TUTTOWRESTLING HOMEPAGE
USERNAME PASSWORD     RICORDAMI REGISTRATI
 
 25.3 Wrestling Cafe
 25.3 Impact Wrestling Report
 24.3 WWE Planet
 24.3 WWE Main Event Report
 23.3 Bet on him - BET ON... CHRIS RIDGEWAY?
 22.3 The Other Side
 22.3 WWE NXT UK Report
 
 







 
 
 
IMPACT PLANET #401  
by Davide Palmieri
 


Ben ritrovati in una nuova edizione dell’Impact Planet, un edizione particolare che, in onore della quattrocentesima edizione del nostro editoriale dedicato ad Impact Wrestling, io ed Aldo abbiamo deciso di dedicare ai 10 momenti più importanti della storia della TNA/GFW/Impact Wrestling!





Top 10 di Davide:

#10 – 10/10/10: They’re Here at Bound For Glory 2010
Voglio fare il burlone ed, un po’ come la WWE che ha piazzato il “Perfect 10” Tye Dillinger al decimo posto nella Royal Rumble per due anni consecutivi, mi sento di piazzare questo momento che verte tutto sul numero 10 proprio al decimo posto della nostra classifica.
Ma al di là di una semplice questione stilistica ritengo che sia appropriato dedicare si uno spazio in questa particolare classifica ad un momento di indubbia importanza, che ebbe profonde conseguenze nell’anno successivo di storyline della compagnia, con Jeff Hardy che vinse il titolo, turnò heel e formò con Hogan, Bischoff, Jeff Jarrett ed Abyss gli Immortal, ma la sua bassa posizione rivela anche come le ottime premesse iniziali non siano state rispettate.
Ciò nonostante, che premesse! L’idea di avere Hogan e Bischoff in una stable heel che puntava al controllo della compagnia, nel 2010, di certo non ispirava grande fiducia, ma per me a rendere questa storia (almeno fino a questo punto) efficace furono due punti: il fatto che alla fine ad allearsi con loro, oltre ai vari Abyss e Jeff Jarrett, fu un Jeff Hardy del quale non si sospettava assolutamente un turn heel, fu un colpo di scena in seguito al quale Jeff si mostrò anche capace di interpretare il suo nuovo personaggio “The Antichrist of Professional Wrestling”, ma che purtroppo si è andato a spegnare in quella nefasta serata di Victory Road 2011.
Proprio l’avversario di Jeff in quello show, Sting, è il protagonista di quello che considero l'altro grande punto a favore di questa storyline: l’aver presentato inizialmente il turn di Sting, da sempre eroe in TNA (o quasi, considerando la parentesi Main Event Mafia, ma ci arriveremo), perché opposto agli storici rivali Hogan e Bischoff, per poi rivelare che Sting aveva sempre avuto ragione fu per me un autentico toccasana.

#9 – The Final Deletion
Il momento in cui è dovuta avvenire una spaccatura tra fan, tra quelli più tradizionalisti e votati alla serietà del pro-wrestling che hanno detto “questo è troppo” e chi invece in questo match, angle, buffonata o comunque la vogliate chiamare ci hanno visto una vera e propria boccata di aria fresca in una compagnia ed in un business stesso che ne avevano disperato bisogno.
Parliamo infatti del 2016, periodo nel quale Impact Wrestling (tra il 2015 ed il 2017 direi) stava vivendo forse il suo momento più buio. Certo, sappiamo bene che tutt’ora Impact si è si stabilizzato ma di certo non è al livello di un tempo, tuttavia ai tempi Impact era messo decisamente peggio, privo di qualunque reale motivo di interesse che, tramite la sua follia creativa, Matt Hardy gli ha dato.
Avevamo già avuto un antipasto di tutto ciò nella folle firma del contratto tra Matt e Jeff, che ha fatto da apri pista a questa Final Deletion che ha portato a dei sequel, poi al ritorno degli Hardyz in WWE e addirittura a vedere una versione WWE della Final Deletion, qualcosa che era considerata impossibile.
Certo, essa si rivelò essere una versione a dir poco annacquata dell’originale ed abbiamo visto tutti la fine che ha fatto, ma il solo fatto di aver avuto una tale influenza sul prodotto di Impact nell’anno seguente, e successivamente anche sul più vasto panorama del wrestling ci fa capire quanto la Final Deletion sia stata…
WONDERFUL.

