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WWE PLANET #852  

by Daniele La Spina
 


Quando un’intera settimana di show può essere oscurata da 1 minuto e 15 secondi di video su YouTube forse non hai fatto un buon lavoro. Ma, se è pure vero che invece qualcosa si è salvato, come NXT, è anche vero che se quei 75 secondi contengono CM Punk allora forse siamo di fronte all’eccezione che conferma la regola.





Inutile girarci attorno: CM Punk che riappare in uno show legato alla WWE è la notizia della settimana, per non dire di più. Da martedì sera ha praticamente oscurato il resto e è cominciato il festival delle illazioni. È chiaro a tutti – ripeterlo è quasi inutile – che il contratto è con FOX e che farà l’opinionista a WWE Backstage. Ma senza perderci in precisazioni da scontro su Facebook, il suo “ritorno” sposta e parecchio. Che il suo impiego si limiti a FoxSports 1 oppure no, l’impatto è grande: sia a livello mediatico in questi giorni, sia in futuro. Ne guadagnerà il Network che inevitabilmente avrà ascolti maggiori sullo show e di riflesso su SmackDown, accrescendo l’interesse di appassionati ma anche di non appassionati, che FOX ha puntato e pugolato fin dall’inizio. Per quanto riguarda la WWE è, se vogliamo essere cinici, il solito cadere in piedi. Una win-win situation in cui se Punk volesse mai tornare a lottare, chiaramente la porta sarebbe aperta e il roster ora è letteralmente zeppo di lottatori per fare anche solo un eventuale dream match (cosa che, di riflesso, è sicuramente anche merito di Punk stesso); in caso contrario la WWE otterrà che Punk lavori comunque ad uno show con il logo della compagnia ma soprattutto che non migri verso altri lidi in preda alla nostalgia. A Starrcast la pista AEW si era raffreddata ma il solo pensiero di vedere il Second City Saint alla corte di Cody Rhodes deve aver spaventato non poco Stamford; così, in entrambi i casi, la WWE ci guadagna. Il tutto senza contare che dal suo ritorno sono cominciate le speculazioni e le congetture, cosa che mantiene vivo l’interesse verso il prodotto, mettendo un po’ tutti costantemente sul chi vive, in una condizione che potrebbe anche durare tanto quanto la permanenza di Punk al tavolo di Backstage. Le motivazioni per FOX e WWE possono essere lapalissiane, più intrigante è capire cosa ci sia da parte di Punk.

La sorpresa c’è stata eccome e le dimostrazioni sono da ritrovare nelle reazioni di chi stava guardando lo show in diretta. Oppure sui 3,4 milioni di visualizzazioni sul solo YouTube nel giro di 24 ore dalla pubblicazione. O ancora su internet, praticamente ovunque dopo la sua apparizione. L’unica cosa a non stupire è il momento. Da tempo Punk aveva riavvicinato il wrestling, parlandone sempre di più e con maggiore serenità. A più di un anno dal termine delle varie vicissitudini legali con la WWE, CM Punk stava e si stava perdonando il tradimento reciproco che c’è stato con il mondo a cui appartiene. In un lungo processo di pacificazione, dal podcast con Colt Cabana in poi, Punk ha dovuto come noi metabolizzare ciò che è successo, provando altre strade e stando lontano, per tornare “a casa” senza rimpianti e senza rimorsi. Senza contare che il processo di riavvicinamento delle parti è molto simile a quello di tanti altri nel passato e che in WWE abbiamo visto rimarginarsi ferite ben peggiori: da Bret Hart a Goldberg, passando per Sting, Ultimate Warrior ed Hulk Hogan. Tutto può succedere e il tempo guarisce ogni cosa – giusto per chiudere con le frasi fatte ma per una volta azzeccate –, la WWE è uno dei migliori esempi di ciò, a maggior ragione se succede senza ipocrisie e dopo processi di distensione. Lascerei democraticamente fuori dalla discussione tutti quelli che sono convinti che a convincere il wrestler di Chicago a tornare sia stato un bel malloppo di soldi da parte di FOX. Indubbiamente si farà ben pagare, ma è altrettanto fuor di dubbio che l’assegno vada a rimpolpare un conto in banca per nulla esiguo: se il vostro ragionamento parte o finisce qui, allora la vostra opinione povera di contenuti non ci serve.




Tutti ci chiediamo se succederà. La più alta probabilità è che se un ritorno vero sarà, il tutto dipenda da Phil Brooks. Solo Punk può decidere di tornare nel vero senso della cosa. Sicuramente le condizioni sono più agevoli che mai: nel 2014, quando si allontanò, la WWE era ancorata a concetti di wrestling superati e che con Punk per primo, insieme a Daniel Bryan subito dopo, cominciarono a essere rivoluzionati. La WWE del 2019, nonostante i parecchi ingranaggi da registrare, è molto più vicina a ciò che Punk ha sempre pensato del wrestling, al suo stile e come detto, di atleti con cui sognare un dream match (e che si metterebbero in coda volentieri), ce n’è ora a bizzeffe. Il tutto in un ambiente qualitativamente di alto livello ma con meno esigenze tecnico-fisiche rispetto alla AEW, altra ammissione che lo stesso Punk ha esternato di recente. A 41 anni il tempo non sarebbe tanto ma gli impieghi possibili invece sì: Punk potrebbe tornare per dare un’ulteriore mano a NXT oppure come part-timer o ancora in vesti alternative che gli permetterebbero di salire sul ring solo ogni tanto: anche per questo se ne parla da una settimana, la possibilità sono virtualmente infinite e tutte allettanti, potrebbe avvenire nel week-end di Survivor Series (che è a Chicago ma io non lo ho mai detto), a WrestleMania, alla Rumble oppure tra due anni. Sia per momento di ritorno che per modo, oltre che per il fatto di essere CM Punk, in mano ci sono letteralmente tutte le carte: un lusso per pochi ma trai quali c’è inevitabilmente lui. Sto dicendo che tornerà? No. Non ne ho idea e come dimostrano i Planet pre-PPV non sono neanche bravo con le previsioni. Tuttavia, prendendo in prestito una citazione di Lorenzo Pierleoni nella discussione interna allo staff di TW, sottoscrivo che se prima le possibilità di un suo ritorno su un ring WWE erano dello 0,01%, adesso siamo intorno al 10%.

Detto ciò davvero non capisco cosa ci sia da chiedersi: si può non essere felici del suo ritorno? Al di fuori dell’accanimento da social, davvero no. Per quanto sia un personaggio storicamente divisivo, il ritorno di una delle personalità più importanti del wrestling non può essere trattato con capricci. Al di là di preferenze personali e simpatie, che CM Punk torni in qualche modo nell’equazione wrestling è la dimostrazione inoppugnabile che il wrestling sta attraversando un momento di salute quasi storico, di nuovo grazie a quella famosa concorrenza. E per l’ennesima volta, se si mettono da parte le sciocchezze, quelli che ci possono guadagnare più di tutti siamo noi appassionati.




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