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IMPACT PLANET #423

by Aldo Fiadone
 


Questo Coronavirus non vuole darci tregua, la quarantena continua e ogni giorno sembra sempre più pesante. Per quanto la quiete sia cosa lieta non è semplice passare le giornate interamente rinchiusi nelle proprie dimore.




E allora per svarmi un po' ho scelto di dedicare il mio tempo a diversi aspetti, ovviamente al primo posto c'è sempre e costantemente la mia più grande passione, il wrestling. Passo poi nella lettura di libri e nel concludere definitivamente dei videogame che avevo riposto da qualche tempo. L'opzione serie tv è sempre valida così come quella di recuperare vecchi show e proprio ieri mi sono imbattuto con gli episodi di Impact del 2011.
Si, avevo voglia di recuperare qualche vecchia puntata per risentire il brivido emanato da questa federazione quando era ancora in possesso dei suoi originals e di pezzi grossi come Sting, Hogan, Bishoff, Flair ecc.

Il 2011 per Impact fu un anno confuso, se così si può definire. Se spesso andavano in scena match di caratura interessante, altrettanto spesso le sue storie lasciavano un grande punto interrogativo. Costruzioni perfette, svolgimento interessante, conclusione atipica. Basti pensare a Angle vs Jarrett o Styles vs Bully Ray o agli Immortal e la Fortune.



Un periodo che metto a confronto con l'attuale Dynamite e che mi rende consapevole di come le due cose si assomiglino.
Match buoni anche oltre la media, storyline interessanti con alcune di queste venute fuori a caso, esiti dubbiosi con rivalità bloccate e riprese un po' come pare a loro.
Si, questo è l'errore che fece Impact nel 2011 e che ogni tanto vedo ricalcare anche dalla AEW, ma d'altronde quest'ultimi sono giovani e attivi a tutti gli effetti neanche da un anno, avranno sicuramente tempo per consolidarsi ed evitare il più grande errore commesso finora, la confusione dovuta alle superstar immischiate contemporaneamente in più faide.

Come dicevo, il 2011 di Impact non è stato tutto questo granché, a parte per due cose in particolare, il feud tra Hogan e Sting (il Joker Sting ebbe sviluppi allucinanti con il primo promo backstage che ancora una volta mi ha costretto a non distogliere gli occhi dallo schermo) e la costruzione con tanto di turn di Bobby Roode portato a tradire il suo più fedele amico per conquistare il titolo mondiale tanto desiderato dopo una straordinaria Bound For Glory Series.

Nonostante tutto è un po' questa l'atmosfera che manca a Impact, quel big name che ti porta pubblico, quel prodotto da te creato e capace nel giro di anni di riuscire a ritagliarsi il suo spazio nel main event e trainarlo da se. Per quanto la gestione Hogan/Bishoff sia risultata dannosa, è inutile negare che è quella che ha portato la federazione al suo apice mediatico, un apice che probabilmente non toccherà più.

Tornando ai giorni nostri, Impact ha registrato i suoi episodi fino alla data di Rebellion (ufficialmente cancellato a causa del COVID-19 ndr) quindi per due/tre settimane avremo ancora episodi da seguire e, mentre la guerra dell'Undead Realm prosegue all'infinito, Tessa sarà chiamata a dimostrare la sua forza davanti a una prova ancora più intensa di quella di Hard To Kill, un triple threat match con Edwards ed Elgin.
Forse è la chiave giusta per toglierle il titolo così da evitare la possibilità di uno scontro one on one con il canadese, un personaggio presentato in modo perfetto e semplicemente troppo “tosto” per poter avere un minimo di speranza contro di lui (sessisti a parte, spero condividiate queste parole).




Sami Callihan fa invece il suo ritorno andando a rovinare in tutti i sensi la festa di Ken Shamrock, annunciato ufficialmente come prossimo membro della Hall of Fame della compagnia, l'ottavo dopo Sting, Kurt Angle, Team 3D, Jeff Jarrett, Earl Hebner, Gail Kim e Abyss.
Un premio meritato nonostante non sia una bandiera della compagnia, ma è comunque il primo campione della sua storia, un atleta capace di far esplodere personaggi come The Rock (questo ovviamente in WWE), ma soprattutto l'immagine definitiva e forse la più grande a Impact, che è riuscita a completare il passaggio dalle MMA al pro wrestling.
Shamrock è ancora parte del roster e dopo un anno che lo ha visto perdere contro Moose, ma vincere altre sfide con Joey Ryan e MadMan Fulton, ora si prepara a fronteggiare un rientrante Sami Callihan completamente rispolverato e con un pizzico di gimmick NXT da condimento.
Vediamo cosa accadrà.

Con la speranza che possiate stare tutti bene e al sicuro, vi ringrazio per avermi dedicato il vostro tempo con la lettura dell'Impact Planet.
Per i prossimi appuntamenti con il sottoscritto vi segnalo il prossimo numero di questo editoriale (tra due settimane), i classici report di AEW Dynamite e ovviamente il Pro Wrestling Culture, il radio show disponibile sul nostro sito nella sezione podcast.

Have A Nice Day... YEAH! :)




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