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THE OTHER SIDE #58 - FRESH AIR  

by Luigi Quadri
 


FRESH AIR






“My heart is still beating and i’m breathing fresh air for the first time” Jon Moxley




“I made it out of a prison, and it feels good to know that there’s life outside WWE” Dustin Rhodes



Probabilmente riconoscerete queste frasi, oppure no, non importa, questo numero dell’Other Side verterà su un unico fattore che può accomunare queste settimane: aria fresca. Ho riportato queste dichiarazioni proprio per quello, già alcuni miei colleghi negli scorsi editoriali hanno accennato l’argomento, ma io proverò ad andare più a fondo sul come mai, quasi ogni singolo atleta che esca dalla WWE sembra che sia uscito da una prigione e ad un tratto è la persona più felice della terra.

Il fatto che siano stati Ambrose e Goldust a fare discorsi molto simili e ciò che mi ha colpito maggiormente, in particolar modo il paragone fatto dall’ex Goldust è quanto mai calzante per descrivere la situazione: la WWE è una prigione con le sbarre dorate, dove sei trattato benissimo ma ogni tua libertà ti viene tolta. Per anni l’asfissiante pressione frutto di una mentalità monopolistica ha permesso alla WWE di dominare il mercato riuscendocnell'ultimo periodo ad estendere la sua influenza anche nel territorio indipendente. Tuttavia questa mentalità pare si stia trasformando in un’arma a doppio taglio.

Ambrose/Moxley è l’uomo del momento: i suoi podcast con Jericho e Wade Keller sono tra i più ascoltati ultimamente. Credo non a caso nel video in cui Ambrose annunciava il suo ritorno sulla scena indipendente viene mostrato lui fuggire da una prigione. Simbolismo non certo casuale, specie se a farlo è un lottatore che in WWE qualcosa l’ha pur sempre ottenuta. Quindi la domanda sorge di conseguenza … se la WWE è una prigione perché non c’è un esodo di massa? Non ci sarà un esodo ma notizie di gente particolarmente scontenta del proprio trattamento si rincorrono da settimane ma le varie situazioni sono da prendere in maniera soggettiva. Seppure una prigione la WWE offre ampie garanzie economiche che un Kevin Owens o un Aj Styles entrambi con famiglia preferiscono avere per certe piuttosto che gettarsi in un avventura verso l’incognito. I palchi che offre sono da sogno per ogni wrestler e il rischio di essere etichettato come "colui che nel big stage ha fallito" è comunque alta per chi viene rilasciato.




E’ comprensibile, ma in tutta questa magnificenza c’è il rovescio della medaglia: la perdita di ogni forma di libertà creativa. E se qualcuno può convivere con ciò, Dean Ambrose non ce l’ha fatta ed è sotto gli occhi di tutti quanto la WWE si sia ingegnata per far restare il Lunatic nei loro ranghi. Ed è ancora più deprimente mettere a confronto gli ultimi anni di carriera in WWE di Dean con i suoi primi giorni da lottatore indipendente. Da una parte abbiamo punture e maschere antigas, dall’altra abbiamo promo uno più bello dell’altro, un debutto emozionante a Double or Nothing e in NJPW con tanto di vittoria titolata con un tale che in WWE ci era già passato: Juice Robinson. Oltre a questo Moxley ha annunciato che prenderà parte al G1 Climax, ha un incontro fissato con Omega ad All Out e un con Janela a Fyter Fest. Per citare Dustin di nuovo: c’è vita al di fuori della WWE.

Vitalità che Moxley ha ripreso immediatamente sin dalle sue prime uscite: convinto, determinato, crede in quello che dice ed è dedito sul ring a mettere in scena il miglior incontro possibile. Sembra un’altra persona rispetto a ciò che si vedeva appena qualche mese fa. Volete un altro esempio? Su Twitter è visibile una comparazione tra l’entrata di EC3 ad NXT e a Main Event. Ciò che si vede a Main Event è sconcertante, non si tratta di farsi piacere EC3 o meno ma è chiaro dalle movenze di Ethan che la motivazione non è rimasta la stessa. E’ da biasimare? Non sarà un fenomeno, ma ad Impact si era fatto un nome ed un suo contributo effettivo lo ha dato sentendosi valorizzato. Come può sentirsi un’atleta importante se viene strappato dopo soli pochi mesi di permanenza ad NXT dove appariva con regolarità per essere messo a marcire a Main Event senza una direzione perché nei main show di spazio non ce n’è?

