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NATURAL SELECTION   
by Fabio Cesarano
 


Bentornati cari lettori ad una nuova edizione di Natural Selection, l’appuntamento mensile con l’analisi della divisione femminile della WWE.





Oramai è quasi tempo di Wrestlemania, ma prima di poterci dedicare allo show più importante dell’anno occorre analizzare i due appuntamenti in PPV che hanno preceduto il più grande show di casa Stamford, Elimination Chamber e Fastlane.

Anzitutto mi sembra corretto spezzare una lancia a favore dei due eventi che precedono Wrestlemania, che vengono spesso descritti come superflui e di transizione, dal momento che, almeno per quanto riguarda la costruzione delle storyline della divisione femminile, sono risultati utili per la tessitura delle trame che porteranno agli incontri del grande show di Aprile.

Elimination Chamber è stato teatro dell’assegnazione dei nuovi titoli tag femminili, in un incontro svoltosi nell’omonima struttura, chi segue questo editoriale sa che ero molto scettico riguardo la scelta delle atlete coinvolte, ma l’incontro ha superato di gran lunga le mie aspettative attestandosi come uno dei migliori incontri dell’intera card. Eppure la probabilità di assistere ad un match scialbo e poco coinvolgente era davvero alta, considerando che le coppie erano formate, per lo più, da atlete poco carismatiche e non particolarmente abili. Inoltre la vittoria della combo Banks-Bayley era praticamente certa prima del suono della campanella, nonostante ci fosse stato qualche intoppo dell’ultimo momento per cercare di inficiare, inutilmente, lo status della coppia che si è laureata vincitrice. L’incontro non ha vissuto mai fasi di stanca, ed ha visto una prova convincente di buona parte delle coppie che hanno preso parta alla sfida. In particolare voglio sottolineare l’ottima prova del duo Mandy Rose-Sonya Deville che ha recitato alla perfezione la parte della coppia outsider, distogliendo l’attenzione del pubblico dai team maggiormente favoriti. Un lavoro che, in misura decisamente minore, hanno fatto anche le Iiconics, sebbene le due australiane non hanno assolutamente sfigurato in un match reso complesso da una stipulazione speciale molto particolare e complessa. Probabilmente gli unici team che si sono limitati al compitino sono stati la Riott Squad e la coppia improvvisata Naomi-Carmella, mentre il duo formato da Nia e Tamina non ha influito particolarmente nell’economia dell’incontro per la scelta di booking di far schiantare la Jax contro una delle postazioni.

Lo stesso evento ha ospitato anche l’incontro valido per il titolo femminile di Raw tra la campionessa Ronda Rousey e Ruby Riott. Anche in questo caso l’esito era praticamente certo, tuttavia in pochi avrebbero scommesso su una vittoria lampo della campionessa. Tale scelta è stata dettata dalla decisione di proporre un lungo angle che ha visto coinvolte la campionessa, Charlotte Flair, già presente a bordo ring ad assistere all’incontro, e Becky Lynch. L’angle è stato ovviamente costruito per far ben figurare la Lynch, ormai designata, da federazione e pubblico, come nuovo standard della divisione femminile. Personalmente credo che la WWE abbia esagerato, in questa occasione, nel proporre una Becky Lynch totalmente dominante, infatti la storyline ci consegna la lottatrice irlandese come gravemente infortunata, dal momento che necessita di una stampella per tenersi in piedi, eppure Becky dopo aver varcato le transenne colpisce ripetutamente un’inerme Charlotte, sotto gli occhi di una Ronda Rousey totalmente immobile, per poi scagliarsi anche contro la campionessa. Tale scelta non solo sembra sminuire le capacità di due atlete di primo ordine come la Flair e la Rousey, ma rende poco credibile anche lo status della lottatrice celtica che riesce a dominare, seppure claudicante, quelle che saranno le sue avversarie in occasione di Wrestlemania. Capisco la necessità di massimizzare la popolarità di Becky, ma in questo modo lo status delle altre due lottatrici coinvolte si abbassa notevolmente, soprattutto quello dell’imbattuta Ronda Rousey, finendo per vanificare tutta una serie di scelte che hanno portato sul tetto della divisione femminile la figlia del Nature Boy e la ex campionessa UFC.