#8 – Robert Roode vince il World Title e turna heel su James Storm
Dopo ben tre anni di dominanza nella divisione tag team della TNA, nel 2011 i Beer Money decidono di tentare la carriera da singoli seppur non separandosi, ed è Robert, il passato e futuro Bobby Roode, a sembrare da subito quello destinato ad ottenere i più grandi successi, vincendo le Bound For Glory Series ed ottenendo così il diritto di sfidare il TNA World Heavyweight Champion Kurt Angle nel main event dell’omonimo PPV. Roode sembra destinato alla vittoria, a diventare il prossimo top babyface della compagnia ma poi succede l’inaspettato: Angle mantiene il titolo. Se in questa decisione ci sia centrato qualcosa il commento di Hulk Hogan riguardo Roode che “non era ancora pronto”, non si sa tutt'oggi per certo. Quel che sappiamo è che nell’edizione successiva di Impact Wrestling a vincere il titolo fu, a sorpresa, James Storm. Seguì una grande celebrazione della vittoria con Roode, e solo la settimana seguente i due Beer Money si sfidarono per il titolo, ma Roode passò al lato oscuro, spaccando la caratteristica bottiglia di birra di Storm in testa all’amico e vincendo il titolo.
Seguì quella che lo stesso Roode definì la “Selfish Generation”, di cui Roode, auto soprannominatosi anche “IT Factor del Professional Wrestling” era il leader.
In seguito a ciò avremo un regno titolato lungo e ricco di affermazioni ottenute nei modi più viscidi e/o non decisivi, come ad esempio la conferma ai danni dello stesso Storm a Lockdown 2012, con un Last Call Superkick che fa involontariamente uscire Roode dalla gabbia. Un regno lungo ma che, ciò nonostante, forse non abbastanza, essendosi concluso prima di quello che sarebbe dovuto essere il suo esito ideale, nel main event di Bound For Glory 2012 contro “The Cowboy”, che invece ha sconfitto il futuro Glorious One in un match in cui nessuno dei due, ormai, aveva più il titolo.
Malgrado una conclusione al feud non perfetta, rimane il fatto che Roode è passato dall’essere un grande specialista tag team ad un main eventer consolidato, ed il tutto è iniziato da qui.

#7 – Il debutto di Raven in NWA-TNA a gennaio 2003
Una premessa: questo sarà il primo di diversi debutti di grandi nomi che includerò in questa classifica, cosa che, per quanto ridondante, sottolinea quanto questi debutti in particolare abbiano segnato momenti importanti nella storia della compagnia, considerando quanti nomi di primo piano siano passati da queste parti.
Raven debutta in NWA/TNA solo due giorni dopo il suo rilascio dalla WWE, compagnia in cui per anni venne relegato alla mediocrità nonostante un potenziale immenso, per poi addirittura scomparire o quasi. Dopo questo spreco l’ex ECW Heavyweight Champion fa subito un debutto col botto, attaccando l’NWA World Heavyweight Champion Jeff Jarrett e rubandogli il titolo.
Anche se già in queste primi fasi della compagnia avevamo visto diversi volti noti per il loro passato in compagnie come la WWE, la WCW e la ECW, Raven ebbe particolare importanza per svariati motivi, tra cui appunto l’impressionante vicinanza tra il periodo del suo addio a Stamford e quello dell’arrivo in TNA, oltre che il modo assolutamente d’impatto (pun intended) col quale ha fatto la sua prima apparizione sulle scene.

