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5 STAR FROG SPLASH #196 - THE SHOWCASE OF THE MORTALS

by Lorenzo Pierleoni
 


Da quando ci siamo sentiti l’ultima volta in questi lidi, due settimane fa, sono cambiate molte cose nel mondo e nelle nostre vite. È cambiato molto anche per la WWE e per Wrestlemania che, nell’ordine, è stata spostata in un Performance Center a porte chiuse, si terrà in due serate e sarà addirittura registrata prima. La causa di tutti questi cambiamenti è ovviamente il Coronavirus che ha costretto la WWE ad agire in uno stato d’emergenza totale. Emergenza che proseguirà praticamente ad oltranza per una compagnia che si trova con una grossa spada di Damocle sulla testa, ovvero l’eventualità che uno qualsiasi dei suoi wrestler, dirigenti, producer, commentatori e addetti ai lavori vari si scopra positivo al virus, costringendo la WWE a chiudere tutto. Questo ovviamente se non sarà la WWE stessa a decidere di staccare la spina una volta disputata Wrestlemania, per la salute di tutti coloro che lavorano nella compagnia. La mia impressione, però, è che la WWE continuerà nella sua lotta per la sopravvivenza finché le circostanze glielo permetteranno. E di certo non la si può biasimare per questo. Tuttavia, è notizia di ieri che Rey Mysterio e Dana Brooke non parteciperanno a Wrestlemania perché, dopo essersi sentiti poco bene, sono stati messi in quarantena dalla compagnia e non parteciperanno allo Showcase of the Immortals. Accortezza necessaria per preservare il futuro della compagnia e degli show. Fatto sta che questo ha avuto conseguenze immediate considerando che Dana è stata rimossa dallo SmackDown Women’s Title match, ora diventato un 5-way a eliminazione, mentre non si terrà alcuno United States Title match considerando che Mysterio avrebbe dovuto affrontare Andrade per esso. Andrade farà invece coppia con Angel Garza per andare ad affrontare gli Street Profits con i Raw Tag Team Titles in palio. Cosa che si incastra con l’impossibilità degli AOP di sfidare i Profits per via dell’infortunio di Rezar. È quindi una WWE che si muove ancora più a vista del solito, costretta a cambiare continuamente le carte per far fronte all’emergenza. E ad occhio questa situazione non finirà tanto presto.





Ha ancora senso, quindi, sedersi davanti a un computer e scrivere un editoriale in cui si giudica l’operato di una compagnia costretta a lavorare in queste condizioni? Sì e no. Perché nonostante sia vero che la WWE è costretta a lavorare in condizioni non ottimali, nonostante il prodotto wrestling che stiamo vedendo da due settimane a questa parte sia quanto di più diverso possa esserci rispetto a quello che era prima, nonostante il fatto che la Wrestlemania che vedremo sarà un evento profondamente rimaneggiato e totalmente fuori standard rispetto al solito, questo non dovrebbe impedire alla WWE di cercare di mettere in scena il prodotto migliore possibile. Il punto è che la WWE non lo sta facendo. Non criticherò mai la WWE per essersi trovata di colpo senza sfidanti ai Raw Tag Team Titles e allo US Title e di aver approntato quindi una soluzione di emergenza… ma quale dovrebbe essere il senso di annunciare il match “sostituto” poche ore prima della messa in onda di Raw? E perché mai annunciare per Wrestlemania un match totalmente casuale come Aleister Black contro Bobby Lashley? Non ho nemmeno parole da spendere per questo match, cioè davvero era così difficile preparare il match in puntata considerato che Black a Raw c’era e ha pure lottato? Magari Lashley non era al Performance Center ma sarebbe potuto intervenire comunque in altro modo. Qualsiasi cosa sarebbe stata meglio di dire: “Ok, a Wrestlemania facciamo questo match a casissimo perché ci va”. Il motivo è probabilmente non far rimanere Black fuori dalla card. Fatto sta che avrebbero potuto raggiungere l’obiettivo in altri mille modi diversi e certamente più produttivi di questo.