Trovo decisamente più ispirata la costruzione della feud nelle puntate seguenti, quelle fra EC e Fastlane, dove lo strapotere della Lynch è stato frenato in favore delle sue prossime avversarie. Di sicuro la Flair arriva allo scontro quasi da outsider, in virtù di scelte di booking che trovo logiche e coerenti. Anzitutto è l’unica vera heel della contesa, e soprattutto è stata aggiunta alla contesa forzosamente e contro l’opinione dell’universo WWE. Non dobbiamo dimenticare che Charlotte è stata scelta personalmente da Vince McMahon, il più fiero oppositore all’ascesa della Lynch, e quindi testimonia le ingiustizie che la famiglia McMahon perpetua ai danni della lottatrice scelta dal pubblico. Poco importa se l’incontro fra le due a Fastlane abbia di fatto restituito alla Lynch la possibilità di avere la sua chance titolata a Wrestlemania, la Flair, giustamente, viene vista come un’intrusa, una donna che parteciperà all’incontro femminile dell’anno pur senza averne il minimo diritto. Charlotte, che per me è una heel nata, sa bene come sfruttare questo espediente narrativo a suo favore e di conseguenza sta attirando le antipatie del pubblico, facendo leva sulla condizione di essere stata scelta personalmente da un personaggio subdolo come il chairman Vince McMahon.

Decisamente diversa, e per molti versi molto più interessante, è l’evoluzione del personaggio di Ronda Rousey nelle vicende che ci stanno accompagnando a Wrestlemania. Abbiamo già detto altre volte che, fin dal suo arrivo, Ronda ha rivestito i panni della classica face di casa Stamford. Una lottatrice sempre pronta alla competizione, disponibile e sorridente con il pubblico, disposta a subire le scorrettezze delle varie avversarie pur non cadendo mai in tentazione di rifilare qualche colpo proibito e tanti altri stereotipi tipici dei top face della federazione. Una sorta di John Cena in gonnella, rigorosamente scozzese, che con il tempo stava assumendo una connotazione quasi sgradita al grande pubblico, soprattutto in relazione all’enorme popolarità di una lottatrice come Becky Lynch che invece rappresenta un personaggio libero dalla classica dicotomia face-heel. La contrapposizione fra le due, iniziata nel periodo di Survior Series, ha finito per relegare la top face Ronda in un ruolo di secondo piano sia nel cuore degli appassionati, sia nelle gerarchie della federazione. In un primo momento la WWE aveva eletto la Rousey come portabandiera della evoluzione femminile, ma l’investitura di Becky Lynch da parte del WWE Universe ha permesso alla federazione di affidare lo scatto evolutivo definitivo della divisione femminile a due atlete completamente diverse tra di loro per stile di lotta, storia personale e presa sul pubblico. La WWE ha sfruttato una situazione reale per creare un malcontento in storyline di Ronda che, settimana dopo settimana, sembrava avere una presa sempre minore nei confronti degli spettatori che inneggiavano a Becky ogni volta che la campionessa di Raw calcasse il ring per un promo o per un incontro. Tale situazione di disagio si è palesata violentemente in occasione dell’ultimo episodio di Raw prima di Fastlane, dove Ronda, ancora surclassata dal calore del pubblico per Becky, ha voltato le spalle al pubblico dichiarando di non essere più disposta a salire sul ring per intrattenere gli spettatori ingrati come se fosse una scimmietta ballerina, finendo poi per scagliarsi sulla Lynch sotto gli occhi increduli di Charlotte Flair e Stephanie McMahon. Questo angle ci consegna una Ronda Rousey con nuove sfumature, e credo che questa sia una prova di maturità da parte dell’ex fighter UFC. Se fino ad ora Ronda era la top face totalmente dedita al pubblico, la progressiva perdita di consensi l’ha trasformata progressivamente in una lottatrice turbata e gelosa. Tali scelte di booking umanizzano Ronda che, nonostante abbia fatto di tutto per convincere i McMahon a restituire alla lottatrice irlandese la sua opportunità titolata, arriva a lasciare la propria cintura nel bel mezzo del ring come protesta nei confronti della sospensione della vincitrice della rumble femminile, per poi abbandonare la proverbiale correttezza che l’ha caratterizzata fin dal suo arrivo in WWE per scagliarsi prima contro il pubblico e poi contro la sua rivale. Questo segmento, unito alle dichiarazioni della scorsa settimana riguardo il mondo del wrestling e le sue colleghe, è chiaramente il segnale di un turn heel da parte di Ronda, ma in ogni caso la campionessa di Raw, esasperata dalle reazioni negative del pubblico, ha finalmente potuto liberare la sua natura aggressiva contro colei che le ha rubato la ribalta dei riflettori. In ogni caso non credo che la Rousey interpreterà il ruolo in maniera classica, immagino un personaggio aggressivo e senza nessuna remora, e non certamente un heel codardo e rinunciatario, che meglio possa mettere in evidenza il cambio di attitudine e le motivazioni che lo hanno originato.