#6 – La nascita della NWA-TNA
In una classifica del genere non può mancare quello che non a torto può essere considerato il momento più importante di tutti, quello senza il quale tutti gli altri non potrebbero esserci mai stati: la nascita della compagnia! Dalle ceneri della WCW, Jerry e Jeff Jarrett creano quella che ha tutta l’intenzione di diventare un’alternativa alla WWE, e decidono di farlo seguendo un modello alquanto insolito ed originale, seppur rischioso, ovvero quello dei PPV settimanali.
Nel roster troviamo molte facce conosciute ma anche volti freschi e nuovi, ed è così che il 19 giugno del 2002 abbiamo il primo show della NWA-TNA, che addirittura da prima dell’inizio della messa in onda presenta alcune complicazioni tecniche e rischia quindi di non avvenire, quasi a simboleggiare quello che sarà il destino ricco di difficoltà ed insidie che la compagnia dai tanti nomi avrà.
Nel corso di questa serata vediamo subito all’opera molti dei wrestler che renderanno da subito grande la X-Division come AJ Styles, Jerry Lynn e Low-Ki, ma sono due i momenti fondamentali, ovvero quello in cui Jeff Jarrett interrompe l’esibizione dell’importante musicista country Toby Keith, per poi partecipare al Gauntlet For The Gold Battle Royal in cui viene assegnato il titolo NWA-TNA, ed a trionfare è Ken Shamrock, anche se l’immagine più significativa è sicuramente lo stesso Toby Keith che esegue un Delayed Vertical Suplex su Jarrett.
Questo è l’inizio di qualcosa che, in un modo o nell’altro, un importante segno nella storia del mondo del wrestling l’ha lasciato, e che tra mille difficoltà è in vita ancora oggi, anche se non si sarebbe mai pensato possibile.

#5 – La nascita della Main Event Mafia



Qui entrerà in gioco anche una certa mancanza di oggettività da parte mia, ma un momento che considero cruciale nella storia globale della TNA è certamente la nascita della Main Event Mafia, avvenuta pochissimo dopo che il sottoscritto ha iniziato a seguire la compagnia.
Quando si prende in giro e si ridicolizza il lavoro di Vince Russo, bisogna anche ricordarsi quanto di buono il controverso booker abbia dato al mondo del wrestling, e la storyline a lungo termine col quale si è giunti alla nascita di questa stable che, come i suoi stessi membri dicevano, era inizialmente qualcosa di mai visto: una collezione di pluri-campioni del mondo, una vera e propria elite del wrestling. Infatti i cinque membri originali erano Kurt Angle, Sting, Kevin Nash, Booker T (con Sharmell) e Scott Steiner, dei pilastri dell’industria, che decisero di mettersi insieme per punire i giovani della TNA, colpevoli di continue mancanze di rispetto e semplicemente, a detta dei veterani, non in grado di portarsi sulle spalle il peso della compagnia, a differenza loro.
Una storyline, venuta al culmine con la nascita della MEM a fine 2008, i cui primi piccoli indizi sono stati disseminati addirittura verso fine 2007, col celebre episodio di Turning Point in cui Scott Hall non si presenta e Samoa Joe lo distrugge a parole, con notevole disappunto di Kevin Nash, suo alleato, che comunque rimarrà nei mesi seguenti dalla parte di Joe, salvo poi tradirlo nel main event di Bound For Glory 2008, in cui Sting gli strappa il TNA World Heavyweight Champion. Uno Sting entrato a far parte della storia perché stufo di vedere i giovani come Samoa Joe ed AJ Styles continuare a calpestare quello che persone come Booker T e Kurt Angle rappresentano, giungendo in loro aiuto malgrado siano heel, mentre Sting, come sappiamo, è sempre stato un grandissimo babyface per buona parte della sua carriera e per tutto il suo stint in TNA.
Sting rimane sostanzialmente tweener, accettando seppur con disappunto i violenti attacchi di cui Angle, Booker, Nash e Steiner si rendono protagonisti, fino a quando l’ego di Kurt Angle porta a grandi dissensi nella “famiglia” per ottenere il ruolo predominante di padrino del gruppo.
In seguito, purtroppo, l’intrigantissima premessa di una stable composta solo da storici pluri campioni del mondo va in fumo, e mentre Sting esce dal gruppo vi entrano Samoa Joe con Taz, ed in un certo senso persino Matt Morgan e Jenna Morasca.
Certo, a Victory Road 2009 assistiamo al grande trionfo del gruppo, con tutti che possono vantare di possedere un titolo, ma ormai siamo quasi arrivati al capolinea per questo gruppo, ed infatti a BFG 2009 Angle prende atto dei suoi errori e mostra ormai di rispettare i giovani, mentre Booker esce di scena, Nash si dedica ad altre storyline e Scott Steiner rimane l’ultimo a predicare le virtù di una grande stable ormai morta.
Vanno nominate anche le successive reunion, quella fallita nel 2011, in cui Steiner tornò in TNA per aiutare Angle, ma i ritorni previsti di Booker T e Kevin Nash non avvennero in TNA, bensì nella WWE Royal Rumble, e poi quello del 2013 in cui ai membri originali Kurt Angle e Sting, ed al semi-ex membro Samoa Joe, si uniscono Magnus e Quinton “Rampage” Jackson, ma è superfluo dire che si tratta di una versione poco riuscita e che scompare nel nulla abbastanza velocemente.

