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Jordan Myles parla della vicenda in Q&A su Twitter


by Daniele La Spina
 
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Sabato sul proprio profilo Twitter, Jordan Myles ha tenuto una Q&A con i follower in cui ha risposto alle domande di tutti e molte, ovviamente, vertevano sul suo controverso allontanamento dalla WWE. Ecco alcuni estratti della sessione di domande e risposte che trovate in fondo.

Sul perché pensi che la WWE sia razzista:
“La WWE è stata razzista nei miei confronti con quella maglietta che hanno prodotto per me. Mi hanno mentito al riguardo, cosa che mi ha ferito di più. Oltretutto quella era la loro immagine di me, il che la dice lunga, sai, anche per la percezione dei ragazzini, dei ragazzini afroamericani che guardano. O per quella della gente in generale che guarda gli show: quella maglia rappresentava quel tipo di pensiero, in qualche maniera, e non solo me. Penso che fosse irrispettosa, vergognosa. È stato uno schiaffo in faccia, oltretutto. Non solo a me ma a tutti gli spettatori che sono come me. Penso che fosse molto razzista e se guardi indietro nella storia [della compagnia, ndr], voglio dire… Sì, hanno dato titoli anche agli afroamericani. Ma ciò non toglie che hanno fatto cose di poco tatto nei confronti della comunità afroamericana. Penso che in molti dovrebbero fare attenzione a questa cosa”.

Sulla sua salute mentale, visto che spesso durante la vicenda si è fatto riferimento alla cosa, anche come motivo scatenante:
“A proposito della mia salute mentale: soffro d’attacchi d’ansia e soffro a causa della depressione, è possibile che mi causino delle oscillazioni di cattivo umore a volte. Ma questo non significa che quando parlo non ho la capacità d’intendere quel che dico. La maglietta ha ritirato fuori brutte cose dal mio passato e sono venute fuori tutte insieme, molta della rabbia di una volta è montata. Questo mi ha portato a comportarmi con qualcuno in maniera brusca. Ma, di nuovo, non mi scuserò per quello che ho detto. Quello che ho detto è ciò che penso.

Se andrà oltre la WWE:
“Legalmente no. Mentalmente sì”.



   

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