Se la situazione che gravita attorno al titolo di Raw può godere di un booking ricco e complesso, lo stesso non si può certo dire del titolo di Smackdown. Elimination Chamber non ha ospitato nella sua card alcuna difesa titolata per quanto riguarda lo show del martedì sera, ed a Fastlane la campionessa Asuka è stata coinvolta in una difesa titolata, contro Mandy Rose, che non è stata supportata minimamente da una costruzione, se si eccettua uno schienamento furtivo da parte della sfidante ed un veloce attacco da parte della campionessa nipponica nell’edizione di Smackdown immediatamente precedente a Fastlane. Il motivo del disinteresse nei confronti del titolo femminile dello show blu credo sia da attribuire alla scarsità di avversarie da contrapporre alla campionessa in carica. Il coinvolgimento di Charlotte Flair e Becky Lynch, che fanno ancora parte del roster di SD, nei piani di Raw ha privato Smackdown delle sue atlete migliori, e purtroppo la federazione non ha saputo approfittare della situazione per innalzare lo status di qualcuna delle atlete restanti, in parte anche per la non eccelsa qualità delle stesse, ed ha quindi scelto di congelare la situazione attorno all’alloro femminile dello show blu. Una scelta che sembra completamente errata, specie in un periodo di grande attenzione per il wrestling femminile, che rappresenta un attestato di sfiducia nei confronti delle componenti del roster femminile di Smackdown e per la stessa Asuka, che si ritrova a difendere una cintura quasi senza valore. Pare che in occasione di Wrestlemania la campionessa giapponese dovrebbe essere contrapposta a Lacey Evans, e vista la pochezza delle altre atlete questa scelta potrebbe rivelarsi interessante. Ovviamente la lottatrice appena promossa da NXT deve necessariamente essere costruita a dovere, dal momento che per ora si è limitata a fare delle enigmatiche passerelle, in modo da essere ritenuta degna di sfidare Asuka. La Evans rappresenta sicuramente un volto nuovo per il grande pubblico, e ritengo che abbia le capacità ed il carisma per poter essere maggiormente considerata rispetto alle varie Naomi e Mandy Rose. Anche fisicamente rispetta maggiormente i canoni tanto cari a casa Stamford ed inoltre la gimmick della lady snob, se non ridotta ad una macchietta, potrebbe contribuire a creare un heat importante da parte del pubblico.

Fastlane, sebbene in misura nettamente minore rispetto ad Elimination Chamber, ha comunque rappresentato un ulteriore tassello nella costruzione delle storyline in vista di Wrestlemania. Ovviamente nessuno pensava che l’evento in PPV di Marzo avrebbe stravolto la situazione della divisione femminile, ma alcuni incontri, in particolare quello fra Charlotte e Becky, sembravano utili in funzione di una più concreta costruzione delle vicende in ottica dell’appuntamento clou del calendario di Stamford.