Vi ricordate di Juice Robinson? L’ex CJ Parker di NXT? Lui il main roster non l’ha nemmeno visto eppure andando in NJPW si è ritagliato il proprio spazio mostrandosi capace di mettere in scena contese piacevoli, ultima per ordine proprio quella con Moxley. Gli esempi che vi posso fare sono ancora numerosi: la WWE voleva controllare Chris Jericho ma Y2J ha risposto picche a Vince McMahon preferendo la possibilità di potersi gestire a proprio piacimento in qualunque federazione lui decida di andare. A Dominion abbiamo visto Y2J scontrarsi con il Rainmaker, magari qualcuno storcerà il naso nel vedere un Jericho non più in formissima ma rispetto ad uno scandaloso Goldberg-Undertaker, Chris ha fatto il suo con Okada riuscendo a creare una contesa sicuramente migliore da guardare dell’intero SuperShowdown. Una risata, il post match l’ha strappa anche visto che ci anticipa un possibile Jericho-Tanahashi per il futuro. La NJPW ha un dream match da pubblicizzare, dall’altro canto Jericho si mantiene motivato ed allenato continuando ad imperversare in Giappone col suo nuovo personaggio del Painmaker. E’ uno scenario in cui tutti vincono.

Con SuperShowdown chi è che vince? Forse la WWE che guadagna un sacco di petroldollari ma siamo sicuri che ci sia da essere felici visto la figura fatta da Taker e Goldberg? Il becchino non era felice di certo. Lo stesso Goldust ha avuto la sua vittoria personale a Double or Nothing riuscendo finalmente ad avere il match col fratello che gli è stato negato per anni a Wrestlemania e senza se e senza ma è stato un momento storico in cui tutto il pubblico è stato trascinato all’interno della contesa da due che, passatemi il termine, sono stati scartati dalla WWE. Cody lo si ama, o lo si odia, ma la mente che sta dimostrando di avere per il business merita il giusto apprezzamento. Senza di lui la AEW non esisterebbe, senza di lui non avremmo visto e adorato lo scontro tra i fratelli Rhodes.

Perché un Will Ospreay, in autentico stato di grazia dovrebbe andare in WWE al momento? Il britannico per molti versi ricorda Ricochet per stile di combattimento, ma dopo una parentesi più che positiva ad NXT, il One and Only naviga a vista a RAW, mentre Will è letteralmente l’uomo in più della NJPW in questo momento autore di due match straordinari nel giro di poco con Shingo Takagi e con Dragon Lee a Dominion. Lo stesso Will ha annunciato che, a meno di collaborazioni, non è interessato alla WWE o alla AEW ma vuole dedicarsi anima e corpo alla NJPW tanto da essere intenzionato a trasferirsi in Giappone.

In tutto ciò emerge un fattore sempre più evidente: la WWE potrà anche saccheggiare il mercato ma è evidente che non si sta dimostrando in grado di gestire l’immenso patrimonio di cui dispone, non perché non ne abbia le capacità, ma perché in questo momento non dispone dei mezzi per farlo in maniera oculata. La WWE per anni è stata maestra a gettarci fumo negli occhi imponendoci in maniera “silenziosa” i suoi dogmi sia per quanto riguarda il tipo di wrestling da seguire, sia l’opinione da avere sugli atleti. Ora come non mai, c’è una ventata di aria fresca al di fuori delle mura di Stamford che rischia seriamente di allettare numerosi incarcerati nelle sbarre di RAW e Smackdown.

E la libertà può essere la più grande arma della WWE per risollevarsi oppure la sua più grande rovina. Quando Moxley afferma che non c’è nessun conoscitore del proprio personaggio meglio del wrestler stesso non sbaglia. L’AEW e la NJPW per il momento hanno saputo gestire i propri atleti, fintanto che la WWE continuerà a soffocare i suoi, ci saranno maggiori evasioni dal carcere di Stamford e ciò non può che andare a nostro vantaggio: il wrestling può essere intrattenimento ne stiamo avendo la prova, 39 minuti di lottato su 3 ore di intrattenimento … mi dispiace … non è wrestling.

Termina qui questo numero dell’Other Side, spero che la lettura sia stata di vostro gradimento. A presto da Captain Phenomenal 1.




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