#4 – Il debutto di Hulk Hogan ed Eric Bischoff
Quella del 4 gennaio 2010 è una data che probabilmente i fan della fu TNA tutt’ora ricordano, perché fu al centro delle promozioni per mesi e mesi, in quanto in questa data avrebbe debuttato Hulk Hogan (insieme a Bischoff), ed Impact sarebbe andato testa a testa con WWE Monday Night Raw.
Come sappiamo insieme ai due si mostrarono vari altri volti noti, come Ric Flair, Jeff Hardy, Sean “Val Venis” Morley, i Nasty Boys, ma ciò che conta è che questo rappresenta un momento cruciale della storia della compagnia, che alla fine del 2009 sembrava davvero aver trovato la sua dimensione ed il modo giusto di procedere verso il futuro, ma che decide di attuare una grande ristrutturazione, portando diversi grandi nomi, un cambio al timone creativo (Vince Russo se ne sarebbe andato di lì a poco) e la discesa di diversi performer fino a pochi mesi fondamentali nell’irrilevanza, come Christopher Daniels e Desmond Wolfe, oltre ovviamente a svariate gestioni discutibili come quelle di AJ Styles, Samoa Joe e così via.
Quello che doveva segnare il momento della salita all’olimpo del wrestling per la TNA diventò invece, a lungo andare, il capitombolo della compagnia, fino ad arrivare a fine 2013 in cui se ne va Hogan, e poco prima o poco dopo lo seguono altri nomi importanti, come AJ Styles, Sting, Rob Van Dam e tanti altri.
Di fatto ogni speranza di potersi anche solo avvicinare al dominio della WWE sfuma, ed anzi, il duo lascia la compagnia in condizioni ben peggiori di quelle in cui l’hanno trovata.
Ciò nonostante non si può negare l’indubbia importanza che questo momento ha avuto nella storia della federazione, nel bene (poco) e nel male (parecchio).

#3 – AJ Styles vs Samoa Joe vs Christopher Daniels a TNA Unbreakable 2005
Poco meno di un mese prima di un altro momento sicuramente molto importante per le sorti dell’allora TNA, ovvero il debutto di Impact su Spike TV, abbiamo il match che più di tutti mise la TNA “on the map”, ottenendo le prestigiose cinque stelle di Dave Meltzer, e tutt’oggi si tratta dell’unico match svolto in questa compagnia che può vantarsi di aver ottenuto tale onore.
In quella notte il match per l’NWA World Heavyweight Championship, che ai tempi fungeva da titolo mondiale della TNA, Raven vs Rhino, lasciò il main event all’incontro valido per l’X-Division Championship, che il campione Christopher Daniels difese contro AJ Styles e Samoa Joe.
L’esito dell’incontro vide The Phenomenal One vincere match e titolo schienando il campione, mantenendo così intatta l’imbattibilità di Samoa Joe, che sarebbe proseguita fino alla fine dell’anno seguente con l’arrivo di Kurt Angle, ma più che il risultato a contare in questo caso fu l’azione in-ring.
Fu un match al termine del quale la TNA convinse molte più persone delle sue possibilità di diventare una vera alternativa in grado di dare filo da torcere alla WWE, come alcuni dei momenti precedenti momenti ed anche quelli che seguiranno nella classifica.
Il fatto che ormai da anni tutti e tre i partecipanti a questo match non facciano più parte della federazione certamente ha un che di triste, ma rimane il fatto che questo incontro sia tutt’oggi uno straordinario esempio di quanto di buono la TNA abbia dato al mondo del wrestling, qualcosa che non gli si potrà mai togliere nonostante tutti i suoi detrattori lo desidererebbero.

