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NATURAL SELECTION   
by Fabio Cesarano
 


Bentornati sulle pagine di Natural Selection, l’editoriale che prende in analisi la divisione femminile della WWE. Non indugiamo in ulteriori prefazioni e tuffiamoci subito nell’universo femminile di Stamford.





L’ultimo evento in Pay Per View dell’anno, TLC, è ormai diventato cibo per statistiche, tuttavia una delle regine dei due roster ha dovuto abdicare. Infatti se Raw vede ancora in cima Ronda Rousey, in quel di Smackdown Becky Lynch ha ceduto il titolo ad Asuka, dopo un entusiasmante TLC match che ha visto coinvolta anche Charlotte Flair. Tuttavia, nonostante la sconfitta della wrestler irlandese, Ronda Rousey e Becky Lynch continuano a catalizzare l’interesse verso la divisione femminile. Le due performer, seppure accomunate da alcune similitudini, non potrebbero essere più diverse, ed a ben pensarci sembrano essere lo specchio fedele del brand che rappresentano.

Non è un mistero che, fra i due roster principali, Raw ha sempre rappresentato lo show più legato al concetto di sport spettacolo, mentre Smackdown ha tradizionalmente un’impronta maggiormente incentrata sul lottato. Ovviamente bisogna sempre tener conto che la federazione propone un prodotto di entertainment e quindi la mia ultima affermazione su Smackdown va considerata con le dovute cautele, e comunque presa in confronto con lo show del lunedì sera.

Sulla base di questa analisi preliminare sembra sensato dire che Ronda Rousey rappresenta una campionessa mediatica per uno show, come Raw, che necessita di una cassa di risonanza maggiore rispetto a tutte le altre produzioni della WWE. Non bisogna dimenticare che la Rousey era già una superstar di livello internazionale, grazie alle fruttuose esperienze in diversi sport da combattimento che hanno contribuito a farla conoscere in tutto il mondo. Quando la federazione è riuscita a far firmare un contratto alla Rousey non si è assicurata soltanto la presenza nei propri show di una formidabile lottatrice, ma ha ingaggiato un notissimo personaggio pubblico che ha creato un tam tam mediatico tale da far entrare il nome della WWE anche nelle case di coloro che non hanno familiarità con il wrestling. I principali organi di stampa sportivi americani hanno largamente pubblicizzato la notizia e, per un periodo, il wrestling ha ridotto il gap di credibilità che i detrattori imputano alla disciplina rispetto a sport maggiormente considerati.

Una volta assegnata al roster di Raw, Ronda non ha dovuto fare alcun tipo di gavetta ed è subito stata coinvolta in una storyline con gente del calibro di Kurt Angle, Stephanie McMahon e Triple H. Questa feud ha fatto in modo che il suo primo match fosse disputato addirittura in una cornice come Wrestlemania, sebbene la lottatrice non avesse mai sostenuto un match di wrestling in tutta la sua carriera. Nonostante un moveset molto ridotto, costituito essenzialmente da mosse provenienti dalle sue precedenti esperienze sportive, ed una mimica facciale quantomeno acerba, Ronda Rousey, in coppia con Angle, ha letteralmente demolito la resistenza della McMahon e di Triple H, concedendosi il lusso di eseguire perfino alcune tecniche ai danni del veterano Hunter. Dopo la vittoria di Wrestlemania l’ascesa di Ronda non ha conosciuto nessun ostacolo, venendo coinvolta fin da subito nelle rivalità titolate, fino alla conquista del titolo massimo di Raw, ottenuto dopo aver letteralmente devastato l’allora campionessa Alexa Bliss. La voglia della WWE di presentarci una Rousey imbattibile ha prevalso su ogni tipo di logica o costruzione, soprattutto considerando che la Bliss aveva lungamente dominato la divisione femminile dello show rosso. La totale umiliazione di Alexa, sicuramente ricorderete la fase del match titolato che vede la Rousey seduta al centro del ring dare volontariamente le spalle alla campionessa, ha finito per ridimensionare l’intero roster femminile del lunedì sera che aveva visto un lungo dominio dell’attuale general manager della divisione femminile di Raw.