La prima difesa titolata delle cinture di coppia femminili non poteva che arridere alle attuali campionesse. La WWE ha puntato molto sull’intesa fra Sasha e Bayley, rallentando notevolmente l’ascesa delle carriere singole delle due, e quindi sembrava chiaro che le due face non avrebbero perso le cinture alla prima occasione utile. Inoltre la combo Nia Jax-Tamina non mi sembra in grado di poter dare prestigio ad un titolo appena creato, e che quindi necessità di un’importante esposizione mediatica. Sarà interessante capire chi verrà contrapposto alla Boss and Hug Connection in occasione di Wrestlemania, ma dal momento che i titoli tag non sono esclusivi di un solo roster sicuramente la federazione potrà scegliere le sfidanti della Banks e di Bayley fra un’ampia rosa di candidate, magari anche provenienti da NXT, non dovendosi limitare alle sole atlete che compongono il roster femminile dello show rosso. Un possibile indizio potrebbe essere rappresentato dal finale del match di Fastlane, dove Tamina, dopo la conclusione del match, ha scatenato una rissa con la leggenda Beth Phoenix. Tale angle ha coinvolto anche Nia Jax e Natalya, accorsa in aiuto dell’amica Beth, nei prossimi episodi capiremo se tale angle porterà ad un feud fra le atlete appena citate, oppure finirà per interessare anche le attuali campionesse.

Anche il già citato incontro fra Asuka e Mandy Rose non poteva rappresentare una sorpresa per l’universo WWE. Abbiamo già detto di come l’attuale divisione femminile di Smackdown sia piuttosto lacunosa, e quindi privare la lottatrice asiatica del titolo femminile dello show blu avrebbe soltanto contribuito a sminuire ulteriormente la cintura attualmente alla vita della principessa del domani. L’intervento maldestro di Sonya Deville, che in parte ha causato la sconfitta della sua alleata, potrebbe essere l’unica conseguenza scaturita dalla difesa titolata dello show blu, ma non credo che un eventuale feud fra le due amiche possa risollevare più di tanto la divisione femminile dello show del martedì. Spero vivamente che lo shake-up successivo a Wrestlemania possa riequilibrare la situazione, soprattutto se Becky e Charlotte dovessero passare in pianta stabile in quel di Raw, per evitare che la divisione femminile dello show del martedì debba restare nell’attuale empasse per un periodo ancora lungo.

Di sicuro lo scontro tra la Flair e la Lynch rappresentava il maggiore punto d’interesse dello show per quanto riguarda il roster femminile, non tanto per l’esito, era chiaro che Becky avrebbe trionfato sulla rivale per essere aggiunta all’incontro titolato di Wrestlemania, ma per le modalità attraverso le quali la lottatrice celtica avrebbe conquistato la vittoria. L’ago della bilancia era rappresentato senza dubbio dal coinvolgimento di Ronda Rousey, sarebbe stata determinante per l’affermazione della tanto odiata rivale oppure avrebbe lasciato che le due lottatrici avessero combattuto il loro match. Come era ampiamente preventivabile Ronda ha fatto la sua comparsa nel bel mezzo del match, colpendo lievemente Becky in modo da farle aggiudicare la contesa per squalifica. Mi ha particolarmente convinto questo intervento minimalista da parte della campionessa di Raw, dal momento che immaginavo un booking più complesso per l’inteferenza della Rousey in questo match, Ronda vuole assolutamente misurarsi con la Lynch e per questo motivo ha semplicemente fatto il minimo indispensabile per assicurarsi che quest’ultima vincesse il match e venisse aggiunta all’incontro di Wrestelmania. Uno scenario più ricco credo avrebbe portato ad un eccesso di booking che probabilmente avrebbe reso più debole il recente turn della campionessa californiana. Inoltre ho apprezzato che dopo la conclusione del match le tre non abbiano avuto alcun contatto, questo ha meglio sottolineato la stato d’animo di ognuna delle tre donne coinvolte nella storyline. Ronda abbandona subito la scena dopo aver ottenuto ciò che voleva, mentre Becky sorride all’angolo, consapevole che difficilmente avrebbe trionfato con il pesante infortunio che le ha attribuito il booking, nello stesso momento Charlotte è totalmente fuori di sé per il gesto sconsiderato di Ronda.

Anche per questo mese Natural Selection finisce qui, vi aspetto il mese prossimo per analizzare quanto succederà a Wrestlemania.




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