The Hart Foundation

HART FOUNDATION HISTORY


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PRIMA PARTE: LA NASCITA DELLA HART FOUNDATION

TUTTO INIZIO' NEL LONTANO 1985......

Bret "The Hitman" Hart e Jim "The Anvil" Neidhart sono stati gli originali The Hart Foundation lanciati dalla WWF/E. Era il 1985 quando misero piede per la prima volta a Stamford. Bret era reduce da due ottime esperienze effettuate tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80: la Calgary Stampede, gestita dal padre Stu Hart, ex wrestler e promoter, ed il Giappone; in entrambe le federazioni ha fatto suoi diversi titoli, sia come singolo che in tag. Jim invece ha iniziato, ed anche con successo, come giocatore di football americano NFL, militando in squadre come i Dallas Cowboys e gli Oakland Raiders; in seguito decide d'intraprendere una nuova carriera, quella del wrestler, muovendo anche lui i suoi primi passi nella Calgary Stampede, dove ha conosciuto Bret e legato con tutti gli altri membri della famiglia Hart (lui e Bret diventeranno cognati nel momento in cui Jim sposerà Elizabeth, figlia del patriarca Stu Hart), dopodiché ha fatto il giro dei più importanti circuiti americani di wrestling, tra i quali l'NWA mid-south e l'NWA della Florida, ha conquistato diversi titoli prevalentemente nella categoria tag, anche se non sono mancati i successi come singolo, soprattutto nella NWA della Florida. Nell'85 la WWF si stava organizzando nella ricostruzione della categoria tag-team.

I vecchi idoli infatti viaggiavano già sul viale del tramonto ed occorrevano assolutamente forze fresche che sapessero rimpiazzare i "vecchi leoni": ed ecco quindi spuntare, a due alla volta, i bravi ragazzi americani (Barry Windham & Mike Rotundo), i nemici della patria (The Iron Sheik & Nicolaij Volkoff), gli sbruffoni (The Dream Team, Brutus Beefcake, il futuro "The Barber", & Greg "The Hammer" Valentine), i fortissimi inglesi (The British Bulldogs, Dynamite Kid & Davey "Boy" Smith), gli uomini mascherati (The Killer Bees, B.Brian Blair & Jumpin' Jim Brunzell), i giganti (King Kong Bundy & Big John Studd), gli "alterati" (Rowdy Roddie Piper & "Cowboy" Bob Orton), i "belli" (Can-Am Connection, Tom Zenk & Rick Martel), i canadesi in versioni face (The Rougeau Brothers, Jacques & Raymond) e quelli invece in versione heel, appunto The Hart Foundation. Hitman ed Anvil devono il nome del loro team ad un gioco di parole: essendo Hart il cognome del primo e parte del cognome del secondo e giocando sulla parola "heart" (cuore), fu deciso di affibbiare loro il nome "Hart Foundation". In un primo momento loro tenuta di battaglia fu un costume azzurro-nero, che fu poi sostituito da un'altra tenuta nero-rosa, che sarà poi quella tradizionale che indosseranno per tutta la loro carriera.

Vestirsi di rosa e non passare allo stesso tempo per effeminanti fu forse una delle prime difficili battaglie da vincere per Bret e Jim, che però riuscirono nell'impresa. Loro prime vittime The British Bulldogs, Davey "Boy" Smith e "Dinamite Kid" Tom Billington, due vecchie conoscenze di Bret e Jim, avendo lottato anch'essi infatti nella Calgary Stampede (Smith tra parentesi si sposerà con Diana Hart, sorella di Bret). Tom e Davey erano campioni di coppia sin da Wrestlemania II (1986), da quando in pratica sconfissero The Dream Team (Beefcake & Valentine), e per quasi un anno avevano regnato incontrastati nella federazione. E mentre a Wrestlemania II i Bulldogs conquistavano le cinture, Bret e Jim, guidati da un manager allora in ascesa come "The Mouth of the South" Jimmy Hart (guarda caso un omonimo di Bret), facevano il loro debutto nella stessa sera partecipando ad una particolare 20 men battle royal, che coinvolse star del wrestling e stelle del football (come William "The Refrigerator" Perry): prima Jim e poi Bret furono gli ultimi ad uscire, eliminati da Andre The Giant, che si aggiudicò così la vittoria finale. Le strade dei due tag-teams s'incrociano nel momento in cui Bret e Jim cominciano ad attaccare selvaggiamente i Bulldogs nel tentativo di ottenere una title-shot per le cinture di coppia: cosa che avverrà nell'87. Vincono "gli uomini in rosa", non senza però l'aiuto del loro manager Jimmy Hart, che corromperà addirittura l'arbitro, Danny Davis, pur di far vincere l'incontro ai suoi ragazzi.