La crescita in ring della nuova campionessa, nonostante il notevole numero di vittorie, non è sembrata particolarmente veloce, sebbene Ronda abbia cominciato fin da subito ad allenarsi con grande intensità e professionalità. Alcune lacune potevano essere notate anche nei segmenti non lottati, dove finiva per avere un’espressione innaturale e quasi imbronciata. Ronda, come già detto, ha però lavorato molto seriamente aggiungendo nuove manovre al suo arsenale, rendendolo più consono ad una wrestler. Dopo la conquista della cintura Ronda ha vinto abbastanza facilmente una feud con le gemelle Bella, in particolare con Nikki, per poi incontrare le sue prime vere difficoltà nel suo percorso nel mondo del wrestling, grazie al confronto con i pezzi da novanta di Smackdown come Becky Lynch e Charlotte Flair. Probabilmente la federazione sta cercando di rendere meno dominante la Rousey per evitare che sia pervasa da una fastidiosa aura di imbattibilità, ma la wrestler californiana, ad oggi, non sembra ancora avere una rivale che possa impensierirla per quanto riguarda il dominio di Raw.

Completamente diversa è invece la corsa all’oro di Becky Lynch in quel di Smackdown. La lottatrice irlandese ha vissuto tutte le fasi della gavetta, partendo dal territorio di sviluppo di NXT, fino ad arrivare nel main roster in occasione della storyline della rivoluzione femminile voluta da Stephanie McMahon. La wrestler celtica, grazie ad un indubbio connubio fra abilità tecniche e presenza scenica, è riuscita a conquistare subito il massimo alloro dello show blu, diventando la prima campionessa femminile della neonata cintura del brand, affermandosi come una delle lottatrici più interessanti del panorama WWE. Purtroppo, anche a causa di un infortunio, il regno dell’irlandese è terminato pochi mesi dopo la conquista del titolo, quando Alexa Bliss è riuscita a sconfiggerla in un tables match. Da quel momento in poi, nonostante alcune vittorie di prestigio, Becky ha cominciato a perdere progressivamente presa sulla dirigenza della WWE, vendendo coinvolta in rivalità minori. Di sicuro, nonostante l’innegabile abilità sul ring, il personaggio non riusciva più a convincere i booker. Tra le varie cause del declassamento pare che abbia giocato un ruolo chiave perfino il forte accento irlandese della lottatrice, che finiva per rendere i suoi segmenti al microfono poco consoni agli standard della federazione.

Nonostante il calo di considerazione da parte degli addetti ai lavori, la Lynch restava uno dei membri del roster femminile più acclamato dal pubblico. L’irlandese veniva sostenuta ad ogni sua apparizione, anche se inserita in incontri poco importanti o combattuti contro avversarie di scarsa rilevanza. Questa spiccata preferenza da parte del pubblico ha fatto in modo che, seppur lentamente, la lottatrice rientrasse nel giro titolato fino al turn heel nei confronti di Charlotte Flair, che ha completamente rivitalizzato l’esperienza di Becky nello show del martedì. Da quel momento la Lynch è divenuta un vero e proprio idolo del pubblico di Smackdown, nonostante l’allineamento nelle schiere degli heel, sovrastando nel tifo la top face Charlotte Flair, fino a sottrarle la cintura. La successiva rivalità fra le due si è sviluppata in un clima quasi surreale, infatti nonostante i tentativi della Lynch di rendersi odiosa, così come da copione, lo smaliziato pubblico di Smackdown ha continuato a preferirla di gran lunga alla sua sfidante. La qualità delle due lottatrici, ravvisabile soprattutto nello scontro tenutosi a Evolution, ha sicuramente reso la feud fra Becky Lynch e Charlotte Flair come uno dei momenti più importanti dell’attuale rivoluzione femminile.

La nuova Becky non conosce ostacoli, infatti, comincia a riferirsi a se stessa con l’appellativo di “The Man”, come per sottolineare la sua totale posizione di supremazia. Questo domino travalica l’idea del possesso della cintura, l’irlandese viene proposta come la vera e propria padrona della divisione femminile a prescindere dal titolo o da ogni altro tipo di riconoscimento. Una sicurezza nei propri mezzi che la porta perfino a guidare l’invasione del roster di Raw attaccando subito la capobranco Ronda Rousey, per poi guidare le proprie compagne a fare piazza pulita delle altre lottatrici del brand rivale. Il suo allineamento le permette di sfogare tutta la sua aggressività senza alcuna limitazione, infatti, gli attacchi portati all’altra campionessa sono scorretti e selvaggi, e la Rousey viene annichilita a suon di sediate nel bel mezzo del ring del suo show. Poco importa che durante questo segmento un colpo goffo di Nia Jax, che non le permetterà di affrontare Ronda in un match a Survivor Series, la infortuni in maniera molto visibile. Anzi l’immagine di Becky Lynch, con il volto segnato dall’infortunio, che brandisce una sedia dopo l’attacco al brand nemico consacra ulteriormente la nuova immagine che la federazione vuole dare dell’irlandese.

