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5 STAR FROG SPLASH #180 - NO NEWS WAS GOOD NEWS

by Lorenzo Pierleoni
 


Settimane se non mesi interi in cui non succede nulla, poi tra il weekend di Summerslam, le sue immediate conseguenze e le importanti novità in arrivo per NXT non si capisce più niente. C’è aria di cambiamenti in casa WWE, con alcune novità positive e altre che forse in fin dei conti non lo sono poi tanto. Vediamo come si sta evolvendo la situazione a Stamford, a cominciare da un Summerslam che non ha risparmiato sorprese. Dopo il massacro subito da Seth Rollins per ben due settimane in cui si è fatto malmenare come l’ultimo dei cretini, come avevo scritto su queste colonne due settimane fa, il Beast Slayer ha avuto la sua rivincita e ha battuto pulito Brock Lesnar per riconquistare lo Universal Title che lo stesso Lesnar gli aveva sottratto. Questa storia ha un grande pro e un grande contro. Il positivo è un grande positivo: per la prima volta dal suo ritorno in WWE nel 2012 Brock Lesnar ha mandato over qualcuno in modo efficace. E non si trattava di leggende o di gente non in grado di beneficiare di una vittoria contro Lesnar: è stato Seth Rollins a batterlo, qualcuno che dopo il regno scadente che gli hanno fatto sostenere aveva bisogno come il pane di una vittoria del genere. Dall’altro canto però, come sostenuto da molti commentatori, la storia che Rollins sia stato in grado di battere Lesnar pulito senza essere nemmeno al 100% delle condizioni non ha minimamente senso considerando che a Wrestlemania ha avuto bisogno di un low blow e di un match lampo per eliminare la bestia. Ed è il motivo per cui non smetterò mai di dire che la WWE non può costantemente navigare a vista in tutti i suoi show: occorrono dei piani a lungo termine che facciano sì che queste incoerenze non avvengano.





Fatto sta che ora Rollins è un campione forte, un campione che grazie alla vittoria di Lesnar è stato spedito nell’iperuranio. Ma in fin dei conti, anche se non in maniera così chiara e marcata, lo era anche nel post-Wrestlemania. La WWE è stata però efficientissima nell’annullare tutto assegnando a The Architect una serie di avversari di quart’ordine, Baron Corbin su tutti. E facendo così perdere a Rollins tutta la spinta che aveva guadagnato, anche a causa della pessima gestione che la WWE perdura nel portare avanti con i propri top face. Ovvero quello dell’eroe in pericolo, che viene costantemente malmenato e brutalizzato fino al PPV in cui si riprende e contro tutte le difficoltà ottiene la vittoria. Ma se questo modello poteva andare bene negli anni ’70 e ’80, forse bisognerebbe rendersi conto che il mondo nel frattempo è cambiato e che il pubblico vuole delle storie con eroi diversi. Ricordate qual è stato il periodo in cui Rollins è stato probabilmente più tifato del suo regno? Quelle due o tre settimane in cui andava in giro con una sedia a fare fuori qualunque cosa che potesse impedirgli di conservare il suo titolo. C’è bisogno di eroi (leggasi face) che siano capaci di far fronte agli heel, di poterli fronteggiare a viso aperto e di non uscirne perennemente sconfitti. Perché in tal caso la posizione del face si indebolisce e al pubblico passa la voglia di fischiarlo. Fino all’altroieri avrei potuto fare l’esempio di Kofi Kingston e al megacliché dell’amico infortunato per portare avanti la rivalità con Orton, ma fortunatamente la WWE a SmackDown ha parzialmente corretto il tiro facendo fare bella figura a Kofi. Fatto sta che ora a Night of Champions vedremo il New Day difendere i titoli dai The Revival con Woods infortunato che passerà il 90% del tempo a vendere l’infortunio alla gamba. Altro odioso megacliché che se applicato una volta va bene, se vi si fa ricorso in continuazione dire anche di no.