Più che altro mi fa ridere che il mio primo pensiero, dopo l’annuncio relativo alla suddivisione di Wrestlemania in due serate, è stato che magari non volessero sovraccaricare il pubblico con diecimila ore consecutive di una Wrestlemania che non è Wrestlemania. Rido perché, con le due formidabili aggiunte dell’altra notte, siamo arrivati a toccare quota tredici match nella card di Mania, che diventeranno almeno quindici venerdì a SmackDown considerato che verrà certamente annunciato Sami Zayn vs Daniel Bryan (e se qualcuno un anno fa mi avesse detto che a Wrestlemania avrei visto Bryan vs Zayn con l’Intercontinental Title in palio penso lo avrei sbeffeggiato da qui all’eternità… adesso invece ho un po’ di amaro in bocca) e il match per gli SmackDown Tag Team Titles, che considerato il modo in cui opera la WWE vedrà quasi certamente un no contest venerdì nel match tra Usos e New Day per intervento di The Miz e John Morrison con il risultato di spedire entrambi i team a Wrestlemania in un Triple Threat match. Quindici match. Che seppur divisi tra due serate fanno almeno tre ore e mezza/quattro ore di wrestling a serata. La lunghezza di un PPV normale WWE… solo che stavolta ce ne sono due in giorni consecutivi. Sempre che non decidano di annunciare altri match eh, cosa di cui sarebbero capacissimi, anche se non vedo altri performer di un qualche valore rimasti fuori dalla card. I titoli WWE (con l’eccezione dello US Title e ne abbiamo già spiegato i motivi) sono tutti in palio. Gli unici ancora non in palio sono i Women’s Tag Team Titles, probabilmente perché si saranno dimenticati della loro esistenza anche a Stamford. Sarcasmo a parte la storia tra Bliss/Cross e le Kabuki Warriors sta andando avanti, quindi ho come l’impressione che vedremo anche questo match tra dieci giorni. Sedici match quindi. Ah, dimenticavo il match più costruito di tutta la card, ovvero Otis vs Dolph Ziggler (e sono sarcastico ma neanche poi troppo). Diciassette. La Wrestlemania dei record. Facciamo diciotto con R-Truth vs Riddick Moss per il 24/7 Title? Che faccio, lascio?




Fatto sta che, come ho detto prima, il prodotto wrestling è enormemente cambiato in queste due settimane. Privarlo della sua componente essenziale, l’interazione con il pubblico, lo rende un prodotto di tutt’altro tipo, cosa che dovrebbe portare la WWE a cambiare alcune delle sue componenti almeno in parte, se non drasticamente. Perché per esempio, cara WWE, propinarci i tuoi soliti tag team match imbottiti di hot tag, che per definizione è una procedura che serve a scatenare la reazione del pubblico al momento del tag, è una cosa assolutamente inutile se il pubblico non c’è. E per chi si è perso il mio sfogo di due settimane fa contro la WWE e contro gli hot tag no, non sono affatto un sostenitore di questa pratica. Esempio: il match per i Raw Tag Team Titles. Ci saranno sul ring quattro wrestler veloci, dinamici, che possono dare spettacolo. Io in quel match non voglio vederne nemmeno uno di hot tag. Rendetelo un Tornado Tag Team match, fate in modo che l’azione non si fermi nemmeno un attimo. Esaltate gli Street Profits, perché non è lasciando Montez Ford in balia degli avversari per ventordici ore che il pubblico li apprezzerà come tag team. E considerando che già hanno vinto i loro titoli con un aiuto esterno forse sarebbe il caso di far fare loro una difesa titolata convincente. Nel match con Miz e Morrison puoi raccontare una storia diversa, per esempio. Ma se non metti gli hot tag nemmeno lì la cosa non può che essere apprezzata.

Una nota finale sul modo in cui il wrestling è stato proposto anche visivamente nel corso delle ultime due settimane e non posso non fare un plauso in merito alla AEW. Semplicemente perché hanno fatto quello che era venuto in mente a me in questi giorni, ovvero di mettere il resto del roster a bordoring per far sì che i wrestler impegnati sul ring possano avere qualcuno a reagire a quello che fanno e anche a distrarre un po’ il pubblico a casa data la situazione d’emergenza. MJF che scommette sui match con Shawn Spears, i So-Cal Uncensored, Colt Cabana e gli altri face a incoraggiare i loro amici… per me a Wrestlemania servirebbe qualcosa così. Non vuoi farlo con i wrestler impegnati nello show? Mettici quelli non impegnati nello show e qualche leggenda, possibilmente ancora giovane per non esporla al contatto con il virus. Mettici Booker T, Mark Henry, Big Show, mettici Christian che avrebbe senso data la presenza di Edge allo show. Ovviamente tutti a debita distanza l’uno dall’altro. Fermo restando che per me la WWE delle idee su come realizzare Wrestlemania e renderla comunque uno show degno di essere guardato ce le ha già. Mi sorprenderei molto se tra dieci giorni assisteremo a una sequela infinita di videorecap-match-videorecap-match-videorecap-match. Non so umanamente cosa possa fare e cosa possa realizzare in questa situazione - d’altronde sono loro che fanno show televisivi da millemila anni, se non lo sanno loro come muoversi. Fatto sta che ad ogni modo assisteremo a una edizione storica dello Showcase of the Immortals, un’edizione che ricorderemo, nel bene e nel male, per molto tempo.

Con il 5 Star Frog Splash ci risentiamo dopo Wrestlemania; nel frattempo, se ne avete voglia, potete trovarmi nella notte tra domenica e lunedì con il secondo episodio del The Whole Damn Show, il nuovo podcast da me condotto, ovviamente qui su Tuttowrestling.com.




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