#2 – Il debutto di Christian Cage
A pochi mesi di distanza dal momento precedente abbiamo questo. La TNA era quindi giunta su Spike TV, e nel PPV seguente a Bound For Glory, Genesis (svoltosi nella terribile data del 13 novembre 2005, che ricorderemo per la prematura dipartita di Eddie Guerrero, a cui l’evento fu dedicato) abbiamo uno degli arrivi in TNA più significativi di tutta la sua storia. Non che si trattasse del primo arrivo di un grosso nome, in quanto c’erano già stati Sting, Kevin Nash, Jeff Hardy, Rhino, Raven, il Team 3D, Billy Gunn e tanti altri, ma si trattò di un arrivo storico in quanto Cage, a differenza della maggior parte dei sopracitati (eccetto Sting, che non avrebbe ceduto fino al 2014) non venne licenziato dalla WWE per poi decidere di approdare in TNA, bensì decise di sua spontanea volontà di lasciare la compagnia di Stamford, in cui avrebbe avuto un posto nel midcarding assicurato ma che, ormai era fin troppo chiaro, non gli avrebbe mai concesso di aspirare a di più, e decise di buttarsi in questa nuova avventura, e così facendo togliendo qualunque dubbio ci fosse riguardo la sua possibilità o meno di diventare non uno dei tanti, ma IL nome al centro della compagnia.
Nella sera del suo debutto illuse il Team Canada di star considerando di unirsi ai loro ranghi, per poi attaccarli dopo il main event, ed aiutare Rhino ed il Team 3D contro Jeff Jarrett ed i suoi uomini.
Fu l’inizio di una run che è forse quanto di meglio Chistian abbia mai fatto in tutta la sua carriera, o al limite al pari dei suoi anni in coppia con Edge: pochi mesi dopo sconfisse Jarrett ad Against All Odds e diventò NWA World Heavyweight Champion, titolo che vinse un'altra volta successivamente.
Ma il successo del suo stint in TNA ce lo fa capire soprattutto il fatto che l’Instant Classic rimase imbattuto dal suo debutto a fine 2005 contro Monty Brown fino a Bound For Glory 2007, in cui Samoa Joe lo sconfisse. Ben 23 mesi in cui nessuno riuscì a schienarlo o a sottometterlo.
Non c’è dubbio, quello di Genesis 2005 fu l’inizio di qualcosa di grande.

Menzioni d’onore:
Prima del primo posto ci tengo a dedicare un piccolo spazio ad alcuni momenti che non sono rientrati nella mia personale classifica ma che ritengo ugualmente meritevoli di essere perlomeno menzionati:
Jeff Jarrett attacca Hulk Hogan nel corso di una conferenza stampa nel 2003, che avrebbe dovuto portare ad un loro incontro che però non avvenne.
Il debutto di Sting in NWA-TNA nel 2003 per fare coppia con Jeff Jarrett e poi il suo ritorno in pianta stabile nel 2005.
La vittoria del TNA World Heavyweight Championship di Samoa Joe nel main event di Lockdown 2008 contro Kurt Angle.
AJ Styles mantiene il TNA World Heavyweight Championship contro Sting nel main event di Bound For Glory 2009, spezzando la sua imbattibilità all’evento.
Austin Aries incassa la prima Option C della storia, rinunciando al titolo X-Division e diventato World Champion sconfiggendo Bobby Roode a Destionation X 2012.

#1 – Kurt Angle in TNA!
L’unico momento che, a mio avviso, può battere l’arrivo di Christian Cage all’allora compagnia di Orlando è un altro debutto, che avvenne circa un anno dopo, quando alla fine di No Surrender, venne annunciata la storica firma. Tuttavia il vero e proprio momento ci fu nell’effettivo debutto di Angle ad Impact, con la storica headbutt ai danni di Samoa Joe che tutt’oggi si vede negli highlight di tanto in tanto, a testimonianza dell’importanza di quel momento.
Il feud con l’allora imbattuto Samoa Joe segnò i primi mesi di Angle in TNA, durante i quali spezzò appunto quell’imbattibilità ma ottenne a sua volta la sua prima sconfitta ai danni del samoano, per poi culminare in un Iron Man Match terminato in 3-2 a favore della Wrestling Machine.
Angle rimase in TNA dal 2006 fino al 2016. Strano a dirsi, ma il suo stint in TNA durò di più di quello in WWE, ed oggi si potrebbe quasi identificare in Angle più un “TNA guy” che un “WWE guy”, in quanto la sua immensa importanza nella storia della compagnia è innegabile:
Non solo match su match indimenticabili contro tanti rivali diversi, come Samoa Joe, AJ Styles, Jeff Jarrett, Desmond Wolfe e tanti altri, ma anche momenti su momenti, come appunto il suo debutto, la fine della streak di Joe, Angle con tutti i titoli TNA, il trionfo di Samoa Joe a Lockdown, la nascita della Main Event Mafia…senza Angle, semplicemente, non si avrebbe una parte fondamentale della storia di questa compagnia.
Se l’arrivo di Christian Cage ha segnato il momento in cui alcuni wrestler insoddisfatti hanno iniziato a pensare che la TNA fosse una valida alternativa alla WWE di loro spontanea volontà, Angle ha dimostrato che persino i nomi di punta dell’industria potevano trovare casa ad Orlando, ed infatti molti, come Booker T, Mick Foley, Hogan, Flair ed altri lo avrebbero seguito.

