questo articolo, il mio non è sessismo ma semplicemente un pensiero che vuole analizzare al meglio uno spettacolo sia dal punto di vista mark che smart. E allora...

Dal lato mark il wrestling porta in scena un prodotto capace di far immedesimare le persone in quel tipo di storia e quindi fargli comprendere il perché una mossa può essere più devastante di un altra, un wrestler superiore a un altro, in parole povere credere realmente in quello che si sta guardando.



Tessa ha sconfitto Brian Cage con un roll up e in passato ha dimostrato diverse volte di potersela cavare contro gli uomini uscendone sempre a testa alta. La sua forza e determinazione ne hanno fatto la donna più importante della storia della compagnia quella che, in fin dei conti, ha sconfitto l'ex campione con un roll up facendo subentrare anche il concetto fortuna/furbizia all'interno del discorso. Un mix di fatti che possono tranquillamente portare ad accettare la cosa proprio perché, nel lato mark, ci tuffiamo letteralmente dentro il prodotto.

Poi c'è il riflesso smart, quindi quello che analizza questo sport dall'esterno e che tratta il lato aziendale, il perché sono state fatte certe scelte di booking, per quale motivo c'è un rinnovo, un addio o un ritorno e così via. E si, dal punto di vista smart lo scenario Tessa vs Sami 3 per il titolo non è accettabile.
Ci sono delle regole alle quali non si può venire meno e una di queste è la credibilità (che si ricollega al discorso mark), come può un uomo costruito alla perfezione, reso uno dei volti più importanti della compagnia, un ottimo performer oltre che leader geniale, poter continuare ad essere visto con la stessa importanza nel momento in cui perderà la sua cintura per mano di una donna?
Ripeto non è sessismo, ma come ha scritto anche il nostro Badrose Max su questo articolo (clicca QUI): “Lo dico chiaro e tondo: far lottare una donna contro un uomo è semplicemente ridicolo. Centinaia di anni di sport reali, oltre alla genetica e alla biologia, ci hanno insegnato che questo tipo di competizione è impossibile e che nessuna lotta per la parità dei sessi (che non c'entra niente) o al sessimo (che c'entra ancora meno) potrà mai cambiare questo fatto. Tanto meno lo potrà cambiare la lotta al politically correct...”

Impact Wrestling ha fatto parlare e continuerà a far parlare di se, probabilmente accontenterà il pubblico e porterà in scena ancora una volta qualcosa di rivoluzionario che dividerà il mondo del wrestling. Le farà del bene perché gran parte della gente apprezzerà lo sforzo e premierà anche chi ha davvero lavorato sodo per creare questa storia nel miglior modo possibile, ma spaccherà definitivamente quella quarta parete che magari poteva trovare giustificazioni con Lucha Underground, ma non potrà farlo adesso dove di mezzo c'è la terza federazione più importante del Nord America.

Impact è una compagnia sana gestita da gente che ha soldi, passione e voglia di fare. Anthem ha investito molto e continuerà a farlo e, per quanto questo articolo rappresenti un pensiero esclusivamente mio (che però voglio farvi comprendere al meglio così da farvi capire il perché, dal mio punto di vista, una scelta può essere definita giusta o sbagliata), Impact è davvero l'unica compagnia del momento che costruisce delle storie motivate e ben gestite, ma anche in storie come queste non bisogna mai perdere di vista l'obiettivo principale, ovvero semplificare la vita e schiarire le idee a un fan di wrestling e non fargli sorgere ulteriori dubbi.

Have A Nice Day... YEAH! :)




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