Gli inglesi pretendono immediatamente una rivincita ed a Wrestlemania III (1987) si assiste ad un six men tag-team match: i Bulldogs e Tito Santana contro Hart Foundation e….Dangerous Danny Davis, squalificato per due anni come arbitro e pronto per la sua nuova carriera di wrestler, proprio al fianco degli uomini che aveva palesemente favorito nel suo ultimo match come referee. Il team degli heel ha partita vinta, sempre però attraverso l'uso di non poche scorrettezze: una sconfitta dalla quale i Bulldogs non riusciranno più a riemergere, prendendosi anche un periodo di riposo dall'attività per colpa di alcuni rispettivi infortuni. Bret e Jim restano campioni di coppia per qualche mese, almeno fino a quando non perderanno le cinture contro i Rougeau Brothers, ai quali però la vittoria sarà revocata per colpa del comportamento scorretto di Raymond Rougeau (che aveva colpito Bret col megafono di Jimmy Hart per poi schienarlo): le cinture tornano quindi alla Hart Foundation. Intanto fa la sua comparsa nella federazione "The Honky Tonk Man" Wayne Ferris, che diverrà quasi subito campione intercontinentale (battendo Ricky "The Dragon" Stemboat due mesi dopo Wrestlemania III), gestito anche lui da Jimmy Hart. E ben presto entrerà a far parte della scuderia di Hart anche Greg "The Hammer" Valentine, che abbandonerà il suo manager Luscious Johnny V. e le competizioni di tag-team per tornare a combattere nella categoria singolo e di nuovo al fianco di Hart, l'uomo che nell'85 portò Greg alla conquista del titolo intercontinentale (contro Tito Santana). Si era quindi formata la cosiddetta "Hart Family", cinque uomini che avevano cementato un vero e proprio patto di ferro. Un esempio fu il match per il titolo intercontinentale (nell'87) tra Honky e "Macho-Man" Randy Savage, già precedentemente possessore del titolo (vinto contro Santana e perso poi a Wrestlemania III contro Stemboat): nel corso del combattimento, Bret e Jim interferiscono permettendo così ad Honky di rimanere campione. La "Hart Family" non fu che un primario tipo di quella che in futuro verrà denominata "stable": il loro esempio fu seguito da molti altri, tant'è vero che s'incominciarono a vedere almeno tre-quattro se non cinque wrestlers guidati tutti da un solo manager (Bobby "The Brain" Heenan, Mr. Fuji e "The doctor of style" Slick i personaggi all'epoca più in voga).