E con questo per me è tutto, sicuramente sarà difficile trovarsi d'accordo in tutte le posizioni scelte da me, ma spero che a grandi linee la lista in questione rispecchi anche le vostre idee, e soprattutto di aver stimolato un bel viaggio sul viale dei ricordi TNA/Impact.
Ora vi lascio alla classifica di Aldo!


Il numero 400 è stato archiviato e parlandone con Davide mi sono detto, perché non facciamo una top ten sui migliori momenti della storia di Impact Wrestling per celebrare proprio quel numero 400 che è ormai arrivato al 401?!
E quindi eccoci qui, con un nuovo numero dell'Impact Planet molto speciale.
Dopo quelli di Davide, vi elenco di seguito i miei personali Top 10 Moments of Impact Wrestling!

Come sempre, prima di entrare nel dettaglio, se avete dei consigli o delle critiche da muovermi, o se semplicemente volete scambiare qualche opinione, scrivetemi pure all’indirizzo aldofiadone@gmail.com; sarà mio piacere leggere ogni vostra parola.

Top 10 di Aldo:

#10 – 19 giugno 2002, nasce la TNA!
Data molto importante ovvero quella della nascita della compagnia nel suo primo PPV settimanale che porterà al debutto di Scott Hall, all'inizio del dominio di Jeff Jarrett e alla vittoria del titolo NWA da parte di Ken Shemrock.
Un evento in cui venne esposta una nuova categoria, la X-Division che darà poi spazio a tanti nomi interessanti che nel primo periodo saranno AJ Styles, Jerry Lynn e Low Ki a portare avanti.

#9 – American's Most Wanted vs Triple X in a Six Sides Steel Cage match a Turning Point 2004
Uno dei match che ancora oggi è ricordato con ardore da parte dell'intera comunità del wrestling web. Un incontro passato alla storia per tre motivi principali; il primo PPV della storia di Impact, un lottato e storytelling praticamente perfetto e un segmento che ha poi attirato l'attenzione di tutti grazie alla hurricanrana di Elix Skipper ai danni di Chris Harris.
Questi sono particolari che fanno la storia.

#8 – The Spike's Era Has Begun
Dopo i PPV settimanali e il debutto televisivo su Fox Sports, arriva il passaggio delle puntate settimanali di Impact su Spike TV, un momento molto importante per la ex TNA che incasserà tanti soldi e raggiungerà la sua più alta attenzione mediatica della sua storia.
Gli ascolti aumenteranno grazie anche a un prodotto di grande qualità che da li al 2009 migliorerà anno dopo anno fino ad arrivare al famoso 2010.

#7 – Il debutto di Christian Cage
Il 2005 fu davvero un grande anno per Impact, dopo il debutto su Spike TV e un prodotto settimanale davvero interessante, a fine anno ingaggiarono uno dei wrestler più over del momento, uno che fino ad allora aveva dedicato tutta la sua carriera alla WWE, Christian.
Cage fece cose davvero importanti, ma quello che più sorprese è che fu il primo nome forte che lasciò la WWE per accasarsi in TNA, un cambio di rotta che gioverà alla federazione di Toronto (allora di Nashville) per gli anni successivi.

#6 – Il ritorno di Sting
Dopo un primo debutto in un paio di PPV settimanali, il vero ritorno al wrestling lottato di Sting avviene in quel di Finals Resolution 2006 dove assieme a Christian Cage consfissero Monty Brown e Jeff Jarrett.
Uno scenario davvero importante che portò la più nota leggenda della WCW verso una nuova federazione che poteva prendersi il diritto di farsi chiamare come “nuova concorrenza”.
Considerando quello che farà “The Icon” negli anni successivi, si può dire che in pochi sono stati davvero importanti come lui.