Dopo aver analizzato le diverse strade che hanno portato le wrestler alla conquista della cintura si potrebbe ipotizzare che Becky Lynch sia divenuta campionessa quasi per acclamazione popolare, mentre Ronda Rousey sia stata scelta, anche, per una precisa scelta di marketing. Tale decisione punta a mettere sul gradino più alto della divisione femminile dello show rosso un personaggio che riesce a coniugare la bravura sul ring con un grosso ritorno di immagine. Se da una parte è comprensibile che la federazione scelga di affidarsi ad una lottatrice che genera introiti e punta a rendere più visibile la stessa WWE, non bisogna sottovalutare la popolarità che deriva da una precisa presa di posizione da parte dei fan. Questi, ignorando ogni aspetto aziendalistico, scelgono in completa autonomia chi sostenere e chi affossare, nonostante la federazione cerchi di guidare le reazioni nei confronti degli atleti a proprio piacimento. A supporto di questa tesi si potrebbe pensare al netto schieramento nei confronti della Lynch, in occasione della rivalità interbrand di Survivor Series, nel match che l’avrebbe contrapposta proprio alla più mediatica campionessa di Raw. La scelta del pubblico era talmente chiara che quando Becky non ha potuto prendere parte al match, venendo sostituita da Charlotte Flair, i cori erano tutti per la lottatrice infortunata, nonostante sul ring ci fossero due performer di ottimo livello come la Flair e la stessa Rousey.




Nonostante l’appartenenza a due brand diversi, la federazione non vuole che la tensione fra le due conosca cali. TLC ha visto consumarsi la vendetta di Ronda nei confronti di Becky, ed in misura minore anche di Charlotte Flair, risultando decisiva per la perdita del titolo della sua rivale. Tale scelta sottolinea la volontà della WWE di creare una feud a distanza che metta in risalto non solo le qualità atletiche delle due contendenti, ma anche la componente mentale e strategica. La sfida tra le due è solo rimandata, ed il match probabilmente avverrà in un palcoscenico importante come Wrestlemania. A prescindere dalla volontà di supportare o meno la crescita della divisione femminile, un match fra Ronda e Becky rappresenta un’occasione di guadagno troppo ghiotta per non essere sfruttata da una compagnia giustamente attenta al fatturato come la WWE. Sarà da vedere se le lottatrici arriveranno all’appuntamento con le rispettive cinture alla vita, ma personalmente non credo che questa rivalità abbia bisogno di un titolo in palio per essere considerata come una delle più importanti dell’intera programmazione della federazione.

Anche per questo mese è tutto, vi auguro di trascorrere delle serene feste natalizie e vi aspetto per il prossimo appuntamento con Natural Selection, qui su Tuttowrestling.

PS: in data 17 Dicembre 2018, la Gazzetta Dello Sport, più precisamente su Gazzetta TV, ha pubblicato un video che mostra alcune fasi salienti del Triple Threat valido per il titolo femminile di Smackdown. L’immagine subito visibile, prima che il video parta, mostra il fotogramma in cui il seno di Charlotte Flair è adagiato sul volto di Asuka, dopo che questa ha subito una violenta spear. Personalmente trovo che tale immagine, al di fuori del proprio contesto, rischi di mortificare l’immagine del wrestling, in particolare della divisione femminile. Asuka e Charlotte Flair sono due delle migliori performer su scala mondiale, e non mi pare corretto che balzino all’attenzione di una così importante testata giornalistica per quel fotogramma. Si parla tanto di rispetto per le donne e di parità di genere, ma i buoni propositi sono spesso sacrificati per un pugno di visualizzazioni in più.




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by ministrico84 @21/12/2018 17:12:25

Bravissimo, gran bell editoriale, sono d'accordo praticamente su tutto quello che hai scritto. Certi staffer del sito borioni e strafottenti dovrebbero prendere esempio da un articolo scritto così. Ancora complimenti

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