Il gruppo resterà compatto almeno fino al 1988 circa, un anno che cambierà drasticamente la loro carriera. Gli "uomini in rosa" perdono le cinture di tag-team champions contro il team Strike Force (Tito Santana & Rick Martel); Honky verrà invece privato del titolo intercontinentale da Ultimate Warrior (nel ppv Summerslam, il primo in assoluto organizzato dalla WWF); Danny Davis sconterà la sua squalifica e tornerà a fare il mestiere che probabilmente più gli si addiceva, l'arbitro; Jimmy Hart invece mostrerà sempre più interesse verso i Rougeau Brothers, per i quali arriverà addirittura a tradire Bret e Jim dopo circa tre anni di collaborazione. Il turning da heel a face contraddistinguerà molto la carriera della Hart Foundation: acclamati dai fans, nel cuore del pubblico, tra i due è soprattutto Bret ha riscuotere successo come immagine, benvisto com'era dalle ragazzine. La loro gimmick come face assume un gran salto di qualità, tutti cominciano ad appassionarsi alle gesta di Bret e Jim: non che prima fossero poco noti, ma è senz'altro dopo il loro ingresso nelle grazie del pubblico che si sono presi le migliori soddisfazioni. Iniziano un feud coi Rougeau Brothers ed il loro ex manager Jimmy Hart: la vittoria decisiva arriverà alla Royal Rumble '89, la prima per eccellenza organizzata dalla federazione, nel six men tag-team match che li vede opposti, insieme ad Hacksaw Jim Duggan, al trio tutto canadese composto dai fratelli Rougeau e da Dino Bravo, altro neo protetto di Jimmy Hart e noto per il fatto di autoproclamarsi "l'uomo più forte del Canada".

Ma Hart non digerisce la sconfitta e scaglia contro i suoi ex clienti due dei suoi uomini più duri: Honky Tonk Man & Greg Valentine, ex alleati degli "uomini in rosa". Il big match avviene a Wrestlemania V (1989) e sono Bret e Jim ad ottenere la vittoria. Dopo aver fallito l'assalto ai titoli di coppia detenuti dai Brain Busters (Tully Blunchard & Arn Anderson), i due si separano per un po' di tempo, concorrendo così nella categoria singolo, dov'è Bret a ritagliarsi maggior spazio. Torneranno a unire le loro forze nel corso di Wrestlemania VI (1990), dove, nel giro di pochi secondi, si sbarazzano dei Bolshvicks (Nicolaij Volkoff & Boris Zhukov). Ed appena qualche mese dopo riescono a realizzare il loro sogno: tornare ad essere tag-team champions WWF. Nel ppv Summerslam, in un 2 of 3 falls match, sconfiggono infatti i Demolition (Ax, Smash e Crush) e detengono le cinture per circa un anno, quando poi verranno sconfitti, a Wrestlemania VII (1991) dai Nasty Boys (Brian Knobs & Jerry Sags), clienti, per uno strano scherzo del destino, dell'ex manager di Bret e Jim: Jimmy Hart. Dopo quella sconfitta le strade di Bret e Jim si separeranno ancora e stavolta in via definitiva: almeno sarà così per circa sei anni. Contemporaneamente alla storia della loro separazione, faceva il suo ritorno nella federazione The British Bulldog Davey "Boy" Smith, stavolta senza il suo storico tag-team partner Dynamite Kid, ritiratosi dal ring. Smith a Wrestlemania VII sconfigge The Warlord in una particolare sfida volta a definire chi avesse il miglior running powerslam nella WWF: non è che l'inizio di una folgorante carriera come singolo.