#5 – Il debutto di Kurt Angle
Ebbene, dopo quello di Christian Cage e di Sting, ecco la punta di diamante che porterà la TNA a guadagnare un importanza talmente tale da arrivare poi a costruire un prodotto addirittura superiore a quello offerto dalla WWE.
La rivalità con Samoa Joe, quella con Sting, la nascita della Main Event Mafia, la lotta contro gli Immortal, l'unione con quest'ultimi, i bellissimi match contro Bobby Roode, il suo ultimo regno titolato conquistato contro Lashley, il feud che fece esplodere EC3 e il suo Farewell Tour.
Angle è stato un icona e forse le fasi più importanti della sua carriera le ha vissute proprio li e non in WWE. Un altro di quelli che ebbe il coraggio di credere in un progetto che lo portò a lasciare la famiglia McMahon.

#4 – La nascita della Main Event Mafia
Probabilmente uno degli eventi più importanti che portò alla creazione della stable più importante della storia di Impact.
Kurt Angle, Sting, Kevin Nash, Scott Hall e Booker T fecero parte della prima fazione della MEM che poi, una volta cacciato “The Icon” vide l'ingresso di Samoa Joe, Tazz e Matt Morgan.
Una stable che conquistò praticamente tutti i titoli della compagnia e che si sciolse dopo oltre un anno dalla sua nascita (2008-2009), il vero periodo d'oro della compagnia.
Nel 2013 venne riesumata, ma per quanto interessante potesse essere, non fu mai eccitante come la prima volta.

#3 – Il debutto degli Ace's And Eights
Altra stable eccezionale nel suo primo periodo, ma al contrario della MEM, un vero e proprio disastro nella sua seconda parte di vita.
Membri che venivano sconfitti settimana dopo settimana e soprattutto senza uno starpower davvero interessante.
Il vero apice però fu quello di Lockdown 2013, ancora oggi il PPV con più incassi della storia della compagnia, dove Bully Ray venne svelato come il leader della stable. Seppur prevedibile, fu un segmento bellissimo ancora oggi vivo nella memoria di molti.

#2 – 4 gennaio 2010, l'arrivo di Hulk Hogan, Eric Bischoff e Ric Flair
La puntata settimanale di Impact più importante di sempre con i debutti della principale icona del mondo del wrestling, Hulk Hogan, uno dei migliori General Manager e dirigenti della storia, Eric Bishoff e, di sicuro, il miglior wrestler di sempre, Ric Flair.
Fu l'inizio che portò a molte cose buone, ma al doppio delle cose brutte che rovinarono la compagnia anche a causa dei fondi mal gestiti e dell'incompetenza totale di Dixie Carter, perosna incapace di gestire un azienda che era arrivata al punto di mettere sotto contratto l'elemento principale, quello più importante di tutti, “The Hulkster”.

#1 – 10/10/10, They're Here!
Posso citare tanti altri momenti, in effetti una classifica con una esclusiva Top 10 non basta, ma quello che per me è il miglior momento della storia di Impact è l'edizione 2010 di Bound For Glory. Tanti bei match e un hype praticamente indescrivibile dovuto ai promo di Abyss e a quei LORO che stanno arrivando, ma che non sappiamo chi siano davvero.
Il main event poi regalò scintille, Mr. Anderson vs Jeff Hardy vs Kurt Angle valido per il TNA World Heavyweight Championship, la storia fatta storia grazie al finale che decretò la vittoria di Jeff e la nascita ufficiale degli Immortals capitanati da Hulk Hogan. LORO erano arrivati!
Peccato che tutto il resto non andò come sarebbe dovuto andare, la vecchia TNA aveva un potenziale talmente tale da poter far paura a chiunque, anche ad una neonata come la AEW.

Anche per questo editoriale è tutto, un saluto da parte del sottoscritto e appuntamento tra due settimane con un nuovo numero dell'Impact Planet.




Tutte le news sul tuo account Facebook con un LIKE! CLICCA QUI
Segui Tuttowrestling.Com sulla nostra pagina Twitter: @Tuttowrestling


   

Questo sito non è in alcun modo affiliato con alcuna organizzazione professionistica.
I nomi dei programmi, dei lottatori e dei marchi WWE e TNA sono proprietà delle rispettive federazioni.
Copyright © 2018 - Tuttowrestling.Com - P. IVA n° 08331011000

Cambia le Impostazioni Privacy

TUTTOWRESTLING HOMEPAGE