Parliamone un attimo della divisione Tag Team. “Quale divisione tag team?”, mi direte voi. E io vi risponderò che è esattamente quello il problema considerata la totale penuria di storyline che gravitano intorno alla categoria di coppia. Siamo appena reduci dall’ennesimo sacrificio di titoli di coppia, che gli O.C. avevano vinto non più di due settimane fa, già immolati sull’altare di una storyline tra Rollins e Braun Strowman non aveva proprio alcun bisogno. Cosa avverrà la settimana prossima, che gli OC riusciranno a ottenere in qualche modo un rematch e si riprenderanno i titoli approfittando di qualche incomprensione tra Rollins e Strowman? Probabile. Che poi il segmento si concluda con Strowman che fa a pezzi Rollins il quale poi subito dopo non mancherà di sfidare Strowman per Night of Champions? Quasi garantito. Si tratta dunque di una storyline banale che non ha fatto altro che prendere la credibilità dei Raw Tag Team Champions e farla scendere automaticamente a zero. Abbiamo già accennato alla faida tra New Day e The Revival, anche questa abbastanza chiara e dall’esito molto scontato, dato che stanno dicendo a gran voce che il New Day non è mai stato in grado di battere Dash & Dawson: quello, unito all’infortunio di Woods, è praticamente una garanzia che manterranno i titoli. Tutto questo mentre la categoria naviga nella pochezza, con tag team che passano a sfidare dai titoli di Raw a quelli di SmackDown mentre i War Raiders (sì, si chiamano ancora così) perdono il loro tempo e l’attenzione dei fan ammazzando inutilmente jobber, gli Street Profits fanno la Gialappa’s Band della situazione e gli Usos ammazzano il tempo collezionando qualche altro arresto. La situazione non è positiva. E ribadisco quello che ripeto da mesi: non c’è da sorprendersi che Gallows & Anderson e i The Revival vogliano lasciare la compagnia nonostante tutto.




Situazione drasticamente cambiata anche nella divisione femminile, che a Night of Champions proporrà quelli che sulla carta sono praticamente due tra i match migliori da poter offrire. Per la prima volta le Four Horsewomen saranno impegnate tutte in match titolati, con Bayley e Becky Lynch impegnate a difendere i loro titoli dall’assalto di Charlotte Flair e Sasha Banks. Proprio quest’ultima ha scioccato tutti con il suo ritorno improvviso, soprattutto per il modo in cui è avvenuto. Sasha ha “mostrato i suoi veri colori” (“to show her true colors” in inglese è un modo per dire che qualcuno ha mostrato il suo vero io) attaccando sia Natalya che la stessa Becky. C’era bisogno di Sasha… c’era bisogno di QUESTA Sasha. Innanzitutto perché The Boss nel main roster non ha mai avuto l’occasione di mostrare davvero cosa sapesse fare, soprattutto a livello di personaggio dato che quella che è giunta da NXT è solo una versione scialba del suo vero character, che nel brand giallo era tutt’altra cosa. In più Sasha ha disperatamente bisogno di migliorare il suo status come contender, completamente distrutto dal fatto che con tutto che abbia vinto già cinque titoli nel main roster (quattro Raw Women’s Title e un Women’s Tag Team Title), la Banks abbia collezionato in totale UNA difesa titolata, perdendo poi il titolo immediatamente in tutte le altre occasioni. Non so se la WWE ha intenzione di farle battere Becky e lasciarla a Raw o farla trasmigrare a SmackDown da Bayley dopo un breve feud transitorio… fatto sta che Sasha deve vincere quella cintura. E deve tenerla per MOLTO tempo, dimostrando la performer che è nonché quello che può fare al main roster con il suo character.

Terminiamo con una breve analisi della notizia della settimana: NXT approda su USA Network, raddoppiando la propria fascia oraria e andando live tutti i mercoledì dalla Full Sail University. Chiamatemi pessimista, chiamatemi ipercritico, chiamatemi come volete: io in questa mossa non riesco a vederci mezza cosa positiva. A un primo impatto la cosa dovrebbe essere una notizia fantastica per lo show del mercoledì sera, che diventa un vero e proprio terzo brand, che acquista uno spazio televisivo importante e che per la prima volta può ricavare dei profitti considerando che dalla sua rinascita a ora NXT è stato un prodotto in passivo costante. Fatto sta che il motivo principale per cui NXT ha ricevuto questa “promozione” lo conosciamo tutti bene: piazzare un proprio prodotto che sia in competizione con lo show della AEW, in partenza a ottobre. Mi sembra una mossa fatta tanto per fare, senza considerare la situazione di NXT e l’eventualità che forse non fosse pronto ad affrontare questo cambiamento in questo momento. Che è il secondo difetto che vedo in questa rivoluzione: un roster vuoto, costretto a ricorrere a talenti di NXT UK e del main roster per rimpolpare i propri ranghi. E che ora dovrà affrontare un impegno doppio, oltretutto settimanale e quindi anche molto più scocciante. Terzo e ultimo difetto: Vince McMahon. Finché era un prodotto del Network a se stante il buon vecchio Vince a malapena sapeva dell’esistenza di NXT. Ora un contratto televisivo nazionale mirato ad affrontare una possibile rivale gli farà rivalutare moltissimo la cosa. E lo porterà con molta probabilità a mettere bocca dove non deve, soprattutto se nelle prime settimane gli ascolti non premieranno il brand giallo. È tutto nelle mani di Triple H, che dovrà salvaguardare la sua creatura a tutti i costi se vuole che passi indenne questo momento, e soprattutto dovrà tenere a bada un multimiliardario schizofrenico e arrivista, che si frega le mani al pensiero di mescolare il calderone di NXT e rifarlo a sua immagine e somiglianza.




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