L'ASCESA DI BRET HART ED IL DEBUTTO DI OWEN HART

Bret e Jim iniziano così due carriere parallele, ma tra i due è Bret a cui giova di più la separazione. Jim infatti si limiterà al ruolo di commentatore televisivo insieme a Vince McMahon e Bobby "The Brain" Heenan ed avrà scarso successo come singolo, tant'è vero che s'infortunerà presto durante un match contro Ric Flair: un infortunio che lo costringerà ad alcuni mesi di riposo. Bret invece strappa clamorosamente il titolo di campione intercontinentale a Mr.Perfect Curt Hennig nel ppv Summerslam'91 e deterrà la cintura per qualche mese: la perderà due giorni prima della Royal Rumble '92 contro una sua vecchia conoscenza, "The Mountie" Jacques Rougeau, ed ancora una volta tale sconfitta avviene nel segno di Jimmy Hart, visto che Rougeau era suo cliente. The Mountie si gode il suo momento di gloria per due soli giorni, visto che alla Royal Rumble '92 perderà subito contro Rowdy Roddie Piper. Bret, colpito da problemi di salute, si assenta per alcune settimane: nel frattempo accade praticamente di tutto. British Bulldog fa sempre più collezione di successi, Piper difende il suo titolo contro The Mountie in un rematch svoltosi in un'edizione di Saturday Night's Main Event, Jim fa il suo ritorno nella federazione ma non come singolo, ritorna infatti a disputare i tag-team match, categoria a lui congeniale, e lo fa insieme ad un'atleta destinato a far parlare molto di sé: "The Rocket" Owen Hart, fratello di Bret, già noto alcuni anni prima nella WWF come The Blue Blazer. Lui e Jim prendono il nome di New Foundation (il prosieguo quindi della vecchia Hart Foundation) e fanno un debutto eccellente alla Royal Rumble '92 battendo The Orient Express (Kato & Tanaka). Ma la nuova formazione non riesce a reggere il paragone col vecchio team e così, nel corso di un feud con i Beverly Brothers (Beau & Blake), Jim abbandona la WWF: combatterà in Giappone, nella WCW e nella appena nata ECW. Bret intanto si ristabilisce e sfida Piper ad un match per il titolo intercontinentale a Wrestlemania VIII (1992); allo stesso tempo il fratello Owen, rimasto da solo, sfida Skinner (Steve Keirn).

Entrambi vincono i loro rispettivi incontri, ma ovviamente Bret aveva disputato un match per un titolo, mentre Owen rimaneva relegato nell'undercard: chiara la diversità di trattamento. Owen, quindi, tanto per non sfigurare di fronte ai successi del fratello, ci riprova nella categoria tag-team e stavolta fa coppia con Koko B.Ware: il loro team assume il nome di "High Energy". Due volte avranno un match per le cinture di coppia contro i Money Inc. ("The Million Dollar Man" Ted DiBiase & IRS) e per due volte consecutive verranno sconfitti. Bret invece, dopo essersi sbarazzato di un pericoloso contendente quale HBK Shawn Michaels, è costretto ad affrontare una sfida che forse avrebbe tanto voluto evitare: contro British Bulldog, suo cognato. Idea della federazione fu infatti quella di metterli contro nel ppv Summerslam '92, che per l'occasione fu organizzato in Inghilterra: Bulldog combatteva praticamente in casa e infatti il tifo fu tutto per lui. Bret accettò la sfida a malincuore e fu il cognato a vincere, strappandogli così il titolo: l'abbraccio tra i due a fine match ricostruì il loro rapporto. Qualche mese dopo Bulldog perderà il titolo contro Shawn Michaels, cosa che lo spinge a lasciare la WWF per tentare una nuova carriera nella WCW; Owen resterà ancora una volta da solo per colpa di un infortunio patito dal partner Koko B.Ware; utilizzato dapprima come mid-carder e poi come jobber di lusso, per lui la carriera di singolo si prospetta totalmente in discesa, rispetto invece a quella del fratello Bret, che godrà di tutt'altro sviluppo. Infatti la federazione punta forte su Bret, in lui Vince McMahon vede il campione del futuro, il nuovo idolo dei tifosi nonché la nuova immagine vincente della WWF: mancava solo una grande occasione di fargli agguantare il titolo di campione assoluto. E l'occasione arriva nel '92, a Saskatoon, in Canada, terra natale di Bret: Hitman sconfigge nientepopodimeno che il leggendario Ric Flair, diventando così per la prima volta nella sua carriera campione assoluto WWF.

La scelta di lanciare Bret come nuovo campione ed erede di grandi del ring come Hulk Hogan e Ric Flair si rivelerà una mossa vincente: Bret infatti avrebbe scritto una nuova pagina della storia della WWF e con lui ben presto la federazione di Stamford vivrà anche una nuova era, la New Generation.

FINE PRIMA PARTE

Alberto "El Diablo" Ferrero

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